Misano leader al rush finale. Maltoni (classe 2006): "A Diegaro con fiducia"
Gianmarco Maltoni, classe 2006, con Castro e Gudenzoni forma il trio dei giovani made in Misano. La capolista è al rush finale. Dopo la sosta pasquale si comincia dalla trasferta di Diegaro, quindi il turno di riposo del Misano, poi ecco in casa la Savignanese, che avete battuto all’andata, infine chiusura contro il Bakia fuori casa. Quanti punti servono?
“È un argomento che non tocchiamo nello spogliatoio, cerchiamo di fare il massimo in ogni partita e solo alla fine dei 90 minuti guardiamo i risultati delle avversarie. Sarebbe bello festeggiare in casa con la Savignanese, ma è un dettaglio. La cosa importante è centrare il traguardo dell’Eccellenza. A Diegaro, su un campo piccolo, dovremo avere l’approccio giusto, soprattutto pazienza nel cercare il gol come abbiamo fatto contro il Reno: abbiamo sbloccato il match nella ripresa segnando tre reti. Una prova di maturità”.
Da +10 e +4 sulla seconda con due sconfitte di fila contro due pericolanti come Gambettola e Bagnacavallo. Che è successo?
“Non c’è stata presunzione, ve lo assicuro. Contro il Gambettola siamo stati sfortunati, abbiamo colpito anche un paio di legni. A Bagnacavallo abbiamo giocato meno bene del solito subendo due reti evitabili. Una giornata storta. Nello spogliatoio abbiamo fatto fronte comune, ci siamo detti di mantenere la calma e lo abbiamo fatto. Se a tre giornate dalla fine siamo in testa con +4 significa che abbiamo tenuto un bel passo”.
Esterno d’attacco classe 2006, Maltoni è alla quarta stagione in prima squadra. Soddisfatto del suo rendimento? Il suo sogno in prospettiva?
“Diciotto partite di cui tre da titolare, mi sono ritagliato uno spazio in una rosa con molti giocatori importanti nel mio ruolo. Sono cresciuto in questi anni, l’impatto dal campionato Juniores, in cui ho segnato dagli otto agli 11 gol, alla prima squadra l’ho assorbito bene, in questo campionato posso dire la mia. Il calcio è la mia passione che affianco agli studi universitari (frequenta il primo anno della facoltà di Scienze Motorie, ndr), il mio obiettivo adesso è vincere il campionato , in prospettiva arrivare il più in alto possibile”.
Lei è un attaccante esterno. Le sue caratteristiche? In che cosa deve migliorare?
“Gioco sulla fascia sinistra per rientrare sul destro per il tiro o l’assist. Punto sulla velocità, l’uno contro uno. Il margine per fare meglio c’è sotto tutti i punti di vista, in particolare devo imparare ad essere meno frenetico, a domare il mio istinto e ragionare di più. In parte ci sono riuscito”.
Il campione di riferimento nel suo ruolo?
“Messi è sempre stato il mio idolo, un esempio. Tra gli italiani senza indugio dico Insigne, ora al Pescara dove in poche partite ha segnato quattro reti servendo due assist. Un giocatore di temperamento e con tanta qualità, il suo tiro a giro sul secondo palo è strepitoso”.
Il rapporto con i giocatori più esperti?
“Non posso che confermare quanto hanno detto i miei compagni più giovani: sono una guida importante, prodighi di consigli, fanno valere la loro esperienza. Ad esempio, Daniele Simoncelli, mi ha sempre dato fiducia, ha la parola giusta per rincuorarti se ti vede in difficoltà oppure darti la carica. Il Misano è un ottimo gruppo, unito. Se siamo lassù è merito di tutti”.












