Arrestato dai 'Falchi' sulla base di un verbale sospetto, proscioglimento negato
Ha già completato un anno di messa alla prova e lavori socialmente utili, nonostante il suo arresto, secondo la Procura di Rimini, sia stato eseguito sulla base di un falso verbale della polizia Locale di Rimini. Per l'imputato, però, almeno per ora, non ci può essere né proscioglimento né revisione del processo.
Lo ha deciso martedì il giudice monocratico di Rimini al termine dell'udienza di verifica sulla messa alla prova. Il motivo è che contro i presunti falsi verbali ad opera del Nucleo Falchi, al momento ci sono solo le ipotesi di reato della Procura. Il caso in questione riguarda un turista milanese di 24 anni, che all'epoca dei fatti, era il maggio 2024, fu accusato di resistenza a pubblico ufficiale e poi arrestato. Dopo cinque ore trascorse nella camera di sicurezza del comando, fu portato davanti al giudice per la direttissima, che ne convalidò il fermo. Due anni dopo, a fronte dell'indagine della Procura di Rimini sul modus operandi dei 'Falchi', si è scoperto che le circostanze di quell'arresto, come di molti altri, sarebbero state aggiustate. Gli agenti che procedettero al fermo sono, come detto, quelli appartenenti al Nucleo Falchi, attualmente indagati e sospesi dal servizio con misura interdittiva a firma della gip Raffaella Ceccarelli.
Martedì pomeriggio in tribunale a Rimini si è tenuta l'udienza per il termine della messa alla prova (istituto giuridico che di per sé prevede l'estinzione del reato), che ha riguardato proprio uno degli episodi contestati da Procura e Guardia di Finanza agli otto agenti. "Il giudice, pur tenendo conto dell'ordinanza interdittiva nei confronti dei vigili, si è espresso in maniera garantista. Non ha prosciolto il mio assistito, come invece chiesto dalla Procura e da me, perché l'indagine sui falsi verbali è ancora tutta da appurare", ha spiegato il difensore dell'imputato, l'avvocato Massimo Campana.
Era l'11 maggio del 2024 quando il turista milanese, uscendo da un locale del lungomare di Rimini, dopo aver bevuto diversi drink entrò erroneamente nell'auto "civetta" della Locale. Un'auto bianca, senza contrassegni, che il giovane scambiò per un taxi. Accortosi dell'errore, il ragazzo aveva aperto la portiera per poi allontanarsi in tutta fretta a piedi. Una volta in hotel, chiamò la madre impaurito chiedendo consiglio su come comportarsi. Dopodiché, di sua spontanea volontà, telefonò alla centrale della polizia Locale, dichiarando dove si trovasse. Alcuni agenti del Nucleo, a quel punto, l'avrebbero raggiunto in hotel per prelevarlo e dichiararlo in arresto.
Secondo la Procura, nel verbale d'arresto si sarebbe attestato falsamente che il giovane aveva opposto resistenza nei confronti degli agenti. Non corrispondenti al vero, per gli inquirenti, neppure le modalità di rintraccio in hotel. Questo pomeriggio il pm titolare dell'indagine sui 'Falchi' è intervenuto di persona in udienza, illustrando l'ordinanza che ha poi portato alla sospensione degli otto vigili e chiedendo, quindi, il proscioglimento del turista milanese.










