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riservatezza sui criteri

Canoni demaniali. Il punto in Consiglio Comunale sui prossimi step

In foto: @newsrimini
@newsrimini
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 27 Feb 2026 15:20 ~ ultimo agg. 15:30
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Sollecitata dall'interrogazione del consigliere Enzo Ceccarelli della Lega, che chiedeva di fare il punto a Rimini in relazione alle gare per le concessioni demaniali, l'assessora al Demanio Valentina Ridolfi ha spiegato durante il consiglio comunale lo stato ad oggi, si è ancora in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di cui ha parlato il Ministro Matteo Salvini nei giorni scorsi, e i prossimi step.

Il Consiglio di Stato nel 2021 ha stabilito che prorogare automaticamente le concessioni fino al 2033 viola il diritto europeo. Da allora le scadenze si sono accumulate: prima il 31 dicembre 2023, poi un possibile slittamento al 2024, poi ancora al 30 settembre 2027 con il "Decreto Salva infrazioni" del 2024. Ma il decreto sui criteri di indennizzo per i gestori uscenti, che avrebbe dovuto essere pronto entro marzo 2025, non è ancora arrivato. E nemmeno la riforma del Codice della navigazione promessa dal ministro Salvini entro fine 2025.
L'amministrazione ha scelto di seguire la strada delle gare, come imposto dalla normativa europea e nazionale. Il Comune partecipa a un tavolo tecnico regionale — avviato in Emilia-Romagna da ottobre 2025 — che punta a definire linee guida condivise per tutti i Comuni della regione.
Il primo bando di imminente pubblicazione, come già del resto annunciato, riguarderà 27 aree di ombreggio. Per gli altri bandi sulle spiagge, l'obiettivo è avviarli nei prossimi mesi.
 
L'amministrazione ha chiarito che i criteri specifici di gara non vengono anticipati nelle commissioni consiliari per ragioni di trasparenza e riservatezza della procedura. Si sa però che faranno riferimento alla legge 118/2022 e includeranno elementi di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Disponibilità invece a confrontarsi sul metodo generale di gestione delle gare.
A livello centrale, il Consiglio dei Ministri ha approvato il 5 febbraio 2026 uno schema di decreto che prevede un bando-tipo nazionale — da definire entro 30 giorni dall'entrata in vigore — ma il testo non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. I Comuni, nel frattempo, devono andare avanti da soli, con un potenziale effetto Arlecchino per quanto riguarda i criteri e comunque dovendo rispettare obbligatoriamente le disposizioni e le tempistiche indicate dalle leggi vigenti.
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