Commissariamento scuola. Per FdI e Lega non è atto punitivo ma il Pd non ci sta
Non tardano ad arrivare i commenti politici sul commissariamento dell'Emilia Romagna legato a dimensionamento scolastico. A difendere il provvedimento sono Fratelli d’Italia e Lega secondo cui non si tratta di un atto punitivo ma “è l'esito inevitabile di una gestione regionale irresponsabile". Il dimensionamento, evidenziano, "è uno strumento di garanzia per l'equità del sistema scolastico e la tutela del diritto allo studio”. Inoltre l'Emilia-Romagna "ha avuto due deroghe entro le quali adempiere e non l'ha fatto con possibili ripercussioni sia sul pagamento dell'ultima rata del Pnrr, sia sul regolare avvio del prossimo anno scolastico". Per i capigruppo della maggioranza regionale invece "la Regione ha sempre agito nel pieno rispetto della leale collaborazione, chiedendo semplicemente l’applicazione coerente dei criteri nazionali. Commissariare una Regione che ha rispettato le regole, è un atto ingiusto e mostra l’arroganza istituzionale del Governo nei confronti delle Regioni, in spregio all’autonomia tanto decantata dal Governo stesso”.
La posizione di Fratelli d'Italia e Lega
Il commissariamento dell'Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico "non è un'offensiva politica, ma l'esito inevitabile di una gestione regionale irresponsabile". In poche parole, è "un atto doveroso". Così Fratelli d'Italia e Lega difendono la decisione assunta ieri dal Consiglio dei Ministri. Il dimensionamento scolastico, ricorda il consigliere regionale Fdi Giancarlo Tagliaferri, "è una riforma prevista dal Pnrr, confermata negli anni da sentenze della Corte costituzionale, del Tar e del Consiglio di Stato. Le Regioni avevano obblighi chiari, tempi certi e hanno ottenuto anche proroghe. L'Emilia-Romagna ha scelto invece di non adempiere, trasformando una riorganizzazione amministrativa in una battaglia ideologica". Di conseguenza, attacca il meloniano, "appaiono pretestuose e politicamente deboli le dichiarazioni del presidente Michele de Pascale, che parla di parametri ingiusti e di un presunto accanimento nei confronti delle Regioni di centrosinistra. I numeri citati dallo stesso de Pascale dimostrano esattamente il contrario: la Regione Emilia-Romagna non ha rispettato i criteri vigenti, non ha formalizzato i piani richiesti e ha ignorato le scadenze, nonostante proroghe e margini di interlocuzione concessi dal Governo". Secondo Tagliaferri, dunque, "tentare oggi di trasformare un'inadempienza amministrativa certificata in una battaglia politica contro l'Esecutivo significa mistificare la realtà. Se davvero la Regione riteneva errati i parametri, avrebbe dovuto agire per tempo nelle sedi istituzionali, non arrivare fuori tempo massimo e poi gridare allo scandalo". Secondo il consigliere Fdi, inoltre, "è falso sostenere che si tratti di tagli o di un attacco alla scuola pubblica". Il dimensionamento, continua Tagliaferri, "non chiude plessi e non toglie servizi, ma serve a garantire un sistema sostenibile e a non perdere risorse europee già assegnate. Proprio quelle risorse che oggi la Regione ha messo a rischio". In poche parole, il Governo "ha agito per responsabilità, per rispettare gli impegni con la Ue e garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico. La vera figuraccia nazionale non è il commissariamento, ma l'incapacità amministrativa di chi governa l'Emilia-Romagna e oggi tenta di scaricare le proprie colpe su altri. Quando una Regione non fa i compiti, non è vittima di un complotto: è semplicemente responsabile delle proprie scelte". Della stessa idea è la senatrice della Lega Elena Murelli. Il commissariamento "è un atto necessario e responsabile" per "garantire il rispetto degli impegni assunti con il Pnrr e a restituire certezze alle scuole, alle famiglie e agli studenti. Il provvedimento riguarda solo la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici. L'obiettivo è garantire una gestione ordinata e omogenea della rete scolastica nazionale, evitando ulteriori ritardi e la perdita di risorse già assegnate". In poche parole, il commissariamento "non è una misura punitiva, ma uno strumento di garanzia per l'equità del sistema scolastico e la tutela del diritto allo studio. Ora è fondamentale procedere rapidamente, mettendo al centro gli studenti, ascoltando le famiglie e assicurando alle scuole assetti chiari, stabili e sostenibili". L'Emilia-Romagna, sottolinea peraltro Murelli, "aveva meno accorpamenti da effettuare (18, contro i 26 della Lombardia, 36 del Veneto e 43 del Lazio) e ha avuto ben due deroghe entro le quali adempiere e non l'ha fatto. Il mancato dimensionamento ha dirette ripercussioni sia sul pagamento dell'ultima rata del Pnrr, sia sul regolare avvio del prossimo anno scolastico".
La posizione del Gruppo di Maggioranza
“Il Governo vuole imporre all’Emilia-Romagna una riorganizzazione e accorpamento della rete scolastica pubblica nonostante la Regione presenti dati pienamente in linea, e addirittura superiori, ai parametri ministeriali. Verrebbero riuniti sotto dirigenze uniche plessi scolastici anche molto distanti tra loro. È una scelta ingiusta, priva di trasparenza e con conseguenze pesanti sulla qualità del sistema scolastico”. Lo dichiarano i capigruppo della maggioranza regionale Paolo Calvano (PD), Simona Larghetti (AVS), Lorenzo Casadei (M5S) e Vincenzo Paldino (Lista Civici con de Pascale) commentando il commissariamento deciso dal Consiglio dei ministri sul dimensionamento della rete scolastica. “A fronte di un parametro nazionale fissato a 938 studenti per istituzione scolastica l’Emilia-Romagna registra una media di 994 alunni. I numeri direbbero che dovremmo avere più dirigenti scolastici, non meno – sottolineano i capigruppo –. Eppure il Governo impone un ulteriore taglio di 17 autonomie, portandole da 532 a 515, deciso senza un vero confronto istituzionale con la nostra Regione”.
“Altro che incapacità amministrativa – proseguono–. La Regione ha sempre agito nel pieno rispetto della leale collaborazione, chiedendo semplicemente l’applicazione coerente dei criteri nazionali. Commissariare una Regione che ha rispettato le regole, è un atto ingiusto e mostra l’arroganza istituzionale del Governo nei confronti delle Regioni, in spregio all’autonomia tanto decantata dal Governo stesso”.
La maggioranza esprime pieno sostegno al presidente Michele de Pascale e all’assessora Isabella Conti: “Siamo al loro fianco nella difesa della scuola pubblica e dell’autonomia scolastica. Per questo stiamo predisponendo una risoluzione a supporto della Giunta regionale per ribadire con forza la contrarietà a un provvedimento che colpisce una Regione virtuosa e penalizza studenti, famiglie e personale scolastico”.
“Qui non è in discussione un atto tecnico ma una scelta politica che rischia di assegnare a pochi dirigenti plessi scolastici troppi ampi, con sedi molto distanti tra di loro, penalizzando le aree montane e interne, dove ragazze e ragazzi diventano numeri e non persone. Difendere la scuola pubblica non è una battaglia amministrativa: è una scelta di equità, coesione sociale e futuro per il Paese”, concludono.












