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cerimonia a Cerasolo

Coriano commemora il 34° anniversario della strage di via D'Amelio

In foto: la cerimonia
la cerimonia
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Si è svolta sabato mattina, in Piazza Borsellino a Cerasolo, la cerimonia di commemorazione dedicata al giudice Paolo Borsellino e ai cinque agenti della sua scorta, nel 34° anniversario della strage di via D'Amelio. La comunità ha reso omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, vittime dell'attentato mafioso del 19 luglio 1992.

Nel corso della cerimonia il Sindaco e la Vicesindaca hanno deposto un mazzo di rose bianche ai piedi del cippo dedicato al magistrato, accanto alla targa che riporta una delle sue frasi più celebri: «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ha paura muore una volta sola.»

Erano presenti il Sindaco Gianluca Ugolini, la Vicesindaca e Senatrice Domenica Spinelli, gli Assessori, i Consiglieri comunali e diversi cittadini che hanno voluto condividere un momento di memoria e raccoglimento.

Il Sindaco Gianluca Ugolini ha dichiarato: «Ricordare Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta significa rinnovare ogni anno un impegno che non può esaurirsi in una cerimonia. La loro testimonianza ci richiama al dovere di difendere ogni giorno i valori della legalità, della giustizia e del rispetto delle istituzioni. È una responsabilità che appartiene a tutti: amministratori, cittadini e soprattutto alle nuove generazioni, perché la memoria diventi esempio concreto e guida per il futuro. Coriano continuerà a custodire questo patrimonio di valori con convinzione e gratitudine verso chi ha sacrificato la propria vita per il bene del Paese».

La Vicesindaca e Senatrice Domenica Spinelli ha dichiarato: «La memoria di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta ci ricorda che la legalità non è un principio astratto, ma una scelta quotidiana che richiede coraggio, responsabilità e coerenza. Il loro sacrificio continua a interrogarci e a chiederci di non abbassare mai la guardia di fronte a ogni forma di criminalità e di sopraffazione. Custodire il loro esempio significa educare i più giovani al rispetto delle regole, alla partecipazione e al senso dello Stato. Solo mantenendo viva questa memoria possiamo costruire una comunità più consapevole, libera e capace di difendere i valori della democrazia».

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