Decreto su concessioni demaniali. Per CNA Balneatori un percorso stravolto
Cna Balneatori chiede al governo di stralciare dalla bozza di decreto il capitolo-concessioni.
«La scelta di Monti, se verranno confermate le anticipazioni – spiega Mussoni – è grave, perché ipoteca il futuro di migliaia di piccoli concessionari, mette in ginocchio un settore fiorente e peculiare dell’economia turistica nazionale. «In particolare – osserva – appare stupefacente la decisione di ricorrere allo strumento del decreto “prendere o lasciare”, se si considera che Camera e Senato a fine novembre avevano archiviato la procedura d’infrazione avviata a suo tempo dall’Unione europea contro la prassi del rinnovo automatico delle concessioni, ricorrendo all’adozione di un nuovo testo di legge, la cosiddetta “legge comunitaria 2010”.
Ma oltre alla mancanza di confronto, ci sono anche modalità che lasciano perplessi: «La previsione di una durata quadriennale e non rinnovabile delle concessioni stesse, secondo quanto ipotizzato, apre la strada al rischio che nessuno sia interessato a investire: chi mai, infatti, deciderà di realizzare migliorie, sapendo che dopo soli quattro anni dovrà lasciare? Inoltre, le ragioni degli attuali gestori, cui viene riservato un teorico “diritto di prelazione”, ma a fronte di una parità di offerta, vengono di fatto annullate».












