Dipendenti Gruppo Aeffe: presidio davanti ai Palazzi dell'Arte per la mostra
Da un lato i drappeggi, i ricami sartoriali e la couture esclusiva degli abiti griffati del distretto romagnolo e dall'altro le bandiere rosse che sventolano, sorrette da tanti lavoratori, dipendenti del gruppo Aeffe, che hanno già perso il lavoro. E' questo lo spaccato che si ottiene arrivando a Piazza Cavour, dove tante persone del gruppo Aeffe, accompagnate dalle varie sigle sindacali, hanno manifestato per ricordare al mondo il lavoro che c'è dietro a questi abiti iconici, di cui la stessa azienda Aeffe si è volutamente dimenticata. Il gruppo aveva annunciato infatti già lo scorso autunno 221 licenziamenti entro il 1 gennaio 2026. Le condizioni di chi ancora lavora in azienda sono estremamente precarie e si vive nell'incertezza. Nel frattempo i sindacati si sono mossi su vari tavoli regionali ma a quanto l'azienda non sembra intenzionata a scendere a compromessi, in vista della vendita della società sul mercato.
"La presenza in piazza di lavoratori e lavoratrici del settore tessile - spiega la FILCTEM Cgil di Rimini - ha inteso porsi in chiara polemica nei confronti di un’azienda (AEFFE) che cela dietro l’immagine patinata il volto truce dei licenziamenti; perpetrati senza guardare in faccia a nessuno, in primis alle proprie maestranze che hanno fatto grande il gruppo, in secondo luogo alle consolidate prassi di dialogo sociale previste in Emilia-Romagna. Il timore è quello di trovarsi di fronte a una mostra che parla di un passato, quello della creatività e dell’artigianalità delle lavoratrici riminesi, mentre l’azienda AEFFE in questo pesante processo di riorganizzazione non sembra voler investire nel nostro territorio. Il contrasto è stridente e non poteva essere taciuto. Auguriamo il meglio a questa esposizione, nella certezza che negli occhi di visiterà la mostra ci saranno anche i volti e gli sguardi di chi perde il lavoro a causa di politiche aziendali spietate".












