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In Consiglio Comunale

Campi da calcio agibili: la risposta di Morolli all'interrogazione di Angelini

In foto: Immagine di un campo impraticabile (AI)
Immagine di un campo impraticabile (AI)
di Icaro Sport   
Tempo di lettura 9 min
Ven 27 Feb 2026 13:46 ~ ultimo agg. 15:07
Tempo di lettura 9 min

Da dicembre 2025 all'11 febbraio 2026 sono state rinviate a Rimini 130-140 partite di calcio giovanile. Da questo spunto nasce l'interrogazione del consigliere comunale Matteo Angelini, alla quale giovedì sera ha risposto l'assessore ai Lavori Pubblici, Mattia Morolli

"Con questa interrogazione intendo affrontare insieme a voi un tema estremamente rilevante dal mio punto di vista che è quello dell’agibilità dei campi da calcio sul territorio Riminese nel periodo autunnale ed invernale - scrive Angelini -. Dal mese di dicembre 2025 all'11 febbraio 2026, il numero totale di partite dei campionati giovanili rinviate dalla Delegazione FIGC di Rimini per inagibilità dei campi e maltempo ammonta a circa 130-140 gare. Questo dato deriva dalla somma dei provvedimenti di sospensione in blocco adottati per l'intera provincia da parte della Delegazione Provinciale di Rimini della FIGC, che giustamente interviene a tutela di giocatori, staff e anche delle strutture unitamente ai provvedimenti emessi dal Comune nei casi di allerta meteo.

Ed è proprio di strutture che voglio parlare questa sera e della loro agibilità, perché è questa la causa principale dei numeri impressionanti che ora vi andrò ad illustrare e si tratta di un problema che ricade inevitabilmente sull’amministrazione comunale perché circa il 65-70% delle 130-140 partite rinviate (ovvero tra le 85 e le 95 gare) si sarebbero dovute disputare su campi di proprietà comunale o in gestione al Comune di Rimini.

La stragrande maggioranza dei campi utilizzati dalle società giovanili riminesi come Accademia Riminicalcio, Rivazzurra, Miramare, Spadarolo, San Vito, Torre Pedrera, Lagomaggio sono impianti comunali affidati in concessione, per assurdo, nelle chiusure collettive, sono finiti pure i campi in sintetico di Miramare e della Stella.

Il calcolo del numero di atleti che rimangono fermi a Rimini ad ogni "blocco totale" dei campionati provinciali è impressionante e dà l'idea dell'impatto sociale che ha il maltempo sullo sport locale. Considerando le circa 60-70 partite rinviate mediamente in un weekend di sospensione totale (come quello del 7-8 febbraio 2026), il numero di atleti coinvolti oscilla tra i 2.400 e i 2.800 ragazzi.

A questi vanno aggiunte 250 - 300 figure relative agli staff tecnici, 50 – 60 figure relative ai direttori di gara e si stima che ogni weekend di rinvio "tolga" dai gradoni degli impianti riminesi circa 4.000-5.000 spettatori (prevalentemente familiari).

Questi numeri crescono ulteriormente quando, unitamente ai campionati provinciali vengono sospesi anche i campionati regionali, in questo caso il numero di atleti sale fino a 3.500 unità.

Vi faccio ora un esempio invece di cosa accade quando viene sospesa una partita di calcio sul momento per inagibilità del campo: ci si presenta al campo almeno un’ora prima del fischio d’inizio, macchine che si spostano, famiglie che arrivano sugli spalti, dove ci sono, i ragazzi si vanno a cambiare in ambienti presumibilmente riscaldati, il direttore di gara arriva e fa un primo sopralluogo, se riscontra delle criticità i ragazzi non escono per il riscaldamento ma restano negli spogliatoi. Nel frattempo, il pubblico resta fuori in attesa di sapere se si giocherà o meno. Poi il direttore di gara convoca i capitani e con essi effettua la ricognizione in campo dove mostra loro le criticità ed i motivi per cui la gara è da rinviare. Una volta concordato il tutto, si deve attendere l’orario di inizio gara per dichiarare la sospensione. A questo punto tutti i ragazzi si devono cambiare e possono tornare a casa, idem per il pubblico. In circa due ore si consuma il tutto, ora pensatelo moltiplicato per tot partite e quante risorse sotto tutti i punti di vista si sono sprecate.

Mi sembra poi doveroso parlare delle condizioni in cui molti di questi ragazzi si allenano durante la settimana e qui mi viene in mente da citare un libro bellissimo che vi consiglio a tutti della catena “Non è più domenica – Ci alleniamo anche se piove?”, sulle meraviglie del calcio dilettantistico. Meraviglie, non un termine a caso, perché il calcio e lo sport in generale non è solo attività fisica e disciplina, cose che fanno benissimo per lo sviluppo psicofisico, ma è la massima espressione dei sogni e delle ambizioni dei nostri ragazzi e ragazze ed è per questo che in qualità di amministratori occorre sempre ponderare bene ogni scelta, ogni decisione che ricade direttamente sul nostro tesoro più grande. Dare ai nostri ragazzi e ragazze impianti all’altezza in cui praticare sport, permette loro di farlo in sicurezza e continuità, inoltre da loro la possibilità anche di esprimersi in maniera migliore ed inevitabilmente aumentare le proprie qualità.

A Rimini ci sono troppo pochi impianti sportivi con terreni in sintetico ed oltre ai problemi derivanti dall’inagibilità a causa del maltempo bisogna anche dire che un allenamento di calcio, CALCIO MODERNO, per risultare completo dal punto di vista fisico e tecnico dovrebbe potersi svolgere tanto su terreno naturale quanto su quello sintetico, molti dei campi comunali di Rimini presenterebbero questo tipo di caratteristiche, ovvero quello di poter abbinare un campo in erba naturale accanto ad un campo in erba sintetica, ritengo che quando si vanno a fare nuovi progetti o a rivedere degli esistenti, questo dovrebbe essere un fattore dominante ed imprescindibile.

Prendiamo ad esempio il Centro sportivo di Corpolò per citarne uno che conosco molto bene in quanto vicino a casa. Tanti anni per vederlo realizzato ed ora, oltre al fatto che deve essere ancora consegnato alla società USD Corpolò, nessuno c’ha ancora messo piede dopo l’inaugurazione a parte qualche avventuriero che ha approfittato dei cancelli che si aprivano per andarci a fare due tiri, che i terreni sono già un disastro, completamente da rifare, sia il campo principale che l’antistadio. Perché quindi realizzare progetti al risparmio tanto per dire di averli fatti, quando con un qualche investimento in più si potrebbero realizzare doppi campi, sia in erba naturale FATTI BENE, sia in sintetico? Ricordo che tutti i campi citati in questa interrogazione sono in varie posizioni strategiche delle nostre periferie e andrebbero a compensare egregiamente il fabbisogno richiesto.

Il discorso è ampio e credo che meriti di essere trattato con la giusta cura, per questo interrogo il Signor Sindaco del Comune di Rimini e l’Assessore competente:

1) Si ritiene opportuno a fronte di questi numeri e queste valutazioni intervenire in maniera massiccia sul territorio con investimenti mirati volti a consegnare alla città delle strutture per il calcio all’altezza e fruibili tutto l’anno?

2) Se sì, ci potete illustrare, al netto di quello che sarà fatto presso il Centro Sportivo della Gaiofana, quali interventi certi sono in programma nel breve, medio e lungo termine, dedicati al calcio?"

La risposta dell'assessore Mattia Morolli

"Grazie consigliere, anche perché ha fatto un'interrogazione corposissima - esordisce l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Rimini, Mattia Morolli -. Quindi vedo che dà le risposte sui vari punti. Intanto lei pone un tema giustissimo, che è il tema dei ragazzi, dello sport. Lo sport non ha solamente una funzione sportiva, ma ha anche una funzione educativa perché aiuta a crescere, in una fase della vita particolarmente delicata, come l'adolescenza, e il Comune in questi anni non ha fatto solamente interventi per nuovi campi, ma dal 2012 ha lavorato per mettere a norma, sotto l'aspetto dell'agibilità, campi e strutture.

Mi piace ricordare interventi come il nuovo campo da calcio di Miramare in via Parigi: un intervento completato non più tardi di 18 mesi fa per un importo di 400mila euro, l'intervento al campo sportivo di Viserba Monte del 2022, per un importo di 90mila euro, il centro sportivo di San Vito per un intervento di circa 60mila euro, l'intervento in corso in via della Fiera, inerente gli spogliatoi, con un investimento di 450mila euro, così come quello effettuato dal Comune su parte dell'area Ghigi. Su quest'ultimo punto, che è la sua seconda domanda, è in corso la valutazione di una commissione organizzata dal Presidente Zoccarato, non anticipo quindi ora quelle che saranno le conclusioni del collega Lari (assessore allo Sport, ndr). Non è proprio corretto quando dice che sono affidati in concessione i campi di Rivazzurra, Miramare, Spadarolo, San Vito e Torre Pedrera, perché unicamente il campo di Lagomaggio è affidato in concessione. Gli altri sono gestiti dal Comune di Rimini e dati in uso alle ASD.

L'annullamento di partite è avvenuto su tutti i campi, non solo su quelli in erba naturale, ma anche su campi sintetici come quelli di Miramare o della Stella. Gli annullamenti non sono poi decisi dal Comune di Rimini, ma dalla FIGC. Ovviamente il Comune non ha nessun ruolo in merito. E gli interventi che ho citato servono a migliorare il più possibile i manti erbosi e i manti sintetici anche per evitare l'annullamento delle partite.

Per quanto riguarda alcuni punti, a Corpolò il Comune ha investito fortemente, parliamo di due milioni di euro per un'opera inaugurata pochi mesi fa. In questo caso si parla di un percorso tra amministrazione e soggetto privato non solo per la gestione sportiva ma anche per valutare la possibilità di dare alcuni servizi correlati, dove la parte sportiva si unisce anche a un elemento legato alle funzioni di quartiere. È inutilizzato ed è già all'abbandono? Non è all'abbandono. È una struttura in merito alla quale, come si è fatto in altre situazioni, c'è un rapporto silenzioso con il privato, dal quale attendiamo la proposta economica.

Va valutato anche un altro aspetto: quest'anno c'è stata una stagione particolarmente piovosa, che ha messo a dura prova i campi, tant'è vero che sono in corso anche in questa prima settimana di tempo abbastanza buono e non piovoso gli interventi per quanto riguarda la rizollatura, che non è il termine tecnico giusto, ma con questo intendo l'intervento della cooperativa indicata per poter mettere le squadre in condizione di giocare. Gli interventi mirati li ho citati prima. È ovvio che l'Amministrazione sta portando avanti delle opere anno per anno per quanto riguarda gli impianti e la loro fruizione. L'investimento fatto a Miramare va in questa linea.

Dobbiamo anche renderci conto che l'Amministrazione nella gestione delle strutture, oltre ad un ruolo diretto molto importante, sta anche lavorando – come nel caso di Corpolò – insieme a soggetti privati per affidare loro la gestione nel medio e lungo periodo. Ovviamente, come ha detto lei, un'attenzione particolare è posta nell'evitare l'annullamento delle partite, anche perché in tema di sport, in particolare di calcio, è fondamentale dare continuità, cosa sulla quale l'Amministrazione sta investendo in modo molto capillare".

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