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falso paziente a processo

Invia foto di parti intime al medico di base fingendo una malattia, condannato

In foto: l’aula del tribunale di Rimini
l’aula del tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Gio 5 Mar 2026 16:38 ~ ultimo agg. 17:28
Tempo di lettura 2 min

Era accusato di aver inviato al numero WhatsApp di una dottoressa di famiglia riminese le foto del proprio pene con la scusa di avere una non meglio precisata patologia. Sono due gli episodi denunciati dal medico di famiglia, che nel 2023 aveva sporto querela per molestie nei confronti di un 53enne della provincia di Firenze, spacciatosi per un suo paziente

La dottoressa, una 50enne riminese, aveva ricevuto su WhatsApp un primo messaggio da parte dell'uomo che si era presentato come un suo nuovo assistito. Messaggio seguito da una foto del proprio pene motivata dalla richiesta di una diagnosi per una presunta patologia. Guardando l'immagine era apparso fin da subito chiaro al medico di base che quanto sostenuto dal paziente in realtà fosse una banale scusa. Dopo averlo invitato a non inoltrarle più foto del genere, la dottoressa era andata a verificare se le generalità comunicate dall'uomo appartenessero realmente a quelle di un suo paziente. Quel nome e quel cognome, però, non risultavano nel suo database

Qualche giorno dopo, sempre dallo stesso numero, ecco arrivare una nuova foto delle proprie parti intime giustificata sempre dalla richiesta di consulto per una presunta infezione. Questa volta nessuna risposta da parte della dottoressa, che dopo aver bloccato il numero si era rivolta ai carabinieri per denunciare l'accaduto. Le successive indagini avevano permesso di risalire ad un 53enne toscano, inizialmente indagato per molestie e sostituzione di persona e poi finito a processo

Nel corso del procedimento il medico di famiglia ha ritirato la querela per molestie, ma il processo è proseguito ugualmente per la sostituzione di persona. Reato per cui il 53enne, difeso d'ufficio dall'avvocata Gabriella Giuliani del Foro di Rimini, è stato condannato a sei medi di reclusione, pena sospesa. L'imputato, che non è mai comparso a nessuna udienza e che in passato avrebbe inviato foto intime ad altre due dottoresse non appartenenti all'Asl Romagna, rischiava una condanna ad un anno, così com'era stato richiesto dal pubblico ministero. Il giudice monocratico del tribunale di Rimini, però, non gli ha riconosciuto la recidiva.   

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di Redazione
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