Medicina territoriale, una riforma che non convince
Fa discutere la bozza di decreto legge chiamato a riformare la medicina territoriale presentato dal ministro Schillaci. Il perno della rivoluzione è l’introduzione formale dell’assetto a doppio canale dell’assistenza primaria: il medico potrà restare in convenzione come ora (ma con regole più stringenti) oppure passare ad un rapporto di dipendenza col Servizio Sanitario Nazionale, su base volontaria, per le funzioni delle Case della Comunità. La bozza di decreto dovrà ora passare la vaglio delle Regioni e poi si aprirà il confronto con i sindacati di categoria che, in buona parte, hanno fortemente criticato numerosi aspetti della riforma giudicata un’ennesima toppa che rischia di sancire la fine della medicina di prossimità così come i cittadini l’hanno conosciuta finora. Fortemente critici FIMMG e SNAMI mentre Ugl Salute ha accolto positivamente le novità annunciate per scongiurare "il rischio concreto di vedere le Case di Comunità restare scatole vuote senza personale necessario".
Il tema sarà al centro della nuova puntata di Fuori dall'Aula, in onda su Icaro TV (canale 18) dalle 21. Ospiti il presidente provinciale (e vicepresidente Emilia Romagna) dello Snami Pietro Pesaresi e Alessandro Morbi del direttivo nazionale di Ugl Salute. Sarà anche proposta un'intervista alla segretaria provinciale della FIMMG Giulia Grossi.












