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A ottobre la nuova lettera del vescovo Francesco sulla felicità

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 10 Set 2011 16:12 ~ ultimo agg. 14 Mag 14:39
Tempo di lettura 3 min

La lettera, che a breve sarà stampata e uscirà nel mese a ottobre, ha come titolo “Giovani, dove sta la felicità?”. Il messaggio, indirizzato a giovani, genitori ed educatori, parlerà di gioia e speranza sul futuro alla luce della fede. Le copie della lettera, che sarà corredata con foto della Gmg di Madrid, possono essere prenotate presso la Segreteria della Diocesi.

In anteprima, la prima pagina della lettera:

Giovani, dove sta la felicità?

Ai giovani cristiani e a tutti i giovani di buona volontà,
ai loro genitori, insegnanti, educatori e guide spirituali

Scrivo a voi giovani, troppo spesso dipinti come disincantati, cinici, delusi, pragmatici, ma che, ogni volta che vi incontro – come all’ultima GMG di Madrid – vi ritrovo sempre più puliti, più sani, più assetati di felicità, e anche più liberi e più veri di quanto i poteri forti e quelli occulti vorrebbero far credere.
Scrivo a voi, ragazze e ragazzi, feriti dalla vita. “No, la predica no!”. D’accordo. Permettetemi però di dirvi sottovoce: Non abbiate paura di lasciarvi incontrare dal mio forte e dolcissimo Maestro. Voi lo conoscete: si chiama Gesù, ed è venuto a salvare i perduti. Fidatevi di Lui: non viene a spegnere la piccola luce di un cuore smarrito e confuso; “non toglie nulla e dona tutto”. Credetemi: sono più di quarant’anni che Lo seguo, e non si è ancora stancato di me, di darmi fiducia e di accreditarmi come suo “inviato speciale”. Ve lo posso garantire: non mi lascia mai solo: mi guida, mi dà sicurezza, mi fa compagnia. Qualche volta me Lo perdo, ma non mi sono mai stancato di cercarlo, di seguirlo, di volerlo come il tutto della mia vita.
Scrivo a voi, giovani, che avete vinto il Maligno, il mostro dalle sette teste, e tutte con nomi da incubo: egoismo, ingiustizia, violenza, invidia, libidine, rabbia, tristezza. Molti vi avevano detto che nella vita non c’è niente da cercare, perché non c’è niente da trovare. Ma voi avete accolto la sfida del vangelo: il tesoro della felicità c’è; è nascosto, ma accessibile. L’avete cercato e l’avete trovato, e adesso non lo volete tenere tutto per voi; anzi non vedete l’ora di poterlo condividere con gli amici e i compagni più poveri, quelli che si stanno ritirando dalla caccia al tesoro della vita.
Scrivo anche a voi, padri e madri, insegnanti, educatori, preti e guide spirituali. Voi vi trovate a parlare con ragazzi che vi interrogano su dolore, amore, morte, sesso, fede, paura: tutti quesiti che ruotano attorno al domandone di sempre, riassunto nel grido insopprimibile: posso io essere felice? come posso cogliere nella vita “quel dolce pomo che per tanti rami / cercando va la cura de’ mortali?”.

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