Cena annullata, l’Uffico Scolastico risponde: “non abbiamo avuto garanzie”
Provincia e Comune di Rimini
”sapevano”, ed erano stati avvertiti delle perplessità di far
coincidere la cena dei ministri Ue con le manifestazioni di
protesta ma il sindaco non ha saputo dare ”garanzie” e per una
volta i responsabili dell’amministrazione comunale” non si
sono dimostrati all’ altezza della situazione”.
E’ questa la
replica, all’irritazione delle giunte comunale e provinciale di
Rimini per l’annullamento della cena, della Direzione Generale
dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna.
”Nella seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la
sicurezza pubblica svoltasi il 26 settembre – scrive la
Direzione – dopo ampia discussione in merito alle problematiche
connesse al contestuale svolgimento dell’incontro dei Ministri
e della preannunciata manifestazione di protesta nelle immediate
vicinanze della sala, il Sindaco non ha voluto assumere nessuna
decisione in relazione sia all’interdizione della piazza al
corteo di manifestanti sia al transennamento della piazza
stessa.
Successivamente in data 29 settembre, a soli due giorni
dall’apertura dell’ evento, le autorità preposte hanno
comunicato a questa direzione di non ritenere opportuna la
chiusura della Piazza”.
”In considerazione di quanto sopra – prosegue la direzione
generale dell’ Ufficio scolastico regionale – al fine di evitare
che potesse risultare danneggiata la riconosciuta immagine della
città di Rimini come capitale europea dell’ospitalità, ed al
contempo per garantire l’ordinato e sereno svolgimento sia
dell’ incontro dei Ministri sia della manifestazione di
protesta, d’intesa con il Gabinetto del Ministro si é con
rammarico ritenuto necessario di annullare l’evento previsto
nella sala dell’ Arengo. Tale decisione é stata tempestivamente
comunicata al Sindaco, al Presidente della Provincia ed alle
autorità territoriali di sicurezza”.
”Non ha pertanto alcun fondamento l’asserzione contenuta
nella suddetta Dichiarazione delle Giunte provinciale e comunale
secondo cui non sarebbero state comunicate motivate
argomentazioni in merito alla decisione assunta da questa
Direzione Generale. Né che la decisione sia stata presa tenendo
all’oscuro tali Amministrazioni, dal momento che le
preoccupazioni erano state manifestate preventivamente e
ripetutamente, e ad esse non si era risposto con adeguate e
tempestive garanzie. Si tratta pertanto di una decisione assunta
per senso di responsabilità istituzionale e per il rispetto
dovuto alla città di Rimini ed alla sua immagine nel contesto
internazionale. Resta il rammarico per la cittadinanza di Rimini
che ha sempre manifestato senso di ospitalita’ nei confronti di
ospiti italiani e stranieri e che, in questo caso, non ha
trovato i responsabili dell’ amministrazione comunale all’altezza della situazione, un’intesa che invece si é
manifestata in pieno con la città di Riccione e il resto del
territorio”.












