Olimpiadi 2036, l'ipotesi Toscana-Emilia Romagna secondo Luigi Angelini
Sognare non costa nulla, persino di ospitare un’olimpiade tra un tuffo in mare e una piadina romagnola: dopo Los Angeles 2028 e i giochi del 2032 già assegnati a Brisbane in Australia, l’Emilia-Romagna vorrebbe riempire la casella vuota del 2036. O almeno questa è l’ipotesi avanzata da Luigi Angelini, docente universitario riminese che si definisce «diplomatico delle sport».
E di diplomazia ne servirà davvero tanta: per i giochi a cinque cerchi del 2036 avanzano le ipotesi di candidatura del Qatar, di Istanbul o dell’India, mentre quella tosco-emiliano-romagnola è figlia di un protocollo di intesa tra le due regioni siglato nel gennaio del 2025 che verte su vari temi, tra cui, possibilmente anche quello olimpico. Inoltre, questa potrebbe non essere l’unica candidatura italiana, con il Nord Ovest del paese (Torino-Milano-Genova) altrettanto in lizza. Infrastrutture per le discipline, alberghi e villaggi per ospitare gli atleti, collegamenti e mezzi di trasporto, restano le aree di intervento principali perché la macchina organizzativa funzioni.
"Abbiamo due palestre a cielo aperto, il mar Tirreno e il mar Adriatico, abbiamo la A14 e la A1 che sono due snodi fondamentali", - ha detto Angelini ospite di "Tempo Reale" su Icaro TV - "anche gli aeroporti, tasto dolente, ma questo evento potrebbe sistemarli definitivamente. Ci sono impianti sportivi che non hanno bisogno di grosse risorse per essere sistemati. E Milano-Cortina ci ha insegnato come la fiera possa essere importante: penso anche alla Fiera di Rimini, che ha già ospitato eventi sportivi e che oltretutto ha già una stazione dei treni dedicata. Certo bisogna gettare il cuore oltre l'ostacolo e iniziare a lavorarci"
Siamo ancora nel campo delle ipotesi: al momento non esiste neanche una data entro la quale verrà comunicata la decisione al riguardo del CIO, il comitato olimpico internazionale, poiché proprio in questi mesi è al vaglio del comitato una riflessione sulla riforma del metodo di selezione delle candidature.
Insomma, in una situazione paradossale, con lo sport italiano che proprio alle ultime due olimpiadi estive ha collezionato 40 medaglie sia a Tokyo che a Parigi, nonostante le criticità della carenza di atleti, di infrastrutture fatiscenti o scandali interni in molte discipline come dimostrano anche le recenti inchieste sulla danza sportiva, c’è ancora spazio, e deve esserci, per le grandi ambizioni.












