Il S. Ermete si gode il ritorno alla vittoria e il suo nuovo difensore Ricci
Un nuovo fiore pronto a sbocciare. Domenica il S. Ermete ha festeggiato la prima vittoria del 2026 dopo sei turni di digiuno (ultima gioia il 23 novembre contro il Real San Clemente) ed è pronto a iniziare un nuovo capitolo della sua stagione. Grande protagonista il difensore Manuel Ricci all'esordio in maglia verde, che ha deciso la sentita sfida contro il Victoria con un colpo di testa sui titoli di coda del primo tempo.
"Per me era una sorta di derby considerando che sono di San Giuliano. Sono molto contento, non solo perché era la mia prima partita, ma anche perché i tre punti mancavano da tanto tempo alla squadra. Il primo tempo è stato alla pari, magari loro avevano più il pallino in mano ma le occasioni sono state poche e non ci hanno mai schiacciato. Siamo stati bravi a tenere botta sia dopo il vantaggio sia nel secondo tempo quando loro giocavano più spregiudicati. Siamo rimasti molto compatti e questi tre punti sono un grande segnale per il gruppo. L'unico appunto che mi sento di fare è che dobbiamo gestire meglio il risultato, soprattutto nel nostro campo".
Domenica impossibile da dimenticare visto il gol e relativo clean sheet, primo obiettivo di ogni difesa. "Il cross era buono ma forse un po' lento, io ho cercato di angolarla il più possibile. La mia media annuale è di una rete a stagione, spero di non aver giù esaurito tutti i bonus".
Negli ultimi assalti dei rossocelesti Ricci è stato autore di un intervento particolarmente contestato dalla squadra ospite per un presunto contatto da rigore. "Il mio avversario se l'è un po' allungata ma aveva tutto lo specchio libero, io non potevo fare altro che provare l'intervento ma considerando la dinamica ho preso il pallone e lui ha calciato me".
Ricci, classe 2003, è arrivato dal Pennarossa ma nella sua carriera ha vestito anche le maglie di Accademia Rimini, Torconca, Novafeltria e Bellariva. Il “procuratore” della trattativa è stato direttamente mister Dolci. "Sono stato con lui l'anno scorso al Pennarossa, non è stata una stagione facile ma qualche settimana fa mi ha contattato perché aveva bisogno di una mano e ho voluto ripagare la fiducia che nutre nei miei confronti. Lui è un allenatore giovane, una persona empatica che ti mette a tuo agio e se la ascolti, ti premia".
Ricci racconta la sua evoluzione calcistica. "A inizio carriera come spesso succede sono stato schierato terzino in un ruolo più di gamba, poi però sono passato a guidare la difesa. In uno schieramento a tre stare al centro ti dà più visuale. Il mio punto di forza è l'esplosività mentre per la costruzione del gioco dal basso dipende dal contesto. Idolo? Sergio Ramos".
Gli obiettivi sono ambiziosi. "Io dico play-off perché la classifica è ancora corta. Certo, ci vorrà una grande cavalcata, prima di tutto però non possiamo permetterci di sbagliare gli scontri diretti".
Classifica alla mano con il S. Ermete in zona play-out la trasferta di domenica contro il Bagno di Romagna dovrà servire per continuare a scacciare i fantasmi. "Ci attendiamo un campo pesante, una mezza gabbia, ma non abbiamo alternative: dobbiamo fare punti e superarli".
Ricci è un leader carismatico anche fuori dal campo. "Sono al quarto anno di architettura, ritengo di avere qualità organizzative e mi piace l'idea di gestire un gruppo di lavoro. Nel settore di studio che spero diventi la mia professione amo il concetto di architettura verticale verde, a basso impatto con riduzione di consumo del suolo".












