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ADL Cobas su lavoro sfruttato: anche richiedenti asilo finiscono nel meccanismo

In foto: un presidio al Centro per l’Impiego
un presidio al Centro per l’Impiego
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Gio 19 Lug 2018 20:57 ~ ultimo agg. 26 Mag 15:30
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ADL Cobas rilancia il problema del lavoro stagionale sfruttato, anche sulla scorta di recenti episodi di cronaca. “Da un lato i controlli dell’Ispettorato e della Guardia di finanzia che hanno trovato tantissime aziende con lavoratori e lavoratrici in nero, dall’altro le lamentele degli albergatori che non riescono a reclutare personale, lamentando la poca professionalità e serietà dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali. Hanno un bel coraggio”.

Per delineare anche un quadro in cambiamento: “Dal nostro piccolo ma importante osservatorio anche attraverso un costante lavoro di inchiesta, stiamo monitorando alcune situazioni che riguardano una nuova composizione della forza lavoro stagionale che è rappresentata da tantissimi richiedenti asilo, ricorrenti, titolari di una qualche forma di protezione che sono impiegati in tirocini con la Garanzia Giovani o in contratti di apprendistato. Alcuni fuoriescono o sono in carico ai CAS altri o allo Sprar. Si tratta di situazioni in cui vi sono delle violazioni pesantissime degli accordi contrattuali previsti dai CCNL del settore in vigore, ed anche delle convezioni di tirocinio. Mancano controlli, i tutor se sono previsti non ci sono e a tutti gli effetti questi strumenti nascondono rapporti di lavoro subordinato e sfruttato: 11 ore di lavoro, mancato giorno libero, straordinari e lavoro festivo e domenicale non retribuiti. Nulla di nuovo da questo punto di vista, possiamo dire che quella appena descritta è la condizione di lavoro che accomuna la stragrande maggioranza dei 35 mila lavoratori stagionali occupati nella nostra Provincia, stranieri e non. Invitiamo pertanto gli/le operatori/operatrici dei servizi di accoglienza, i/le volontari/rie delle scuole di italiano, chi subisce queste gravi forme di sfruttamento lavorativo a segnalare queste situazioni e di contattarci per un colloquio (349 9745299)”.

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