Dalla Patagonia al mondo, passando per l'Italia: il sogno di Otniel Navarta
Ci sono persone che arrivano nella ginnastica per vincere medaglie. Altre che vi rimangono perché, attraverso questo sport, trovano una missione.
Per Otniel Navarta, tutto è iniziato in Argentina, tra San Juan e la Patagonia. Un ragazzo che scopre la ginnastica artistica quasi per caso, durante un'attività estiva, e che si innamora immediatamente di quel mondo fatto di movimento, sfide e crescita personale.
«Ho iniziato relativamente tardi, a 12 o 13 anni. Mi piaceva tantissimo e volevo migliorare sempre di più», racconta.
Ma il sogno di diventare un ginnasta di alto livello si scontra presto con una realtà che molti giovani atleti conoscono bene: nascere lontano dai grandi centri sportivi.
Il suo club poteva accompagnarlo solo fino a un certo punto. Mancavano strutture, opportunità e la possibilità di confrontarsi con i migliori. La passione c'era, il talento anche, ma il percorso si fermava dove finivano le risorse disponibili.
«Volevo crescere, volevo migliorare, ma non era possibile. In una piccola città non sempre hai accesso alle stesse opportunità che esistono altrove.»
Quel sogno non si è mai spento. Ha semplicemente cambiato forma.
Le lingue come ponte verso il mondo
Dopo gli studi come commercialista e alcuni anni di lavoro in Argentina, arriva il momento di guardare oltre i confini nazionali.
Con l'arrivo della pandemia decide di inseguire una nuova strada e si trasferisce in Francia, dove completa un doppio master internazionale in inglese e francese.
È l'inizio di un percorso che lo porterà a viaggiare continuamente tra Europa, Asia e America, lavorando per lo sviluppo della ginnastica internazionale.
Oggi Otniel parla spagnolo, inglese, francese e italiano. Proprio l'italiano occupa un posto speciale nella sua storia personale.
«Lo parlavo da bambino con mio nonno. Poi sono rimasto quasi vent'anni senza usarlo. Quando ho iniziato a lavorare con l'Italia, quella lingua è tornata nella mia vita.»
Un dettaglio che racconta molto del suo modo di vivere il lavoro: le lingue non sono semplicemente strumenti professionali, ma ponti che permettono di creare relazioni, comprendere culture diverse e costruire progetti condivisi.
Un argentino innamorato dell'Italia
L'Italia occupa un posto speciale nel suo cuore. Le radici familiari, tramandate dal nonno, hanno creato un legame che va oltre il lavoro.
«L'Italia è sempre stata il mio Paese del cuore. Quando posso fare qualcosa per aiutare la ginnastica italiana, lo faccio con passione.»
Negli ultimi anni ha contribuito allo sviluppo di progetti internazionali in numerosi Paesi, dalla Spagna all'Asia, mantenendo però un rapporto particolare con il movimento italiano.
«Molte federazioni lavorano in condizioni difficili. Alcune si sentono isolate. Io cerco di aiutarle a crescere, a costruire connessioni e a sviluppare nuovi progetti.»
L'incontro con Gymnova
Oggi Otniel Navarta è responsabile di importanti mercati internazionali per Gymnova, azienda francese che nel 2028 celebrerà 50 anni di attività nel mondo della ginnastica.
Presente per il terzo anno consecutivo a Ginnastica in Festa, Gymnova è conosciuta a livello internazionale per le attrezzature utilizzate nelle principali competizioni FIG/World Gymnastics.
Durante Ginnastica in Festa, Gymnova ha scelto di allestire un padiglione di gara, dove tecnici e dirigenti possono conoscere e provare direttamente alcune delle attrezzature utilizzate a livello internazionale.
L'obiettivo, spiega Navarta, non è soltanto presentare prodotti, ma creare occasioni concrete per supportare i club e contribuire allo sviluppo del movimento.
Informazioni per le società
Per le società presenti a Ginnastica in Festa, Gymnova propone una promozione dedicata del 15% sull'attrezzatura disponibile durante l'evento.
È inoltre possibile prenotare con il 20% di sconto una delle quattro pedane di ginnastica aerobica che saranno utilizzate ai Campionati del Mondo di Ginnastica Aerobica di Pamplona.
Le società interessate possono incontrare Otniel Navarta in fiera presso lo stand Sportissimo.
Restituire ciò che non si è avuto
Forse il modo migliore per descrivere la sua storia è attraverso una riflessione nata durante l'intervista. La ginnastica gli sta permettendo di vivere oggi il sogno che da ragazzo non ha potuto realizzare. Non come atleta. Ma come costruttore di opportunità.
Ogni volta che aiuta un piccolo club, una federazione emergente o un giovane ginnasta a trovare una possibilità in più, sta offrendo ad altri ciò che lui stesso avrebbe desiderato ricevere.
Quando gli faccio notare che forse oggi sta vivendo, attraverso il suo lavoro, quel sogno che non aveva potuto realizzare da ginnasta, la sua risposta arriva immediata.
«Esattamente. È proprio questo.»
Ed è forse questa la forma più bella che un sogno possa assumere: non realizzarsi soltanto per sé, ma diventare una possibilità per tanti altri.
Il messaggio ai ginnasti italiani
Prima di salutarci, Otniel lascia un messaggio ai migliaia di ginnasti e ginnaste presenti a Rimini.
«Avete un Paese incredibile. La passione che si vede qui nei club e nelle società non si trova ovunque nel mondo. Continuate così. L'Italia ha un futuro straordinario nella ginnastica e noi siamo felici di poter dare il nostro contributo a questo percorso.»
Parole che raccontano bene non soltanto il professionista, ma soprattutto la persona.
Quel ragazzo partito da San Juan con il sogno di diventare un grande ginnasta e che oggi, parlando quattro lingue e viaggiando in tutto il mondo, continua a vivere la ginnastica nel modo che gli riesce meglio: creando opportunità per gli altri.
Silvana Conte










