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Vicenda paradossale

Ex Delfinario. Pari (Cetacea): spesi 100.000 € senza poterci mai fare nulla

In foto: Sauro Pari
Sauro Pari
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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All'indomani dei chiarimenti arrivati in consiglio comunale a Rimini sul futuro dell'ex Delfinario (vedi notizia), c'è grande amarezza tra chi quella struttura avrebbe dovuto e voluto restituirla alla comunità negli ultimi sei anni. Parliamo di Fondazione Cetacea e Club Nautico che dal 2020 avevano ottenuto la concessione ma si sono trovati a combattere una infinita battaglia contro la burocrazia.

Noi in spiaggia, fino all'approvazione dell'attuale normativa (ndr il nuovo piano spiaggia), non potevamo praticamente fare niente tranne la normale amministrazione” – spiega ad Icaro TV il presidente della Fondazione Cetacea Sauro Pari - “praticamente avevamo in mano un bene che si era completamente deteriorato e che andava ristrutturato non con modalità ordinaria ma straordinaria ma questo non ci è stato permesso dalle normative e dal comune”. Notevole però l’esborso economico da parte delle due realtà. “Di sola concessione – precisa Pari - abbiamo speso circa 3 mila euro l'anno, e quindi 18 mila totali. Poi abbiamo avuto le spese di demolizione degli abusi e alcune altre spese di manutenzione ordinaria per evitare che l’edificio crollasse, per circa  85-90 mila euro. Complessivamente il conto supera i 100 mila euro e senza aver potuto utilizzare la struttura un solo giorno”. “Anzi – si corregge – una volta lo abbiamo usato: per il concerto Different Waves in periodo covid. E’ stata l’unica volta che ci è stato permesso di utilizzarlo. Poi non abbiamo più potuto fare niente” conclude con amarezza Pari. 

Il progetto pensato da Fondazione Cetacea e Club Nautico Rimini, punta a trasformare l'ex Delfinario in un polo multifunzionale per la didattica, la ricerca e la cura del mare, comprese le attività sportive. Era previsto anche un ospedale per le tartarughe marine. 

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