Riscossa Sampierana. Belli: "Col Mesola segno di vitalità. Avanti con fiducia"
Mister Gianni Belli, allenatore della Sampierana. Dopo sei sconfitte in sette partite, la sua squadra è risorta nella vittoriosa trasferta contro il Mesola. La Sampierana è guarita?
“Lo diranno le prossime partite. È comunque un risultato importante, ottenuto contro l’ultima della classe, è vero, ma con in rosa giocatori di categoria e alcuni con un passato in serie D, su un campo difficile. Siamo andati sotto eppure non abbiamo mai mollato. La squadra ha dato importanti segni di vitalità. Sotto il profilo psicologico, è una bel ricostituente, però adesso dobbiamo dare continuità”.
Sei sconfitte in sette partite prima dell’ultimo hurrà. Che cosa è successo alla Sampierana?
“Il demerito in gran parte è nostro anche se possiamo invocare delle attenuanti come gli infortuni, ad esempio quello di Di Novella (sarà assente anche contro il Faenza come Quercioli, entrambi infortunati), un tipo di giocatore che ha caratteristiche che ci mancano, e le squalifiche. Abbiamo commesso degli errori, pagato la giovane età della rosa, soprattutto a livello mentale. Nelle difficoltà abbiamo perso un po’ di fiducia, alcune certezze sono venute meno, abbiamo smarrito sicurezza ed è qui che entro in campo io. Devo lavorare ancora di più per risolvere i problemi tecnico tattici e per far acquistare alla squadra la mentalità che questo difficile campionato richiede e far tesoro degli errori. L’aspetto mentale è fondamentale per fare risultato”.
La rosa è lunga e con dei giocatori che hanno esperienza in serie D. Si aspettava un compito più semplice?
“Le difficoltà le avevo messe in conto anche se però pensavo in sincerità di averne qualcuna in meno. Alla Sampierana si è ripartiti quasi da zero con 12 giocatori nuovi e come ho detto con molti giovani. Creare un gruppo affiatato tra nuovi e vecchi giocatori, abituati a diversi modi di lavorare, in un ambiente per gran parte di loro nuovo, non è semplice e soprattutto richiede tempo. Da qui la ricerca dell’assetto giusto, degli interpreti migliori e la loro rotazione. Ho cercato e tuttora sono impegnato a trasmettere i miei principi e confido che il tempo giocherà a nostro favore. Tutti i miei ragazzi, comunque, vanno elogiati per l’impegno e la dedizione alla causa”.
Alla vigilia dell’ultima trasferta, quali erano le sue sensazioni. Ha sentito la sua panchina in pericolo?
“Non ho mai colto segnali di sfiducia da parte del presidente e della società nei miei confronti anche se conosco le regole non scritte del calcio. Sono rimasto concentrato sulle cose da fare per riprendere la retta via”.
A +4 dai playout, a -3 dai playoff. La Sampierana guarda avanti o si guarda alle spalle?
“La Sampierana è una buona squadra come tante ce ne sono e che rendono questo girone assai equilibrato e molto competitivo tanto che la classifica è corta. Penso che la cosa saggia sia di non fare programmi né fissare obiettivi, ma concentrarsi su ogni partita per cercare di trarne il meglio. La salvezza deve essere il nostro obiettivo, una volta raggiunta la quota di 42-44 punti, potremo pensare più in grande. Occorre realismo e soprattutto un certo equilibrio in caso di vittoria come di sconfitta”.












