Medico spinse la testa della figlia sott’acqua, l’ex moglie condannata per falsa testimonianza
Un medico riminese di 50 anni, che esercita la professione da tempo a Roma, era stato accusato da quella che oggi è la sua ex moglie, di aver afferrato la testa della loro bambina di 8 anni e di averla spinta per tre volte sott’acqua. Tutto questo perché la bambina, nell’agosto del 2012, mentre erano in vacanza a Rimini, avrebbe fatto i capricci per uscire dall’acqua. Per quell’episodio il professionista – che ha sempre negato gli addebiti – era finito sul banco degli imputati davanti al tribunale monocratico di Rimini per abuso di mezzi di correzione.
A sostegno del racconto della donna, che all’epoca era in fase di separazione dal marito, c’era la testimonianza di un bagnante che quella mattina d’agosto aveva – a suo dire – assistito alla scena tra babbo e figlia. Il difensore del medico, l’avvocato Gian Paolo Colosimo, però, nel corso del processo ha messo in dubbio la credibilità della testimonianza del bagnante, che si è scoperto essere l’assicuratore di fiducia della famiglia, guarda caso – è stata la tesi della difesa – l’unico tra le decine e decine di persone presenti in mare e sulla battigia quel giorno ad essersi accorto della condotta aggressiva del genitore. Che, oltretutto, stravede per la figlia e non è certo tipo da rimproveri così energici. Quella mattina, davanti ai capricci della figlia, lui l’aveva semplicemente sgridata e portata di peso fuori dall’acqua.
Al termine del dibattimento, nel 2019, il medico è stato assolto con formula perché il fatto non sussiste. Essendosi sentito accusato ingiustamente per 7 lunghi anni, il 50enne ha deciso di querelare sia l’ex moglie sia l’assicuratore per falsa testimonianza. Giudicati entrambi con rito abbreviato, sono stati condannati a un anno e 4 mesi ciascuno dal gup di Rimini.












