Autovelox non omologati sulla SS16. L'avvocato: "rischio effetto a catena"
Il Giudice di pace di Ravenna, con sentenza depositata il 16 febbraio, ha annullato un verbale per eccesso di velocità elevato dal Comune di Cervia sulla SS16, condannando l'Amministrazione al pagamento delle spese legali. La vicenda nasce da un "caso pilota" promosso dallo Studio Legale Piccioni e Associati di Riccione che ha impugnato un verbale elevato a proprio carico per testare in giudizio la tenuta dei recenti orientamenti ministeriali in materia di autovelox. Il ministero infatti, in attesa del via libera al decreto che dovrebbe di fatto omologare i dispositivi più recenti (dal 2017 in poi), aveva spiegato che i verbali accertati con gli autovelox semplicemente approvati erano comunque validi, equiparando in sostanza i due procedimenti. Questa nuova sentenza però sembra sancire il contrario.
Al centro del contenzioso l'apparecchio "Velocar Red&Speed - Mod. K53800", ampiamente diffuso sulle strade romagnole. Il ricorso presentato dallo studio legale riccionese ha evidenziato infatti come tale strumento sia privo della necessaria "omologazione", disponendo unicamente di una semplice "approvazione" dirigenziale. Il Giudice di Pace (Dott.ssa Maria De Rosa) ha applicato il principio di diritto sancito dalla Corte di Cassazione (sent. 10505/2024): senza la specifica omologazione tecnica, la misurazione non ha valore di prova legale e la sanzione è illegittima. Ma l'aspetto più rilevante è forse la condanna del Comune di Cervia alla rifusione delle spese di lite. Spesso infatti, spiegano i legali, i giudici tendono a compensare le spese (ognuno paga il suo avvocato) vista l'incertezza normativa. In questo caso, invece, il Giudice ha ritenuto che il vizio fosse talmente evidente e documentato da non giustificare la resistenza dell'Ente, ponendo a carico della Pubblica Amministrazione i costi del giudizio.
"Abbiamo voluto affrontare questo giudizio in prima persona per ottenere una pronuncia chiara su una questione che tocca migliaia di cittadini," spiega l'Avv. Matteo Piccioni. "Questa sentenza ribadisce che le prassi amministrative e le circolari non possono derogare alle garanzie di legge. La sicurezza stradale è una priorità assoluta, ma deve essere perseguita con strumenti tecnicamente ineccepibili e nel pieno rispetto delle regole. La condanna alle spese sancisce il principio per cui la Pubblica Amministrazione non può ignorare la giurisprudenza consolidata sperando nella rinuncia al ricorso da parte dell'utente."
Una decisione che apre ora uno scenario piuttosto rilevante. L'avvocato Piccioni, da noi contattato, parla infatti di una "sentenza dirompente perché il vizio rilevato (mancanza di omologazione ministeriale) è comune alla quasi totalità dei velox fissi sulla SS16 romagnola. Strumentazione con la stessa problematica giuridica (cioè solo "approvata") risulta attiva nei tratti di Cesenatico, Bellaria, Rimini, Riccione e Misano. In sostanza: anche se cambia il modello, il principio sancito dal Giudice rende quei verbali potenzialmente annullabili a catena."












