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non da subito in Emilia-Romagna

Affitti brevi. La sperimentazione del codice per agevolare i controlli fiscali

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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Non c’è l’Emilia-Romagna tra le sette regioni che nelle prossime settimane cominceranno a sperimentare il Codice identificativo nazionale, ma il confronto si apre. IL CIN, come ricorda anche il Sole 24 ore nell’edizione domenicale, è dedicato alle strutture ricettive e locazioni brevi e viene introdotto per agevolare i controlli da parte delle Agenzie delle Entrate e conseguentemente il recupero dell’evasione dell’imposta di soggiorno. Le strutture dovranno dotarsi del codice, chi sarà sorpreso senza sarà sanzionato con multe fino ad ottomila euro.
L’assessore alle Attività Economiche Juri Magrini spiega che anche nella nostra regione la fase sperimentale sarà attivata a breve. “L’obiettivo – commenta – è ambizioso e cioè quello di arrivare ad una maggiore emersione dell’abusivismo e dunque ad un riequilibrio del mercato delle locazioni a fine turistico, dando all’Agenzia delle Entrate modo di effettuare controlli mirati ed efficaci. Un monitoraggio a cui l’Amministrazione già contribuisce attraverso le segnalazioni qualificate all’Agenzia, che anche lo scorso anno ha permesso di portare alla luce diverse irregolarità e con un’attività amministrativa che ha permesso di censire ad oggi nel comune di Rimini un migliaio di appartamenti chiamati a versare l’imposta di soggiorno”.
Da solo il Cin – aggiunge – non sarà risolutivo rispetto ad un fenomeno come quello degli affitti brevi che se non governato e accompagnato può avere ricadute pesanti sia sotto il profilo dell’equilibrio e della qualità dell’offerta ricettiva, sia per quanto riguarda l’alterazione del mercato degli affitti, che oggi rappresenta una delle questioni che maggiormente pesano sulla vita delle comunità, in particolare nelle città a forte vocazione turistica e universitaria. Bene dunque il Codice identificativo, ma per affrontare il tema del dilagare delle locazioni brevi serve un vero riordino della materia, partendo dallo sviluppo di una legge regionale che deve essere tra le priorità del prossimo mandato amministrativo, così come di una riforma organica a livello nazionale”.
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