40 anni fa il disastro di Chernobyl. In Regione furono accolti 20mila bambini
Quarant’anni fa, nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl esplose. Un disastro su scala globale che andò oltre l’emergenza immediata e che produsse effetti duraturi sulle popolazioni esposte, in particolare in Bielorussia, dove le conseguenze sanitarie e sociali hanno inciso a lungo sulle generazioni più giovani. Una tragedia che Rimini e l'intera Emilia-Romagna vissero con partecipazione, soprattutto accogliendo le bambine e i bambini di Chernobyl, grazie ad una rete di associazioni, enti locali e famiglie. In Regione arrivarono oltre 20mila minori che anche negli anni successivi al disastro vennero ospitati per lunghi periodi da famiglie del territorio.
A distanza di 40 anni a Bologna c'è stato il convegno “Accoglienza dei bambini di Chernobyl: 40 anni di solidarietà”, organizzato dal delegato per la Presidenza della Regione su cooperazione e immigrazione, Luca Rizzo Nervo.
“Quella dell’accoglienza dei bambini e delle bambine di Chernobyl è un’esperienza che appartiene profondamente alla tradizione di questa terra - afferma il presidente de Pascale-. Da una parte c’è stata, e continua a esserci, una straordinaria risposta dal basso, la capacità della nostra comunità di sentire come propria una tragedia avvenuta lontano e di trasformare quella vicinanza in accoglienza concreta, che anche dopo il disastro di Chernobyl non è mai venuta meno. Qui la memoria si è trasformata in responsabilità e cura. E dall’altra parte c’è il grande valore del nostro sistema sanitario regionale, che allora seppe dare una risposta straordinaria, mettendo a disposizione competenze, professionalità e umanità per accompagnare percorsi di cura e di accoglienza terapeutica. Una risposta che è stata un’eccellenza e che continua a rappresentare un punto di forza della nostra comunità”.
“Appartengo alla stessa generazione di quei bambini che, dopo la tragedia, arrivarono qui e trovarono in Emilia-Romagna una seconda casa, oggi molti di loro sono uomini e donne, testimoni viventi di quella storia di solidarietà - conclude il presidente-. In una terra che continua purtroppo anche oggi a essere segnata da conflitti e sofferenze, il nostro compito è restare vicini a quelle comunità e non dimenticare mai ciò che è accaduto”.
“Il disastro di Chernobyl ha rappresentato un punto di svolta nella storia mondiale: ci ha insegnato che la tecnologia non è infallibile e che il rispetto della natura e dell’ecosistema terrestre è fondamentale per garantire la vita - aggiunge il presidente dell’Assemblea legislativa, Fabbri-. Sono orgoglioso di rappresentare un territorio che ha fatto tanto per i bambini di Chernobyl e per le loro famiglie. La Regione Emilia-Romagna è terra di accoglienza, ma anche terra che investe nello sviluppo sostenibile”.












