60 anni di sacerdozio di don Giancarlo Moretti: prete al di qua della balaustra
Era il 28 giugno 1966 quando don Giancarlo Moretti, sacerdote riminese classe 1939, celebrava messa per la prima volta, nella chiesa di Bordonchio a Bellaria.
Sono trascorsi 60 anni da quella data così significativa e domenica 12 aprile don Giancarlo festeggia con parenti, amici e collaboratori, a Palazzo Marcosanti di Poggio Torriana, a due passi dalla chiesa dove è parroco da ben 38 anni, la chiesa di Sant’Agata a San Michele di Santarcangelo.
Festeggiamenti anticipati per permettere alla famiglia di partecipare, dato che la maggior parte dei parenti lavora nell'ambito turistico e non potrebbe essere presente nella ricorrenza precisa del sessantesimo.
"Ma non voglio un omaggio alla mia persona – afferma don Giancarlo –. Mi interessa capire quali linee guida, quali segni erano emersi nelle varie comunità in cui sono stato parroco in questi anni". L’elenco dei luoghi inizia a Bellaria e continua a San Mauro Pascoli, Sacramora, Casinina e infine San Michele di Santarcangelo.
"Ho chiesto a ciascuna di queste parrocchie che mi mandino un breve testo che poi raccoglierò in una piccola pubblicazione che presenteremo in occasione della festa nella mia parrocchia, domenica 28 giugno, nella ricorrenza esatta del sessantesimo", continua don Moretti, spiegando che nei testi già ricevuti emergono "le attese di una maggiore profondità culturale e di una maggiore intelligibilità del messaggio cristiano, insieme alla ricerca di reciprocità e prossimità".
Non solo. "Quando andai in seminario – prosegue don Giancarlo – mio babbo mi disse che dovevo stare sempre al di qua della balaustra, dalla parte del laicato". Un impegno che il sacerdote non ha mai dimenticato.
Un’ultima sollecitazione arriva oggi dai collaboratori dell’équipe parrocchiale che chiede a don Moretti che durante l’omelia della messa del 28 giugno venga spiegata la vetrata della chiesa di Sant’Agata. "La vetrata è opera dell’artista Marek Trisuljak che con cristalli di Boemia, sua patria di origine, ha riprodotto le varie fasi della mia scelta vocazionale".












