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Di Carlo Alberto pari

La più grande patrimoniale della storia recente: la stiamo già pagando!

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Dom 11 Giu 2023 06:54 ~ ultimo agg. 6 Giu 12:39
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Tra le poche eccellenze del nostro Paese, il risparmio è senza dubbio sul podio. Un retaggio del passato, visto che le nuove generazioni non possono certo auspicare di accrescerlo, infatti, mediamente, hanno lavori perlopiù precari e malpagati, frutto di una politica devastante, voluta o assecondata, anche da coloro che avrebbero dovuto contrastarla con grande determinazione.

Ciò nonostante, ancora oggi, il risparmio del nostro Paese è un fulcro portante, seppure drammaticamente e spregiudicatamente diseguale. Per tante famiglie, è una sorta di assicurazione per un futuro meno problematico. Per i figli, riscatta parte della dignità, troppo spesso persa dal lavoro. Per gli anziani, rappresenta la tranquillità per una vecchiaia serena. Per il nostro martoriato Paese, afflitto da un debito stratosferico, frutto di una spasmodica ricerca del consenso, garantisce, seppure non direttamente, una maggiore solvibilità.

Eppure, nel disinteresse generale, o peggio, nell’anestesia della non conoscenza, il risparmio è oggi fortemente colpito nelle sue basi, irreparabilmente eroso ed a mio avviso inspiegabilmente non tutelato, a scapito dell’art 47 della Costituzione.

Sintetizzo. Negli ultimi due anni, l’inflazione ha diminuito il potere di acquisto del risparmio e quindi il suo valore reale, di circa il 15% . Di converso, a differenza del passato, quando l’inflazione era altrettanto elevata, il rendimento dei risparmi investiti anche a lungo termine, raramente supera il 4/5% annuo, ed ancora più’ vergognoso, sui conti correnti, spesso, la remunerazione è ancora vicina allo zero, dopo un paio d’anni d’inflazione galoppante e nonostante diversi ed inascoltati moniti di svariate autorità’. Alcuni banchieri, sostengono che i conti correnti sono un servizio, non un investimento, mi risulta però, che depositando il denaro presso la BCE (Banca Centrale Europea) , il rendimento attuale è chiaramente quantificabile al 3,25 %. Evito spiegazioni sulle riserve, evidenzio che sui conti degli italiani, recenti studi indicano oltre 1.000 miliardi di depositi. Lascio al lettore il calcolo ed un’analisi prospettica.

Per concludere, è bene rimarcare che il totale dei risparmi degli italiani (tra conti correnti ed investimenti), ammonta ad oltre 5.000 miliardi, la remunerazione media, anche della parte investita, molto al di sotto dell’inflazione, ciò comporta una perdita del valore reale, presumibilmente quantificabile in questi ultimi due anni, in un importo di gran lunga maggiore all’intero ammontare del PNRR ( Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) destinato all’Italia, sul quale si dibatte quotidianamente, come fosse la panacea dei mali del Paese, peraltro, in larga parte ad ulteriore debito. Di converso, non si prende in considerazione con la dovuta preoccupazione, l’enorme perdita del valore reale del risparmio, una visione disarticolata della realtà. Del resto, per tutelarlo, invece di imporre una remunerazione minima di legge, in funzione dei tassi della BCE, qualcuno pensa anche ad una patrimoniale. E’ proprio il caso di dirlo: povera Italia!

Carlo Alberto Pari

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