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Albergatori ‘made in Rimini’: lottiamo contro i criminali dei prezzi stracciati

di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Quanto hanno pesato l’abusivismo commerciale, la criminalità, l’imposta di soggiorno, la crisi gestionale dell’aeroporto? E le infiltrazioni criminali?
quanto c’è di cattivo e quanto ancora di buono nel turismo ‘made in Rimini’? Di questo hanno discusso oggi gli albergatori supportati da alcuni dati significativi prodotti dal professor Attilio Gardini dell’università di Rimini. La stagione 2013 ha chiuso con un segno negativo (– 2,9% ) dovuto ad un forte flessione del mercato interno. Piccola ripresa del mercato estero, che però a livello nazionale ha registrato un più 4%. La riviera di Rimini sta ‘sottoperformando’: il mercato russo ha fatto registrare solo un aumento del 5%, mentre in Italia è stato del 21%. Questo vuol dire che la Riviera di Rimini ha perso il 16% delle quote di mercato. La cosa preoccupante è che non si sta andando avanti, i dati del 2013, infatti, sono come quelli del 2000.
La fotografia impietosa della stagione turistica appena trascorsa, è la conseguenza di una serie di fattori locali: ‘i motivi di fondo sono la non bellezza dell’ambiente, troppo antropizzato – ha detto il professor Gardini – c’è caos ed insicurezza. La spiaggia, fattore cruciale di successo, non è soddisfacente. Poi c’è la qualità dell’acqua del mare. La costa Brava, che ha più o meno le nostre stesse problematiche ‘sociali’ (disoccupazione in primis) ha però aumentato il suo appeal turistico. A loro non è mai venuto in mente di fare quello che facciamo noi, cioè scaricare le fogne a mare.
Si continua inoltre ad investire sul divertimento, che invece è un fattore di insuccesso. Non ci serve, perché quel tipo di turismo ce l’abbiamo già’.
‘Abbiamo bisogno di interventi strutturali – ci ha detto un’albergatrice di Rimini sud – ci aspettiamo che i soldi incassati dal comune della tassa di soggiorno vengano investiti nelle fogne nell’arredo urbano. Io ho l’albergo a Rimini sud, la nostra priorità è l’ordine pubblico e la massa di extracomunitari che mercanteggiano da mattina a sera senza pagare le tasse’.
Il turista vuole vivere un’esperienza. Ha detto ancora Gardini. Quando torna in ufficio non vuole raccontare che è stato per dieci giorni steso su un lettino.
Toccante l’intervento di Anna Maria Biotti, presidente dei piccoli alberghi di qualità (che insieme agli alberghi tipici e Torre Pedrera hotel fa parte della rete ‘made in Rimini’) che ha ricordato ai presenti di come Rimini sia stata capace d’inventare il sistema turistico così come lo vediamo oggi in tante località turistiche d’Europa. ‘I parchi tematici di divertimento, per esempio, le balere, che oggi non ci sono quasi più, i delfini li hanno portati via. Oggi a Rimini non c’è più nulla. Però abbiamo la ruota’.
Nessuno ne ha parlato esplicitamente, ma di certo il capitolo ‘infiltrazioni’ era al centro del dibattito. Negli interventi di molti sono state chiamate in causa le istituzioni perché da soli, gli albergatori, non possono fare nulla contro il sistema criminale delle infiltrazioni mafiose. Alberghi svenduti ed affittati a chi arriva con le valigie piene di soldi ed approfitta del momento di difficoltà di persone oneste che hanno fatto la storia della nostra riviera, ma che adesso non ce la fanno più.

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