Rimini si racconta ai protagonisti della Coppa delle Sei Nazioni
Mercoledì 17 giugno 2026, la 28ª Coppa delle Sei Nazioni di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti ha vissuto uno dei suoi momenti più significativi e intensi, andando ben oltre la dimensione puramente sportiva. Nella giornata di riposo della competizione, le delegazioni provenienti da diversi Paesi europei hanno avuto l'opportunità di scoprire il cuore storico di Rimini attraverso una visita guidata che si è trasformata in un'autentica esperienza di incontro, conoscenza e condivisione.
L'iniziativa, resa possibile grazie al prezioso sostegno del Lions Club Rimini Host e alla collaborazione dei Musei Comunali Rimini e della Diocesi di Rimini, ha accompagnato i partecipanti in un viaggio lungo oltre duemila anni di storia, dall'epoca romana al Rinascimento, permettendo a tutti di entrare in contatto con il patrimonio artistico della città in modo profondamente inclusivo.
Guidati da professioniste e storiche dell'Arte: Michela Cesarini (italiano) titolare di Discover Rimini, Elena Franzò (inglese) e Maria Cecilia Zangheri (francese), i partecipanti hanno percorso le strade del centro storico partendo dall'Arco d'Augusto, l'antica porta monumentale di Ariminum, lasciandosi poi condurre attraverso piazze, monumenti e testimonianze che raccontano la straordinaria continuità storica della città.
Ma ciò che ha reso davvero speciale questo pomeriggio è stata la possibilità, per i partecipanti non vedenti, di vivere l'arte e la storia attraverso il tatto. Le mani sono diventate occhi capaci di leggere il passato.
Pietre antiche, lastricati, superfici scolpite, bronzi, incisioni e decorazioni si sono trasformati in strumenti di conoscenza diretta, permettendo di stabilire un rapporto fisico e immediato con i monumenti e con le testimonianze artistiche. Uno dei momenti più emozionanti si è svolto presso il Tempio Malatestiano, straordinario capolavoro del Rinascimento progettato da Leon Battista Alberti.
Grazie alla disponibilità dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Rimini, i partecipanti non vedenti hanno potuto esplorare con le proprie mani alcuni elementi eccezionalmente accessibili del monumento.
Particolarmente suggestivo è stato l'incontro con i simboli della signoria malatestiana, che da semplici elementi decorativi si sono trasformati in un linguaggio da decifrare attraverso il tatto: la rosa a quattro petali, la scacchiera, l'elefante e il celebre monogramma di Sigismondo Pandolfo Malatesta sono diventati forme vive, percepibili e riconoscibili.
Il percorso è poi proseguito in Piazza Tre Martiri, luogo profondamente legato alla storia romana e alla memoria del passaggio di Giulio Cesare, prima di concludersi alla Domus del Chirurgo e al Museo della Città.
Anche qui l'esperienza tattile ha assunto un ruolo centrale. I partecipanti hanno potuto entrare in contatto con le riproduzioni degli straordinari strumenti chirurgici rinvenuti durante gli scavi archeologici, testimonianze uniche dell'attività di un medico romano vissuto nel III secolo d.C.
L'intero pomeriggio ha rappresentato un esempio concreto di come l'accessibilità non sia un semplice adattamento, ma una modalità diversa e ricca di vivere il patrimonio culturale. Laddove spesso prevale il divieto del contatto, ieri il tatto è diventato protagonista, trasformandosi in uno straordinario veicolo di inclusione.
La visita ha inoltre consolidato lo spirito che anima questa manifestazione internazionale: costruire ponti tra persone provenienti da culture, lingue e tradizioni diverse, unite non soltanto dalla passione per gli scacchi, ma anche dal desiderio di conoscersi e di condividere esperienze autentiche.
Per qualche ora le scacchiere sono rimaste da parte, lasciando spazio a un'altra partita, forse ancora più importante: quella dell'incontro tra persone, della curiosità reciproca e della scoperta di un patrimonio comune europeo. E il risultato, questa volta, è stata una vittoria per tutti. Rimini ha saputo raccontarsi non soltanto attraverso la bellezza dei suoi monumenti, ma soprattutto attraverso la capacità di renderli accessibili, trasformando una semplice visita guidata in un ricordo destinato a rimanere nel cuore dei partecipanti molto più a lungo della competizione stessa.










