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Governo presenta Piano Strategico Turismo. Pizzolante: fumosità pre-elettorale

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 18 Gen 2013 17:00 ~ ultimo agg. 16 Mag 07:10
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Nel documento di sintesi si individuano le criticità del settore: “governance del settore (debolezza del coordinamento centrale; eccessiva frammentazione delle politiche di sviluppo e di promozione all’estero); risorse insufficienti per l’Enit; nanismo delle imprese turistiche; vantaggio competitivo unicamente basato su rendite di posizione e incapacità di costruire nuovi prodotti turistici; infrastrutture insufficienti; risorse umane non adeguatamente formate; difficoltà ad attrarre investimenti internazionali (incertezza del contesto soprattutto dal punto di vista burocratico e amministrativo)”

A fronte di questo, si individuano 61 azioni specifiche, attuabili in periodi tra i 3 mesi e i 5 anni. Le azioni sono riassunte in una serie di linee guida:
1) ridefinizione della governance del settore con un rafforzamento del ruolo del Ministro del Turismo; 2) rilancio dell’Enit (Agenzia nazionale per il turismo); 3) miglioramento dell’offerta: focus su 1-2 nuovi grandi poli al Sud o nelle Isole, creazione di 30-40 nuovi poli complessivi con priorità ai segmenti affluent (una sorta di via di mezzo tra turismo di massa e d’elite) e Bric (Brasile, Russia, India e China); 4) riqualifica delle strutture ricettive e consolidamento del settore; 5) trasporti e infrastrutture: intervento sul piano aeroporti e collegamenti intermodali; 6) formazione e competenze: riqualificazione dell’istruzione turistica e rilancio delle professioni (dalle superiori al post-laurea); 7) investimenti internazionali: attrazione tramite incentivi fiscali e burocrazia zero.

Il piano, elaborato tra maggio e ottobre del 2012 da un gruppo di lavoro nominato dal ministro, sarà discusso con gli operatori del settore in occasione dell’inaugurazione della Borsa Internazionale del Turismo (BIT) il 14 febbraio alla Fiera di Milano.

Fortemente critico il giudizio di Sergio Pizzolante, parlamentare del PDL, che parla di un piano fumoso presentato a camere sciolte da un Governo ormai delegittimato e in campagna elettorale: “Il ministro del Turismo ha avuto un anno di tempo e l’ha sprecato – commenta Pizzolante – Il turismo è il settore economico con più alta potenzialità di crescita ma ha bisogno di riforme profonde e concrete, prima fa tutte la revisione del titolo V al fine di riassegnare al Governo centrale funzioni e risorse per la promozione turistica, oggi frammentate fra le Regioni”
Poco e niente, se non a fini elettorali per la Lista Monti, sulle azioni realmente necessarie: “È poi necessario: riallineare l’Iva con gli altri Paesi europei; stimolare la crescita con incentivi fiscali per l’ammodernamento delle strutture alberghiere; abbattere la burocrazia con l’attivazione dei distretti turistici; far ripartire gli investimenti con la stabilizzazione delle concessioni demaniali; riformare la legge Fornero con il ripristino di lavoro a chiamata e apprendistato stagionale”.

L’assessore regionale al turismo Maurizio Melucci twitta: “Non sono state accolte alcuni importanti proposte delle Regioni e mancano iniziative concrete del Governo che si potevano prendere da subito”

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