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Il Metodo Isokinetic

Rottura del tendine d’Achille: dalla guarigione al ritorno in campo


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In foto: Roberto Acquaviva, direttore Isokinetic Rimini
Roberto Acquaviva, direttore Isokinetic Rimini
di
Icaro Sport
   
Tempo di lettura 5 min
Tempo di lettura 5 min

La rottura del tendine d’Achille rappresenta uno degli infortuni più impegnativi per un atleta. Nel calcio, fortunatamente, non è tra gli eventi più frequenti, ma quando si verifica può avere conseguenze importanti sulla carriera sportiva e sulla capacità di tornare ai livelli precedenti all’infortunio. I tempi di recupero sono generalmente lunghi, spesso compresi tra sei e otto mesi, e il vero obiettivo della riabilitazione non può essere semplicemente quello di “far guarire” il tendine.

La domanda più importante è un’altra: come riportare l’atleta a correre, accelerare, frenare, saltare e competere nuovamente senza paura e con un tendine capace di sopportare le sollecitazioni dello sport?

È da questa prospettiva che nasce il percorso Isokinetic, costruito intorno al concetto di Massimo Recupero Funzionale Possibile: non limitarsi alla guarigione clinica, ma recuperare progressivamente tutte le capacità necessarie per tornare allo sport.

Un tendine che deve tornare a “lavorare”

Il tendine d’Achille collega i muscoli del polpaccio al calcagno ed è una delle strutture più importanti per la trasmissione della forza durante la corsa e il salto. Ogni passo, ogni accelerazione e ogni cambio di direzione richiedono al tendine di accumulare e restituire energia.

Per questo la riabilitazione moderna non può considerare il tendine come una struttura semplicemente da proteggere fino alla guarigione. Il tessuto tendineo è infatti capace di adattarsi agli stimoli meccanici: il carico, se somministrato nel momento e nella quantità corretti, diventa parte integrante della cura.

La difficoltà sta proprio nel trovare il giusto equilibrio tra protezione e stimolo. Un carico insufficiente non permette di recuperare adeguatamente forza e capacità elastica; un carico eccessivo può invece interferire con il processo di recupero.

Il Metodo Isokinetic: un percorso, non una semplice terapia

Il percorso riabilitativo Isokinetic si basa sul modello G.E.C., che identifica tre elementi fondamentali: Medico Gestore, Esercizio e Cartella Clinica. Il Medico Gestore coordina il percorso e mantiene una visione complessiva del paziente, dal primo giorno fino al ritorno allo sport. L’esercizio rappresenta il cuore della riabilitazione, mentre la Cartella Clinica consente a tutte le figure professionali coinvolte di condividere informazioni, obiettivi e progressi.

Il risultato è un percorso personalizzato, nel quale ogni passaggio viene costruito sulla risposta del singolo atleta e non semplicemente sul calendario.

Dalla piscina alla palestra, fino al campo

Nelle prime fasi l'obiettivo è proteggere il tendine, controllare dolore e gonfiore e recuperare progressivamente il movimento. In questo momento la piscina riabilitativa può rappresentare un ambiente particolarmente utile: grazie alla spinta dell’acqua è possibile ridurre il carico e iniziare precocemente a recuperare movimento, schema del passo e funzionalità.

Con il progredire della guarigione cambia anche la domanda che poniamo al tendine. Non basta più muoverlo: bisogna iniziare a caricarlo.

La terza fase è quindi dedicata al recupero della forza. Il lavoro contro resistenza, e in particolare il controllo della componente eccentrica, permette di ricostruire progressivamente la capacità del sistema muscolo-tendineo di assorbire e produrre energia. Il dinamometro isocinetico consente di misurare la forza e di seguire nel tempo eventuali deficit e asimmetrie, trasformando la riabilitazione in un processo misurabile.

Ma la forza, da sola, non è sufficiente. Un atleta deve essere in grado di utilizzare quella forza in modo coordinato e automatico. Per questo, nelle fasi successive, il lavoro si concentra sul controllo neuromotorio, sulla propriocezione e sulla qualità del movimento. Tecnologie come la Green Room e il Movement Analysis Test (MAT) permettono di osservare e analizzare il gesto, individuando eventuali compensi e asimmetrie che potrebbero diventare rilevanti quando aumenteranno velocità e intensità.

Il vero ritorno avviene sul campo

L’ultima fase della riabilitazione è quella che porta l’atleta nuovamente nel suo ambiente naturale: il campo sportivo. Qui la riabilitazione diventa sempre più simile allo sport praticato. Si passa dalla corsa lineare alle accelerazioni, dalle decelerazioni ai cambi di direzione, fino alle esercitazioni che riproducono progressivamente le richieste della competizione.

Anche in questa fase la tecnologia assume un ruolo importante. Il monitoraggio attraverso i sistemi GPS permette di quantificare il carico esterno, valutando velocità, accelerazioni, decelerazioni e volume di lavoro. L’obiettivo è aumentare progressivamente le richieste senza superare la capacità di adattamento del tendine.

Guarire non significa ancora essere pronti

Uno degli errori più frequenti nella riabilitazione è confondere la guarigione clinica con il recupero della funzione. Un tendine può essere guarito dal punto di vista biologico, ma l’atleta potrebbe non avere ancora recuperato completamente forza, controllo del movimento, capacità di assorbire energia o tolleranza ai carichi specifici dello sport.

Per questo, nel Metodo Isokinetic, il ritorno in campo non rappresenta la fine di un percorso basato sul tempo, ma il risultato di un percorso basato sul raggiungimento di obiettivi funzionali.

Dalla piscina alla palestra, dalla misurazione della forza all’analisi del movimento, fino alle esercitazioni sul campo: ogni fase ha un significato preciso e prepara quella successiva.

Perché dopo una rottura del tendine d’Achille l’obiettivo non è semplicemente tornare a camminare o a correre. L’obiettivo è tornare a fare sport, con un sistema muscolo-tendineo nuovamente capace di rispondere alle richieste dell’atleta e con il massimo livello di sicurezza possibile.

Roberto Acquaviva
Direttore Isokinetic Rimini

Per saperne di più contatta Isokinetic:
Via Circonvallazione Nuova, 57/D
Tel. 0541 775650
rimini@isokinetic.com
Isokinetic Rimini

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