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Graduatorie Agenas e ministero

LEA e cure oncologiche. La sanità dell'Emilia Romagna al vertice in Italia

In foto: sanità (repertorio)
sanità (repertorio)
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Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Nonostante le criticità, la sanità dell'Emilia Romagna si conferma al vertice in Italia. Lo attestano due distinte graduatorie. 

Nell'ultimo monitoraggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) curato dal ministero della Salute, relativo all'anno 2024, la Regione è al secondo posto. Il sistema assegna un punteggio da zero a cento in tre macroaree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. La soglia di sufficienza è fissata a 60 punti e deve essere raggiunta separatamente in ogni area, senza possibilità di compensare un risultato negativo con le performance ottenute negli altri livelli assistenziali. L'Emilia-Romagna ha totalizzato 282 punti, dietro solo al Veneto: 97 nella prevenzione (seconda dietro la Provincia autonoma di Trento), 94 nell'assistenza distrettuale (seconda dietro al Veneto) e 91 in quella ospedaliera (terza dietro Veneto e Provincia di Trento), migliorando la prestazione dell'anno precedente.

Buone notizie arrivano anche dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulle Reti oncologiche regionali stilato da Agenas che vede la Regione migliorare la sua valutazione arrivando a 91,8 punti rispetto agli 89,9 della rilevazione precedente. L’Emilia-Romagna è al primo posto in Italia per performance qualitativa, che racchiude i parametri relativi all’organizzazione e alla governance delle reti di cura dei tumori. Ed è tra le prime tre regioni anche per presa in carico dei pazienti oncologici, per concentrazione chirurgica e per l’indicatore di bacino che identifica la prossimità delle cure di radioterapia e terapia medica. Proprio su quest’ultimo aspetto, poche settimane fa la Regione ha approvato un documento di indirizzo dedicato proprio all'Oncologia e onco-ematologia di prossimità, che definisce criteri e strategie per la delocalizzazione di specifici trattamenti oncologici ed ematologici dall'ospedale ai servizi territoriali, come le Case della Comunità, gli ambulatori distrettuali e, se vi sono i requisiti, anche il domicilio del paziente.

Siamo orgogliosi di questi risultati, che confermano la validità di un modello che mette al centro la persona, garantendo qualità delle cure, equità di accesso e una presa in carico integrata lungo tutto il percorso di malattia- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Dietro questi numeri c’è soprattutto il lavoro straordinario dei professionisti e delle professioniste del nostro servizio sanitario regionale, che sanno unire un’estrema competenza a un’umanità e attenzione al paziente che rappresentano un aspetto fondamentale della cura. Oggi, infatti- proseguono presidente e assessore- la sfida non è solo curare meglio, ma anche più vicino alle persone: le cure di prossimità rappresentano uno degli assi strategici su cui stiamo costruendo il futuro della sanità regionale. La crescita delle Reti oncologiche dimostra che eccellenza e prossimità non sono obiettivi alternativi, ma complementari”.

Abbiamo maturato e portato a compimento in questi anni-aggiunge Carmine Pinto, coordinatore della Rete oncologica ed emato-oncologica regionale- una gestione multidisciplinare e in rete dell’assistenza in oncologia, che fa di questa Regione un virtuoso modello nazionale. L’ultimo Rapporto Agenas fotografa proprio questo: la continuità nella strategia assistenziale e nella presa in carico del paziente oncologico, con una territorialità che garantisce di poter avere accesso a terapie di oncologia medica e di radioterapia a meno di un’ora dal proprio domicilio e all’interno di percorsi strutturati. Una rete che è quindi sempre più garanzia di equità nell’accesso a cure appropriate e di qualità, e che nello stesso tempo sviluppa ricerca e innovazione”.

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