Gruppo Aeffe, recapitati i licenziamenti. Incontro in teatro coi dipendenti
221 esuberi complessivi, ben 170 nella storica sede di San Giovanni in Marignano. Nonostante i tavoli ministeriali e regionali e la battaglia dei sindacati, non sembrano aprirsi spiragli per i dipendenti del Gruppo Aeffe (con marchi come Moschino e Alberta Ferretti) vittime di una crisi aziendale ormai nota da tempo ma esplosa negli ultimi mesi con la notizia che tutti speravano non arrivasse: l’avvio dei licenziamenti. Mentre proseguono le mobilitazioni, le lettere sono ormai state quasi tutte recapitate. Missive che mettono fine ad una storia lavorativa che per molti durava da 10, 20 anche 30 anni. Un’intera vita. I sindacati promettono verifiche puntuali su ogni singolo licenziamento ma la velocità con cui sono stati inviati complica ancor di più le cose. C’è poi da appurare quali siano i criteri utilizzati dall’azienda per scegliere chi lasciare a casa. Intanto le residue speranze restano aggrappate all’incontro del 21 gennaio a Ministero. Il giorno precedente la Filctem Cgil ha convocato lavoratori e lavoratrici alle 10 del mattino nel ridotto del Teatro della Regina di Cattolica per dire no ai licenziamenti. Emblematico il titolo scelto. “Il diavolo veste Aeffe”, parafrasando un noto film dedicato proprio al mondo della moda. Un mondo che negli ultimi anni ha visto contrapposti il luccichio delle sfilate e il grigio di una crisi che morde sempre più forte il comparto. Lo rivelano anche i numeri dell’export riminese che, fiore all’occhiello del territorio, ha visto nei primi 9 mesi del 2025 un tracollo del 13,5%. Un calo che, è questo il timore, potrebbe mettere a rischio non solo il gruppo Aeffe ma tante altre aziende della moda.












