Ad Atene si parla di neurofisiologia, Haaland e legamenti crociati da aggiustare
Esiste qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che il XXXIII Congresso Internazionale Isokinetic faccia tappa ad Atene. Non è solo una questione geografica, ma quasi un ritorno culturale alle origini della medicina e dello sport, là dove Ippocrate iniziò a osservare il corpo umano con metodo e curiosità scientifica e dove nacquero i primi giochi olimpici moderni.
Sabato 18, domenica 19 e lunedì 20 aprile il Megaron Athens International Conference Centre diventerà così il crocevia globale della traumatologia sportiva, ospitando l'edizione intitolata “Return to Performance”: un titolo che suona come una promessa, ma anche come una dichiarazione di intenti.
Per Isokinetic, che proprio ad Atene ha aperto una nuova sede nel dicembre 2024, si tratta di un doppio ritorno. Da un lato, quello alla culla della medicina occidentale, dall'altro, al mondo greco che fin dall'inizio della sua avventura, nel lontano 1987, ispira il suo stesso logo.
Ma il Congresso, presieduto dal direttore del Gruppo Isokinetic, Francesco Della Villa, e dal Fifa Medical Director Andrew Massey, non sarà affatto un esercizio nostalgico. Al contrario, guarderà dritto al futuro mettendo insieme numeri di tutto rilievo: 250 relatori, 101 sessioni, oltre 600 contributi scientifici e 2.000 partecipanti in arrivo da 80 Paesi. Una vera e propria Olimpiade della conoscenza applicata allo sport.
Il focus principale sarà sulla medicina sportiva del calcio, con una significativa finestra aperta sul mondo dei canestri della NBA.
In questo contesto Isokinetic presenterà studi sviluppati insieme all'Università di Bologna e all'Istituto Ortopedico Rizzoli diretto dal Professor Stefano Zaffagnini. Al centro del dibattito uno degli incubi più ricorrenti per chi pratica sport ad alto livello: la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio.
Ma l'approccio è tutt'altro che tradizionale. L'obiettivo è infatti approfondire il legame tra biomeccanica e neurofisiologia, due mondi che sempre più spesso dialogano tra loro, per comprendere non solo come si verifica un infortunio, ma anche come prevenirlo.
Proprio sul terreno della neurofisiologia si inserisce uno degli interventi più attesi del Congresso: quello del professor Geir Jordet della Norwegian School of Sport Sciences. Il suo lavoro ha aperto prospettive affascinanti sullo "scanning neurologico", uno strumento che misura la capacità di un calciatore di raccogliere informazioni visive prima di entrare in possesso del pallone. In termini concreti: quante volte un calciatore distoglie lo sguardo dalla sfera nelle frazioni di secondo che precedono una giocata. Può sembrare un dettaglio e invece è una chiave di lettura decisiva. Studiando tale parametro Jordet ha dimostrato come i giocatori più performanti siano anche quelli che "leggono" meglio il contesto di gioco. Tra gli esempi più eclatanti c'è quello di Erling Haaland, il fuoriclasse norvegese, colosso del Manchester City e della Norvegia già qualificata al Mondiale americano, capace di interpretare lo spazio con una sensibilità quasi da centrocampista.
Questa abilità non è solo funzionale alla performance, ma può avere un impatto diretto anche sulla prevenzione degli infortuni: un atleta che legge meglio il gioco è anche più preparato a gestire i movimenti, a evitare situazioni di rischio, a coordinare in modo più efficiente corpo e mente.
“L'obiettivo è quello di trovare un punto di incontro tra medicina e performance, individuando un equilibrio possibile in quello che è un terreno di rischio”, dice Francesco Della Villa, direttore scientifico di Isokinetic Medical Group.
Il Congresso Isokinetic diventa così una piattaforma per costruire il futuro della medicina sportiva. A testimoniarlo non è solo la presenza di luminari del calibro di Seth Sherman della Stanford University e di Daniël Saris della Mayo Clinic, ma anche la scelta di dedicare sette premi ai giovani ricercatori, i "Next Gen Leader", pensati per valorizzare le nuove generazioni di studiosi e professionisti.
Ad Atene sarà presente anche Gianni Nanni, storico responsabile dello staff sanitario del Bologna di Saputo, che porterà un altro pezzo di bolognesità alla tre giorni di studi.
“Return to Performance” è precisamente questo: un viaggio che parte dall'antica Grecia e arriva fino agli stadi della Champions League, passando per laboratori, università, centri di ricerca e il know-how ormai quarantennale di Isokinetic. Perché se è vero che lo sport cambia è altrettanto vero che la ricerca del movimento perfetto resta, da sempre, la stessa. Anche, e soprattutto, dopo un infortunio.












