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Challenger ATP 50

Il bilancio della 1ª “CAME Cup – Città di Cervia” alla Polisportiva 2000

In foto: Le premiazioni (©Mazza/CAME Cup Cervia)
Le premiazioni (©Mazza/CAME Cup Cervia)
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 6 min
Mar 26 Mag 2026 12:38 ~ ultimo agg. 13:13
Tempo di lettura 6 min

Una settimana di bel tempo, tante sfide equilibrate con numerosi atleti italiani (e pure romagnoli) protagonisti e soprattutto tantissime persone ad affollare il Circolo Polisportiva 2000 Tennis.

Non poteva esserci esordio migliore per la “CAME Cup – Città di Cervia”, nuovo Challenger ATP 50 (montepremi 56.700 euro) che ha riportato il circuito del grande tennis internazionale nella città in riva all’Adriatico trentacinque anni dopo il torneo Challenger Series vinto dall’italo-svizzero Claudio Mezzadri (in quel caso ospitato dal Circolo Tennis di via Jelenia Gora). Dopo le due fortunate edizioni del torneo Future ITF maschile, anche il passaggio alla categoria superiore si è tramutato in un successo per l’evento andato in scena da domenica 17 a sabato 23 maggio, dunque posizionato in calendario nel momento clou della stagione sulla terra battuta, tra gli Internazionali BNL d’Italia di Roma e il Roland Garros di Parigi. Si può insomma parlare di scommessa vinta a pieno titolo per gli organizzatori, che con passione, impegno e competenza hanno colmato quel che poteva essere l’incognita sull’inesperienza a questi livelli o le dimensioni di un circolo di provincia, uno dei più piccoli al mondo a cimentarsi nell’allestimento di un Challenger ATP con tutti i servizi che una manifestazione del genere richiede.

“Uno degli intenti principali era far conoscere Cervia attraverso questo evento, come avevo ricordato in sede di conferenza stampa - afferma Maurizio Tappi, presidente del Circolo Polisportiva 2000 Tennis, tirando le somme della manifestazione - e renderlo il più possibile fruibile a tutti, specie ai più giovani, decidendo di lasciare l’ingresso libero. In effetti il torneo ha avuto un buonissimo riscontro in termini di presenze di pubblico, sin dalle qualificazioni abbiamo avuto le tribune gremite, anche in maniera un po’ inaspettata visto che pensavamo a un eventuale pienone nelle fasi finali della competizione e non per tutta la sua durata. Inoltre ho apprezzato il modo positivo con cui il pubblico ha interagito con i giocatori, nella stragrande maggioranza rivelatisi molto disponibili. C’è stata grande sintonia e sinergia con la direzione del torneo, il supervisor Christian Knabe e il direttore Carlos Bernardes. È stata una bellissima avventura, siamo planati nel mondo del professionismo e del circuito ATP, per noi praticamente sconosciuto, e posso dire che abbiamo affrontato quest’esperienza in maniera soddisfacente dal nostro punto di vista. Abbiamo vissuto davvero una splendida settimana, anche grazie a un meteo praticamente estivo”.

Un bilancio con tanti segni più (con la benedizione pure di un ex campione come Pat Cash, trionfatore di Wimbledon 1987, al seguito come coach del connazionale Li Tu, che ha apprezzato a 360 gradi la sua prima volta a Cervia) che può indurre ad alzare ancora l’asticella? “Siamo abituati a consolidare ogni passo che compiamo, quindi a bocce ferme tracceremo un approfondito consuntivo valutando con attenzione quello che è stato l’impegno che abbiamo dovuto profondere. In ogni caso non ci precludiamo nulla, se dovessimo avere anche una spinta e un supporto concreto da parte della nuova amministrazione che si va ad insediare potremmo pure prendere in considerazione l’ipotesi di aumentare ulteriormente il livello di questo Challenger passando a una fascia superiore”.

Una prima edizione che ha parlato spagnolo, con l’affermazione di Max Alcala Gurri, premiato da Orazio Iacono, amministratore delegato del Gruppo Hera, sponsor del torneo attraverso la sua società controllata Herambiente, leader nazionale nella gestione delle attività ambientali ed economia circolare. Una cerimonia di premiazione con ospite d’eccezione lo chef stellato Carlo Cracco e la presenza del presidente della Regione, Michele de Pascale, che si è complimentato con gli organizzatori per la riuscita dell’evento.

“Adesso possiamo davvero dirlo: ce l’abbiamo fatta ed è stato bellissimo – sottolinea, con un filo di commozione, Michele Montalbini, deus ex machina della macchina organizzativa -. Abbiamo portato un Challenger ATP in un piccolo circolo, nei tre campi collocati all’interno di una pineta, e tante persone sono state a diretto contatto con atleti fantastici, che hanno lottato con grinta e volontà ogni giorno. È stato stupendo vedere oltre quaranta ragazzini, impegnati nel ruolo di raccattapalle, mischiarsi e interagire con tennisti professionisti, un’esperienza che resterà loro dentro, senza trascurare il fatto che abbiamo avuto la fortuna e l’onore di avere in tabellone giovani talenti di cui presto vedremo i nomi nel grande circuito, basti pensare al 17enne Moise Kouame che da Cervia è passato direttamente al Roland Garros. Dopo questa settimana fantastica mi sento fiero di quello che abbiamo fatto grazie alla sintonia e all’impegno comune di quello che è prima di tutto un grande team di amici, il vero segreto per riuscire a compiere un balzo del genere in così poco tempo. Sicuramente si possono migliorare tante cose, ma per quest’anno direi non male… E allora un doveroso un grazie di cuore alle persone che hanno lavorato a lungo, così come alle istituzioni e agli sponsor, senza di loro sarebbe stato impossibile realizzare il nostro sogno. Un grande abbraccio e applauso a tutti quanti, ricordando che l’importante è continuare a sognare”.

Archivia con soddisfazione la sua seconda volta nel ruolo di direttore del torneo (dopo il debutto a inizio febbraio a Cesenatico) anche Carlos Bernardes: “Già in sede di presentazione, dopo aver conosciuto la struttura, mi ero detto sicuro della risposta del pubblico e così è stato. Se a questo aggiungiamo la passione e il calore con cui da queste parti le persone partecipano ai tornei, allora ecco spiegata la riuscita a 360 gradi della manifestazione. Sul piano personale è stata di nuovo una fantastica esperienza, per merito di tutte le varie componenti: spettatori, giocatori, giudici di linea, staff e non solo. Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata con l’invito a ricoprire questo compito di responsabilità e mi auguro di poter tornare presto in Romagna”.

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