Indietro
menu
Parla Massimo Pulini

L'ex assessore e quelle passerelle davanti al Ponte accettate 'a denti stretti'

In foto: Pulini nell'incontro in Cineteca (@Newsrimini)
Pulini nell'incontro in Cineteca (@Newsrimini)
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 17 Nov 2025 11:11 ~ ultimo agg. 19 Nov 13:33
Tempo di lettura 2 min

Le passerelle sui Bastioni davanti al ponte di Tiberio non erano proprio nei sogni dell'Amministrazione Comunale. Un retroscena emerso domenica alla Cineteca di Rimini durante la presentazione del libro "Io, Rimini..." (NFC editore) dalla voce di Massimo Pulini, per otto anni assessore alla Cultura del Comune di Rimini. Nel suo momento sul palco Pulini, autore di uno dei capitoli del libro, è stato interpellato dal moderatore Giorgio Tonelli sul bilancio dei suoi anni da assessore. Pulini ha ricordato i tanti significativi cambiamenti alla città, a partire dal compimento della ristrutturazione del Teatro Galli. Ma ha parlato anche di quello che non è andato come auspicato.

"Le passerelle che fiancheggiano il ponte di Tiberio oppure il marmino rosa davanti al castello sono proprio le due cose che ci sono state più criticate - ha detto - ma sono le cose che ci ha imposto la Sovrintendenza e che erano le cose che esulavano da quello che avevamo presentato noi di progetto. Oggi lo posso dire, allora c'era anche una giusta posizione di dire: non scarichiamo ad altri quello che si sta facendo, anche perché si aveva un continuo bisogno della Sovrintendenza, forse non ci si voleva mettere troppo in contrasto". Ma non erano i desiderata dell'Amministrazione Comunale: "Al posto delle passerelle, il nostro progetto prevedeva un ripristino del terrapieno sotto il primo arco del ponte, quello più vicino al centro storico, e il passaggio da monte a mare avrebbe incontrato un attraversamento sottostante della prima arcata. Cosa che era nelle fotografie di fine ottocento, ma anche fino agli anni quaranta c'erano i carretti che passavano da lì. Ecco, quello era il nostro progetto".

Di quegli anni Pulini ricorda anche quel "gruppo di lavoro che qui davvero ringrazio, dell'identità dei luoghi: cinque anni, tutti i martedì si riunì nella sede dell'assessorato e lì avevamo fatto dei progetti che prevedevano anche un ripristino di una parte del fiume, controllata ovviamente, però verso il ponte". Ma si dovettero fare i conti con le contingenze: "Tutto non si può realizzare, molti progetti sono rimasti interrotti e qui c'è il rammarico di alcune cose che non sono state portate avanti, perché c'erano alcuni progetti veramente illuminati".

la passerella

Altre notizie