Dopo la condanna, continua a perseguitare un avvocato riminese
Il 18 settembre dello scorso anno era stato condannato in primo grado dal tribunale di Rimini ad un anno (pena sospesa) per stalking nei confronti di un 33enne avvocato riminese. Trascorsi soli sei giorni dalla lettura della sentenza di condanna, l'imputato ha cercato di contattare con insistenza sia lui che la sua compagna, arrivando persino a minacciare entrambi: "Guardatevi le spalle...".
Il reato che la Procura di Rimini contesta ad un 54enne originario di Roma, residente a Riccione, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio, è ancora una volta stalking. Dietro la nuova persecuzione si nasconderebbe una storia personale complicata già finita in tribunale. L'indagato, in passato, aveva avuto una relazione tormentata con la madre della compagna dell'avvocato, caratterizzata da continui tira e molla e rapporti sempre più tesi con i familiari della donna. Quando la storia tra i due finisce per volere di lei, ecco che avrebbe iniziato a contattare con insistenza il compagno della figlia, nella speranza che potesse aiutarlo a riallacciare i rapporti con la mamma della sua fidanzata. Secondo l’accusa, però, quei ripetuti tentativi sarebbero sfociati in una vera e propria persecuzione, con l'avvocato costretto a modificare le proprie abitudini di vita pur di tenere alla larga l'uomo.
Dopo la condanna di primo grado, arrivata a settembre 2025, il professionista sperava che l'incubo fosse finito. Invece, appena sei giorni più tardi, ecco spuntare sul display del suo smartphone una telefonata da un numero sconosciuto. Dall'altra parte c'era ancora una volta il 54enne romano, la cui voce camuffata era stata presto riconosciuta. Vistosi scoperto, prima di riattaccare aveva reagito con nuove intimidazioni. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Riccione, le telefonate sarebbero arrivate anche sul luogo di lavoro dell'avvocato e della compagna. Una sorta di vendetta per la condanna ricevuta. In altri casi, invece, avrebbe lasciato messaggi vocali dai contenuti confusi e inquietanti, parlando di aggressioni, denunce e ritorsioni. Era persino arrivato a contattare l'ex marito della donna, dicendogli testualmente: "Adesso facciamo i conti anche con te".
Per tutte queste condotte, il pubblico ministero Luca Bertuzzi ha chiesto il rinvio a giudizio dell'indagato, difeso dall'avvocato Mirco Renzi del foro di Rimini, con fissazione dell'udienza preliminare il prossimo 7 ottobre davanti al gup di Rimini, Alessandro Capodimonte. Ad assistere l'avvocato riminese e la sua compagna sarà invece il collega Luca Montebelli.











