San Marino Team, oltre le medaglie: l’orgoglio di una squadra
A conclusione della partecipazione del San Marino Team ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, è tempo di tracciare un bilancio di questa esperienza. E, nel farlo, il mio primo pensiero va ben oltre i numeri, le classifiche e i risultati.
Quello che porto a casa da Taranto è soprattutto l’immagine di una squadra vera.
Ho visto un gruppo vivere questa esperienza con unità, abnegazione, orgoglio e un fortissimo senso di appartenenza. Ho visto ragazze e ragazzi scendere in campo, in pista, in acqua e in pedana sapendo cosa significasse indossare la maglia di San Marino e rappresentare la nostra bandiera in una manifestazione internazionale di così alto livello.
Le quattro medaglie conquistate rappresentano certamente il punto più alto della nostra spedizione. Le bocce e il tiro a volo hanno ancora una volta confermato il loro valore internazionale, regalando a San Marino risultati prestigiosi e dimostrando che il nostro piccolo Paese può competere, e vincere, anche davanti a nazioni con numeri, bacini e strutture enormemente superiori ai nostri.
Sono medaglie che premiano gli atleti, i tecnici, le Federazioni e il lavoro costruito nel tempo. Ci rendono orgogliosi e confermano la qualità di settori ormai stabilmente capaci di confrontarsi con il massimo livello internazionale.
Ma credo sarebbe un errore fermare il bilancio di questi Giochi soltanto al medagliere.
Taranto è stata una tappa importante soprattutto per tanti giovani che si affacciavano per la prima volta su un palcoscenico di questa dimensione, confrontandosi con avversari di grande esperienza e con un livello agonistico mai incontrato prima. A loro va tutta la mia gratitudine, perché hanno affrontato questa sfida senza tirarsi indietro, mettendosi alla prova e dando il massimo.
Non sempre il cronometro, una classifica o un risultato finale riescono a raccontare fino in fondo il valore di una prestazione. Lo sport ci insegna che ci sono sconfitte dalle quali si torna più forti e gare che valgono molto più del piazzamento ottenuto, perché permettono di capire dove siamo arrivati, cosa significhi confrontarsi con l’eccellenza e quanto lavoro ci sia ancora da fare.
Il bilancio delle discipline
Nell’atletica, disputata in condizioni climatiche particolarmente impegnative e in un contesto tecnico di alto livello, per Alessandra Gasparelli, già abituata a palcoscenici internazionali di questa importanza, non sono arrivati i risultati sperati, soprattutto dal punto di vista cronometrico. Buona invece la prova di Alessandro Gasperoni, che è riuscito comunque a fare il suo personale.
Indicazioni estremamente positive sono arrivate dal nuoto. I nostri ragazzi hanno saputo migliorare i propri primati personali e stabilire nuovi record nazionali, un dato che, al di là dei piazzamenti, testimonia concretamente la crescita del settore. Presentarsi a un appuntamento internazionale di questo livello e riuscire a esprimersi al meglio delle proprie possibilità significa aver lavorato bene e rappresenta una base importante sulla quale continuare a costruire.
Per il nuoto pinnato si trattava della prima partecipazione ai Giochi del Mediterraneo, dopo le precedenti esperienze ai Mediterranean Beach Games. Per le nostre ragazze è stata una partecipazione emozionante e un primo confronto con una manifestazione di questa portata. Credo debba essere considerata non un punto di arrivo, ma uno stimolo a lavorare ancora di più e a guardare con ambizione ai prossimi appuntamenti internazionali.
Bocce e tiro a volo hanno rappresentato ancora una volta due certezze dello sport sammarinese. Le quattro medaglie complessivamente conquistate sono il riconoscimento di una tradizione, di una cultura sportiva e di un lavoro che negli anni ha permesso a San Marino di costruire una credibilità internazionale importante.
Nelle bocce sono stati protagonisti Jacopo Frisoni, Enrico Dall’Olmo, Giada Paoletti e Stella Paoletti, capaci di regalarci risultati ed emozioni straordinarie. Nel tiro a volo, invece, ancora una volta protagonista è stata l’ormai immensa Alessandra Perilli, una campionessa che sembra davvero non voler smettere mai di stupirci e che continua ad arricchire, risultato dopo risultato, una carriera straordinaria e la storia dello sport sammarinese.
Vincere non è mai scontato, nemmeno quando si parte con aspettative elevate: confermarsi è spesso ancora più difficile che sorprendere.
Rimane anche un pizzico di rammarico, perché nelle bocce abbiamo davvero sfiorato un’altra medaglia, mentre nel tiro a volo i problemi di salute che hanno fermato Gian Marco Berti, apparso fino a quel momento in ottima forma, hanno inevitabilmente condizionato la sua prova individuale e successivamente anche quella del mixed team. Senza questo imprevisto credo ci fossero le condizioni per provare a puntare a qualcosa in più. Ma anche questi episodi fanno parte dello sport e non tolgono nulla al valore della nostra partecipazione e agli straordinari risultati conquistati.
Nel tiro a segno l’emozione di un appuntamento così importante ha certamente inciso sulle prestazioni. I nostri atleti non sono riusciti a esprimersi sui livelli che conosciamo, ma anche questo fa parte di un percorso di crescita. Imparare a gestire pressione, tensione e responsabilità in un grande evento internazionale è un passaggio fondamentale nella maturazione di un atleta.
Una delle sorprese più belle di questi Giochi è arrivata dall’ippica. Nicole Conti, in sella a Jappeloup, ha affrontato il confronto internazionale con grande personalità, qualità e determinazione, andando probabilmente oltre quelle che potevano essere le aspettative iniziali. Un binomio che ha dimostrato di poter stare con pieno merito su palcoscenici internazionali di questo livello.
La prestazione di Nicole Conti e Jappeloup rappresenta, a mio avviso, una delle indicazioni più interessanti e positive che ci portiamo a casa da Taranto. È una prova che merita grandi complimenti e che deve dare fiducia e ulteriore slancio a tutto il movimento dell’ippica sammarinese. Nicole ha dimostrato qualità, personalità e importanti margini di crescita. Credo che il movimento debba credere in lei, sostenerla e investire sul suo percorso, perché ha certamente i numeri per crescere ancora e togliersi, insieme a Jappeloup, belle soddisfazioni anche sui palcoscenici internazionali.
Nel tiro con l’arco, Kristina Pruccoli è riuscita a superare brillantemente il primo turno, mentre Giorgia Cesarini non è riuscita ad avanzare, pagando anche un sorteggio particolarmente difficile in un contesto tecnico di livello molto alto. Per entrambe resta comunque un confronto importante e un bagaglio prezioso per il futuro.
Particolarmente impegnativo anche il ciclismo, con una gara estremamente selettiva, disputata in condizioni climatiche difficili e caratterizzata da un ritmo elevatissimo imposto da atleti di assoluto valore, molti dei quali destinati verosimilmente al professionismo.
In campo femminile ho apprezzato molto la prestazione di Valentina Venerucci, capace di rimanere agganciata al gruppo delle migliori e di arrivare con loro a giocarsi la gara in volata. È un segnale importante, che testimonia una crescita evidente e la capacità di sostenere ritmi e distanze in un contesto internazionale di grande qualità.
Più sfortunata la prova maschile di Andrea Chiarucci. L’andatura imposta dai battistrada ha creato rapidamente distacchi importanti e il caldo ha reso la gara ancora più dura. Chiarucci si è trovato in quella difficile zona intermedia nella quale, pur avendo staccato gli atleti alle sue spalle, non è riuscito a ricucire il divario dal gruppo di testa. La gara è stata quindi fermata per fuori tempo. Un epilogo che lascia rammarico, ma che non cancella l’impegno e il valore di essersi misurato in una competizione di livello elevatissimo.
Segnali molto incoraggianti sono arrivati anche dal tennis. Silvia Alletti ha disputato una prestazione di grande personalità contro un’italiana più quotata e sulla carta favorita. Per lunghi tratti, però, è stata proprio Silvia a comandare il gioco, dimostrando di avere qualità e mezzi per competere a questo livello.
Credo che da questa gara debba uscire con una consapevolezza ancora maggiore delle proprie possibilità. L’esperienza internazionale servirà anche a comprendere sempre meglio che, nel tennis, non tutti i punti hanno lo stesso peso: imparare a gestire con maggiore lucidità e convinzione i momenti decisivi può rappresentare quel salto di qualità necessario per trasformare ottime prestazioni in risultati importanti.
Discorso differente per il tennis tavolo, fortemente condizionato dalla formula della competizione. L’assenza dei tradizionali gironi e il passaggio all’eliminazione diretta hanno inevitabilmente penalizzato i nostri atleti che, non disponendo di un ranking tale da garantire un accoppiamento favorevole, hanno trovato immediatamente sulla propria strada alcuni dei giocatori più quotati della manifestazione.
Gli abbinamenti con atleti provenienti da nazioni dalla grande tradizione nel tennis tavolo hanno reso il percorso estremamente complicato fin dal primo turno. I nostri ragazzi hanno combattuto e dato tutto ciò che potevano, ma di fronte ad avversari di questo livello e con una formula che non concedeva una seconda opportunità credo fosse oggettivamente difficile chiedere di più.
Una maglia che vale più di una classifica e che abbiamo avuto il privilegio di consegnare anche a Sua Santità Leone XIV.
Al di là dell’analisi delle singole discipline, ciò che più mi rende orgoglioso è quello che ho visto dentro il San Marino Team.
Ho visto atleti sostenersi reciprocamente, compagni andare a tifare per altri compagni, gioire insieme per una medaglia e condividere insieme una delusione. Ho visto tecnici, staff e dirigenti lavorare ogni giorno perché ciascun atleta potesse sentirsi parte di qualcosa che andava oltre la propria singola gara.
Ho visto soprattutto una squadra che ha saputo onorare la maglia e difendere la bandiera di San Marino in ogni circostanza, nella vittoria come nella sconfitta.
Per me, da Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, questo è il significato più autentico di rappresentare il nostro Paese.
Siamo un piccolo Stato e non avremo mai i numeri delle grandi nazioni. Ma abbiamo qualcosa di altrettanto potente: il senso di appartenenza, la capacità di fare squadra, l’orgoglio di una maglia e la consapevolezza che dietro ogni atleta c’è un intero Paese che lo sostiene.
Le quattro medaglie resteranno negli albi d’oro e rappresentano un risultato del quale sono profondamente orgoglioso. Ma accanto alle medaglie resteranno i primati personali, le esperienze vissute da chi era alla prima grande manifestazione, il confronto con campioni di livello mondiale, le emozioni, gli errori dai quali imparare, le sorprese positive e soprattutto la consapevolezza di avere un movimento che può e deve continuare a crescere.
Voglio quindi ringraziare personalmente tutti gli atleti, i tecnici, le Federazioni, lo staff e quanti hanno lavorato dietro le quinte per rendere possibile questa partecipazione. A ciascuno di loro va la mia gratitudine.
Un ringraziamento particolare voglio rivolgerlo al nostro Segretario Generale Eros Bologna, che anche in questa occasione si è speso senza risparmio, mettendo al servizio del San Marino Team la sua esperienza, la sua capacità di tessere relazioni e quella rete di rapporti internazionali costruita negli anni, anche all’interno del movimento dei Giochi del Mediterraneo. Eros è stato, è e continua a essere un punto di riferimento fondamentale per l’attività e le relazioni internazionali del nostro Comitato Olimpico, e il suo contributo è stato prezioso anche a Taranto.
Un ringraziamento altrettanto sentito va alle Loro Eccellenze i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva e al Segretario di Stato Rossano Fabbri, che con la loro presenza hanno voluto essere vicini alla squadra nei momenti più significativi di questi Giochi. La vicinanza delle istituzioni non è mai scontata ed è particolarmente importante in occasioni come queste: significa far sentire ai nostri ragazzi che dietro di loro c’è un Paese che li sostiene. Le istituzioni devono esserci, così come deve esserci il Comitato Olimpico, al fianco degli atleti, delle Federazioni e di tutto il movimento sportivo sammarinese.
Un grazie particolare, a nome mio e di tutto il Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, va al Capo Missione Anna Lisa Ciavatta, ai Vice Capi Missione Maurizio Mazza e Lucia Castiglioni e a Luciano Scarponi, in rappresentanza della Commissione Tecnica. Hanno lavorato con grande abnegazione, competenza e disponibilità affinché ogni dettaglio fosse curato e, soprattutto, perché i nostri ragazzi potessero trovarsi nelle migliori condizioni possibili per affrontare le proprie gare. Si sono spesi tantissimo, prima e durante i Giochi, mettendo tempo, energie e passione al servizio della squadra. Gran parte di ciò che funziona in una manifestazione così complessa nasce da un lavoro che spesso non si vede: per questo il loro contributo merita un riconoscimento e un ringraziamento davvero speciali.
Un ringraziamento altrettanto sentito voglio rivolgerlo allo staff medico e fisioterapico, che durante tutta la manifestazione ha dimostrato professionalità, competenza e una disponibilità straordinarie. Il dottor Gianluca Camillieri ha saputo costruire e coordinare uno staff davvero d’eccezione, capace di essere costantemente al fianco dei nostri atleti e di conquistarne la fiducia e il grande apprezzamento. Anche questo è un lavoro che si svolge spesso lontano dai riflettori, ma che in una manifestazione così impegnativa rappresenta una componente fondamentale per mettere ogni atleta nelle condizioni migliori per competere.
Un grande grazie va poi a tutto l’Ufficio Stampa e a chi ha curato la comunicazione e i nostri canali social, sui quali personalmente ho voluto puntare molto perché sono convinto che oggi una parte fondamentale della comunicazione passi proprio da questi strumenti. Ci hanno permesso di raccontare giorno dopo giorno il San Marino Team e di condividere risultati, immagini ed emozioni con il nostro Paese.
Un ringraziamento particolare va al nostro fotografo ufficiale Simone Maria Fiorani, che con grande professionalità ha saputo immortalare i momenti più belli di questa avventura, e, non da ultimo, alla nostra televisione di Stato, San Marino RTV, che attraverso i suoi inviati ha saputo raccontare da Taranto le emozioni, le gioie, i sacrifici e anche le difficoltà dei nostri ragazzi, permettendo ai nostri concittadini di viverle e condividerle da San Marino.
Ognuno ha dato il massimo. Ognuno ha difeso la nostra bandiera. Ognuno, a modo proprio, ha contribuito a rendere questa squadra il San Marino Team.
Da Taranto torniamo con nuove consapevolezze, maggiore esperienza e ancora più voglia di lavorare.
Perché essere piccoli non significa pensare in piccolo.
È questa la convinzione con cui chiudo il bilancio di questi Giochi del Mediterraneo: San Marino può continuare a crescere, può continuare a competere e deve continuare a sognare in grande.
Christian Forcellini
Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese










