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convegno a Bologna

40 anni fa il disastro di Chernobyl. In Regione furono accolti 20mila bambini

In foto: Convegno su Chernobyl
Convegno su Chernobyl
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 27 Apr 2026 12:36 ~ ultimo agg. 12:44
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Quarant’anni fa, nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl esplose. Un disastro su scala globale che andò oltre l’emergenza immediata e che produsse effetti duraturi sulle popolazioni esposte, in particolare in Bielorussia, dove le conseguenze sanitarie e sociali hanno inciso a lungo sulle generazioni più giovani. Una tragedia che Rimini e l'intera Emilia-Romagna vissero con partecipazione, soprattutto accogliendo le bambine e i bambini di Chernobyl, grazie ad una rete di associazioni, enti locali famiglie. In Regione arrivarono oltre 20mila minori che anche negli anni successivi al disastro vennero ospitati per lunghi periodi da famiglie del territorio. 

A distanza di 40 anni a Bologna c'è stato il convegno “Accoglienza dei bambini di Chernobyl: 40 anni di solidarietà”, organizzato dal delegato per la Presidenza della Regione su cooperazione e immigrazione, Luca Rizzo Nervo.

Quella dell’accoglienza dei bambini e delle bambine di Chernobyl è un’esperienza che appartiene profondamente alla tradizione di questa terra - afferma il presidente de Pascale-. Da una parte c’è stata, e continua a esserci, una straordinaria risposta dal basso, la capacità della nostra comunità di sentire come propria una tragedia avvenuta lontano e di trasformare quella vicinanza in accoglienza concreta, che anche dopo il disastro di Chernobyl non è mai venuta meno. Qui la memoria si è trasformata in responsabilità e cura. E dall’altra parte c’è il grande valore del nostro sistema sanitario regionale, che allora seppe dare una risposta straordinaria, mettendo a disposizione competenze, professionalità e umanità per accompagnare percorsi di cura e di accoglienza terapeutica. Una risposta che è stata un’eccellenza e che continua a rappresentare un punto di forza della nostra comunità”.

Appartengo alla stessa generazione di quei bambini che, dopo la tragedia, arrivarono qui e trovarono in Emilia-Romagna una seconda casa, oggi molti di loro sono uomini e donne, testimoni viventi di quella storia di solidarietà - conclude il presidente-. In una terra che continua purtroppo anche oggi a essere segnata da conflitti e sofferenze, il nostro compito è restare vicini a quelle comunità e non dimenticare mai ciò che è accaduto”.

Il disastro di Chernobyl ha rappresentato un punto di svolta nella storia mondiale: ci ha insegnato che la tecnologia non è infallibile e che il rispetto della natura e dell’ecosistema terrestre è fondamentale per garantire la vita - aggiunge il presidente dell’Assemblea legislativa, Fabbri-. Sono orgoglioso di rappresentare un territorio che ha fatto tanto per i bambini di Chernobyl e per le loro famiglie. La Regione Emilia-Romagna è terra di accoglienza, ma anche terra che investe nello sviluppo sostenibile”.

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