60 anni fa apriva il tratto Cesena-Rimini dell'A14. E partì una storia nuova
Il 13 agosto 1966, un sabato, veniva aperto il tratto Cesena-Rimini Sud della nuova autostrada A14 'Bologna-Taranto', l'autostrada Adriatica. Circa un mese prima, la notte tra il 7 e l'8 luglio, era stato inaugurato la prima parte, quella che da Bologna arriva a Forlì.
A distanza di 60 anni il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad commenta: "Improvvisamente nell'arco di poche settimane la rivoluzione per il nostro turismo, da quel punto in poi davvero 'di massa'. Là dove a volte non erano sufficienti 6 ore per coprire in auto il tragitto tra Bologna e Rimini, ecco 117 chilometri di strada nuova di zecca; poco più di un'ora da casello a casello, gli Autogrill, un'opera di altissima ingegneria e costruita in tempi che oggi ci appaiono inusitati (il cantiere venne avviato a fine 1961). Aureliano Bonini, compianto fondatore di Trademark, anima e sostanza della storia e del racconto del nostro turismo, disse una volta di quel giorno d'agosto di 60 anni fa: 'la vera svolta per Rimini e tutta la riviera: da lì è iniziata la storia del turismo moderno per il nostro territorio...prima del 1966-1967 a Rimini si lavorava molto con i tour operator per portare gli stranieri, che arrivavano ogni giorno al Fellini, dove atterravano anche cento piccoli aerei al giorno e rappresentavano il 60 per cento del mercato... dopo l’apertura dell’autostrada gli italiani sono arrivati in massa, trasformando Rimini nella regina delle destinazioni per un lunghissimo periodo. E tutto è partito da quel nuovo collegamento 60 anni fa’.
"Sono storie dell’Italia del boom, dell’impetuosa crescita industriale e individuale dopo l’orrore della guerra. Un Paese però all’avanguardia, tutto proiettato verso il futuro e l’innovazione. Che per il suo turismo aveva una strategia semplice ma efficace: creare i collegamenti. E progettarli, finanziarli e garantirli era una priorità indiscutibile del Paese, dello Stato, dei vari Governi (monocolori, centrosinistra) che si alternavano".
Dal passato al presente, provando da quel cambio di passo a trovare nuovi stimoli: "E’, sarebbe, una strategia attualissima. L’altro giorno la bella notizia della firma sullo sblocco del progetto del Passante di Bologna, i cui benefici ricadranno su tutta la regione, Riviera turistica compresa. Ma la Romagna, su questo fronte, attende ancora certezze sulla realizzazione delle opere, grandi e medie, necessarie all’accrescimento dell’accessibilità. Pensiamo all’Alta Velocità, al Corridoio Adriatico su ferro che consentirebbe un upgrade decisivo per tutto il turismo mitteleuropeo verso la Riviera. Pensiamo al terzo casello ad altezza Fiera di Rimini, che darebbe un beneficio enorme sia all’accessibilità sia alla mobilità interna alla città. Pensiamo all’adeguamento della Statale 16 ‘Adriatica’ dopo la bocciatura del precedente progetto, comunque un problema che resta lì. Pensiamo alla inadeguata strada Marecchiese. Tutti dovremmo ritrovare l’entusiasmo e la lungimiranza di quelle giornate di 60 anni fa. Rendere sempre più connessa al mondo la Riviera di Romagna dovrebbe essere una priorità per il Paese. E non è una novità: i nostri nonni e i nostri padri lo avevano già pensato e soprattutto fatto.










