Bando SISE. Dal Comune di Rimini 148mila euro a sostegno dell'imprenditoria
Oltre 148.000 euro di contributi richiesti per 71 domande. Si è chiuso a Rimini la scorsa settimana il bando Sise 2025, con cui l'amministrazione comunale investe nel tessuto economico locale "non più a pioggia, ma con una logica selettiva che privilegia le realtà più solide e strategiche". I numeri, spiegano da Palazzo Garampi, raccontano "una misura in evoluzione, che si concentra sulla qualità degli interventi".
A trainare il bando è la "Finalità 1" dedicata alle startup con 38 domande per oltre 103.000 euro. A conferma del "ruolo centrale del sostegno alla nuova imprenditorialità come leva di rilancio economico e rigenerazione commerciale". Sono 11 le nuove imprese ammesse nel 2025, meno rispetto alle 30 dell'anno precedente, ma in linea con la scelta di "concentrare risorse limitate su progetti più innovativi e solidi". Oltre la metà delle nuove start-up finanziate è in "rosa", mentre più di un quarto è riferibile a giovani. "Un segnale chiaro della direzione intrapresa: sostenere chi costruisce il futuro del territorio". L'artigianato guida le nuove imprese sostenute, seguito da commercio in sede fissa e attività di somministrazione, con una presenza più contenuta di servizi e settore ricettivo.
Accanto alle startup, ci sono 32 domande, per oltre 42.000 euro, di richieste per le Botteghe storiche, a conferma della volontà degli operatori di preservare il patrimonio commerciale identitario delle comunità locali. L'amministrazione, conferma l'assessore alle Attività economiche Juri Magrini, punta a "costruire un sistema di aiuti più mirato ed efficace", privilegiando la qualità degli interventi e orientando il sostegno pubblico verso i progetti più strategici per la crescita del territorio. "Siamo particolarmente soddisfatti- aggiunge- del dato sull'imprenditoria femminile e della presenza significativa di giovani imprenditori: sono loro il motore del ricambio economico che questa città ha bisogno". Il Sise, conclude l'assessore, non è uno strumento per distribuire risorse a pioggia, ma un "investimento mirato sulla vitalità del commercio locale e sull'innovazione del tessuto produttivo cittadino".











