Anche la FSGC si unisce alle ultime dichiarazioni della UEFA
A seguito della riunione straordinaria svoltasi questo pomeriggio (venerdì), la UEFA ha emesso la seguente nota, alla quale anche la FSGC, proprio come le altre 54 Federazioni che hanno partecipato alla riunione, si allinea.
"La UEFA e le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Respingiamo all’unanimità e senza alcuna ambiguità la proposta della FIFA di trasferire quote di proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni FIFA a investitori privati.
La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto finanziario. È uno dei più grandi patrimoni sportivi del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, squadre nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita.
È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale portata per il calcio sia stata concepita in segreto e portata a un passo dall’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro ai quali è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta soltanto di un grave fallimento della leadership, ma di una rinuncia da parte della FIFA al proprio dovere di custode del calcio mondiale.
Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare l’irreversibile appropriazione delle più importanti competizioni calcistiche oppure subirne le conseguenze. Questa non è una “decisione democratica”, ma una forma di governo basata sull’intimidazione: un atto di coercizione indegno di un’istituzione cui è affidata la tutela del calcio globale.
Ma la nostra opposizione va ben oltre la questione procedurale.
Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni FIFA, il calcio cambia per sempre. Il rendimento commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori si trasformano in una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione relativa al calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non sarà più guidata da ciò che è meglio per il gioco, ma da ciò che è meglio per gli azionisti.
Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di chi ha come primo dovere quello di massimizzare il ritorno finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono diventare subordinati ai rendimenti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno economico.
La posizione dell’Europa è chiara. Non conferiremo mai la nostra legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale di vendere qualcosa che detiene soltanto in custodia per la generazione successiva.
Di conseguenza, a seguito della discussione odierna, nessuna nazionale affiliata alla UEFA prenderà parte ad alcuna competizione FIFA finché queste proposte resteranno sul tavolo, a meno che esse non vengano completamente ritirate e non vengano fornite garanzie vincolanti che la FIFA non aprirà mai più la propria governance o le proprie competizioni alla proprietà privata.
Nessuno dovrebbe avere dubbi: la UEFA e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione.
Ci sono momenti in cui le istituzioni vengono giudicate non per ciò che sono disposte ad accettare, ma per ciò su cui si rifiutano di scendere a compromessi. Questo è uno di quei momenti.
Ci sono cose semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo FIFA appartiene al calcio. È sempre stato così e sarà sempre così. E finché l’Europa avrà una voce, non sarà mai in vendita".










