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investiti 7 milioni

Dalla scuola ai week end ai centri estivi. 578 minori in percorsi di inclusione

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Redazione
   
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Per l’inclusione scolastica ed extrascolastica degli studenti disabili il comune di Rimini ha investito 7 milioni di euro, di cui circa 4 milioni destinati al servizio pubblico scolastico 0-19 anni. Sono 578 i minorenni seguiti, 196.705 ore educative, 255 educatrici ed educatori e 77 plessi coinvolti. I dati emergono dal Report annuale del Servizio di supporto all’inclusione scolastica, presentato a dirigenti scolastici, docenti ed educatrici/educatori e curato dalla RTI Millepiedi – CAD – Proges. 

Un modello che ogni bambino possa essere messe nelle condizioni di partecipare alle gite, ai laboratori, alle uscite didattiche, grazie a una presenza educativa continua. Un sistema cresciuto negli anni fino e che oggi l'amministrazione definisce “Modello Rimini dell’inclusione”, dove il sostegno non si ferma alla classe, ma accompagna la persona nei servizi del territorio e nei centri estivi. Oltre un centinaio di ragazze e ragazzi vengono seguiti anche fuori dalla scuola, nei gruppi educativi e nei progetti individuali. L’inclusione prosegue nei pomeriggi, nei weekend, nei mesi estivi.

Elemento distintivo è l’Archivio Digitale Individuale, memoria educativa condivisa che raccoglie il percorso della persona dalla prima infanzia alle superiori, permettendo a educatori, insegnanti e servizi di lavorare con informazioni aggiornate e senza dispersioni, sia sul lavoro svolto a scuola sia sulle attività nei contesti educativi e socializzanti esterni. C'è poi l'importante contributo di analisti del comportamento che supportano le scuole nella lettura dei segnali e nella prevenzione dei problemi comportamentali, con laboratori sull’autodeterminazione, bilanci delle competenze e video curriculum.

"Rimini – afferma la vicensindaca Chiara Belliniha scelto di investire non solo risorse economiche, ma una visione precisa: nessuna bambina, nessun bambino, nessuna ragazza e nessun ragazzo deve restare indietro. L’inclusione non è un servizio accessorio, è un patto della città con le sue giovani generazioni. L’Archivio Digitale, la supervisione clinica, la transizione alla vita adulta e l’integrazione con l’extrascuola sono gli strumenti di un modello che mette al centro le persone, non le procedure. Continueremo a rafforzarlo con convinzione, perché ogni persona possa crescere con dignità, pari opportunità e rispetto".

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