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Lombardi sul TRC. Fondi si potrebbero spostare su opere più utili

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 18 Set 2009 16:44 ~ ultimo agg. 13 Mag 07:08
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Il problema, spiega Lombardi, nasce in realtà dalla volontà delle amministrazioni di voler continuare in un’opera di dubbia utilità solo per non perdere i finanziamenti statali. Ma la legge, spiega Lombardi, permette di rinunciare a quei fondi e riutilizzarli, seppure in maniera ridotta, per altri progetti.

Il comunicato di Lombardi.

Le precisazioni che provengono dai vertici di Agenzia Mobilità mi convincono che ho sollevato un problema reale, ma non mi interessano più di tanto nel senso che loro sono dei tecnici e giustamente perseguono un obiettivo stabilito dalle Amministrazioni a cui devono rendere conto.

I miei interlocutori dal punto di vista politico, sono le Giunte che ci governano e che invece di cercare un confronto, tirano dritto solo per dimostrare che comandano loro.

Quando abbiamo sollevato dubbi sulla necessità di portare avanti il progetto del TRC, ci è stato detto, non solo da sinistra, che così facendo avremmo perso i finanziamenti. Ricordo che i soldi stanziati dallo Stato sono dei cittadini e non vanno spesi perché ci sono, ma perché è utile spenderli e quindi una attenta valutazione sulla necessità del TRC doveva comunque essere fatta.

Oggi però anche questa preoccupazione non ha più fondamento.

I commi 6-7-8 dell’Articolo 9 bis del Decreto Legge anti-crisi n.78/09 convertito nella Legge 3 Agosto 2009 n. 102 entrata in vigore il 19 Agosto scorso, prevedono in poche parole, che rinunciando ad una parte del finanziamento anche già approvato dal CIPE sia possibile per l’Ente Locale stoppare un’opera pubblica e destinare i fondi ad un’altra.

Al di là di tutti i cavilli burocratici, oggi, per ciò che ci riguarda il tema è: dobbiamo insiste a far spendere allo Stato 50 milioni di euro ed agli Enti locali altri 50 milioni di euro (più altro 20 per i mezzi) per il TRC, perché lo giudichiamo la panacea di tutti i mali in tema di trasporto e mobilità pubblica, oppure si può provare in tempi brevi a cercare un largo consenso per utilizzare magari meno fondi, statali e locali, per indirizzarli su un opera infrastrutturale più utile e più moderna? Possiamo provare a pensare ad esempio se all’interno del Piano Strategico non ci possano essere interventi più in armonia con una nuova visione anche estetica del nostro territorio verso cui indirizzare i finanziamenti del TRC?

In fondo poi se proprio qualcuno è convinto che sia indispensabile implementare quella tratta, si potrebbe riesumare lo studio della Provincia fatto sulla attuale sede ferroviaria che almeno avrebbe il pregio di non creare una ulteriore barriera e di non buttar giù le abitazioni.

Oggi non è più il tempo di usare i soldi pubblici (tanti) perché sono stati stanziati ma bisogna spenderli se è utile spenderli per la collettività. Alzi la mano anche in maggioranza chi è sicuro che non si stiano sprecando 100 milioni di euro.

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