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130 alloggi

Edilizia sociale all'area dell'ex mercato ortofrutticolo. Riparte il progetto

In foto: l'ex mercato prima della demolizione (@IcaroTeche)
l'ex mercato prima della demolizione (@IcaroTeche)
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Mar 5 Mag 2026 13:47 ~ ultimo agg. 14:11
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Prende di nuovo consistenza il progetto di appartamenti in edilizia sociale nell'area dell'ex mercato Ortofrutticolo in zona Celle a Rimini. La previsione iniziale era di 80 alloggi che oggi salgono a 130 di proprietà comunale per un intervento che era stato inserito nell’ambito del programma Pinqua e per il quale era stato richiesto un finanziamento statale per un valore di 15,2 milioni. A ridare gambe al progetto il nuovo ‘piano casa’ recentemente varato dal Governo su input dell’azione dell’Unione europea, che per la prima volta ha scelto di giocare un ruolo più attivo nelle politiche abitative attraverso un piano per gli alloggi a prezzi accessibili. Gli uffici comunali, fanno sapere gli assessori alle politiche abitative Kristian Gianfreda e alla pianificazione del territorio Valentina Ridolfi, sono già al lavoro per l'immediata operatività

Da mesi il Comune di Rimini è al lavoro per mettere a terra, attraverso gli strumenti urbanistici a disposizione e quelli in fase di introduzione, una strategia orientata all’affordable housing (altrimenti detto abitare accessibile) mirata quindi a interventi che diano una risposta a quella fascia sempre più ampia di popolazione che non riesce più ad accedere ad un’abitazione nel libero mercato, ma che non rientra nei parametri degli alloggi di edilizia popolare. Oggi quindi, sulla base delle linee dettate di recente dal Governo e dall’Ue, come Amministrazione ci attiviamo per integrare il percorso avviato, in maniera immediatamente operativa: il primo passo, sul quale gli uffici sono già al lavoro, è quello di riformulare il progetto dell’ex Mercato Ortofrutticolo Italiano (MOI), l’intervento di edilizia sociale che era stato inserito nell’ambito del programma Pinqua e per il quale era stato richiesto un finanziamento statale per un valore di 15,2 milioni. L’idea è quella di agire su un quadrante strategico della città, in prospettiva ampiamente accessibile grazie alla sua prossimità con la nuova tratta del Metromare, Rimini stazione/Rimini Fiera, con la realizzazione di un complesso abitativo innovativo dal punto di vista architettonico, del verde e dei servizi. L’obiettivo, per il quale siamo già in relazione con Cassa depositi e prestiti, è di arrivare a mettere a disposizione 130 alloggi destinati a categorie quali i lavoratori della sanità e dell’educazione, le forze dell’ordine, gli studenti universitari, gli stagionali.

Ma il piano per dotare Rimini di nuovi appartamenti accessibili non si ferma a questo progetto: "Valuteremo - aggiungono gli assessori - la realizzazione di nuove residenze, anche attraverso la ‘variante usi’ al Rue di prossima approvazione, sempre con l’obiettivo di intercettare le nuove e sempre più pressanti esigenze che emergono dalla società, come dalle giovani coppie o dagli anziani soli, anche attraverso soluzioni come co-living, co-housing, residenze collettive. Così come emerso dal decreto statale, non escludiamo la formula del "rent to buy", che consente a chi paga un affitto di lunga locazione di poter riscattare l'immobile.
 
"Altro tema riguarda gli interventi di ristrutturazione dell’esistente, che interessano nello specifico gli alloggi di edilizia residenziale e popolare. Il piano casa del Governo prevede, almeno sulla carta perché poi è indispensabile guardare al monte delle risorse che si metteranno realmente a disposizione e alle relative procedure amministrative, un programma per il recupero degli alloggi attraverso opere di manutenzione straordinaria: valuteremo quali saranno le formule e le modalità di assegnazione dei finanziamenti per capire come intercettare risorse utili. Va però detto che Rimini, a livello nazionale, è tra le realtà virtuose per livello di manutenzione del patrimonio Acer. Ciò non toglie che ci faremo trovare pronti quando si apriranno opportunità per andare a potenziare la qualità dell’abitare della nostra città, anche prevedendo collaborazioni con la componente privata"

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