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Basket Under 15

4° Trofeo della Patrona: Emilia-Romagna in finale con la Lombardia

In foto: Un momento dell'incontro tra Emilia-Romagna e Marche
Un momento dell'incontro tra Emilia-Romagna e Marche
di
Icaro Sport
   
Tempo di lettura 7 min
Tempo di lettura 7 min

Sarà nuovamente Emilia Romagna-Lombardia l’ultimo atto del “4° Trofeo della Patrona”, manifestazione per selezioni regionali maschili Under 15 che terminerà domani, domenica 13 settembre, nei comuni di Alto Reno Terme e Lizzano in Belvedere.

Le due semifinali sono state molto emozionanti, con la Lombardia che ha battuto il Veneto, al termine di una partita spettacolare, all’ultimo secondo, con una tripla e l'Emilia-Romagna che ha avuto ragione del Lazio, “vendicando” la netta sconfitta subita al “Fabbri” nello scorso gennaio.

PROGRAMMA DOMENICA 13 SETTEMBRE

Finale 7°-8° Ore 9.00 Lizzano in Belvedere: Toscana - Marche
Finale 5°-6° Ore 9.15 Porretta Terme: Piemonte – Friuli Venezia Giulia
Finale 3°-4° Ore 15.00 Porretta Terme: Veneto - Lazio
Finale 1°-2° Ore 17.15 Porretta Terme: Lombardia – Emilia Romagna

PIEMONTE-TOSCANA 70-64 (23-18; 35-39; 47-54)

Piemonte: Schiavon, Cravero, Moia 1, Cavagna 25, Stuardi 11, Zucca 4, Fissore, Rainelli, Fiore 2, Stellari 11, Diouf 5, Toselli 11. All. Coraluzzo.

Toscana: Panichi 6, Meini 15, Filippeschi 7, Casetta 10, Pieroni 5, Burchielli 2, Cheffey, Matteoli 5, Salvatori 2, Prampolini 4, Poli, Giannetti 8. All. Corbinelli.

Il Piemonte riscatta il passo falso contro la Lombardia e, trascinato dai 25 punti di un tarantolato Cavagna, piega 70-64 la Toscana in un match dalle mille emozioni, guadagnando così l’accesso alla finale per il quinto posto. Proprio Cavagna, segnando 12 dei primi 13 punti piemontesi in soli 4’, ha spinto i suoi fino al +9, in un avvio di gara giocato a ritmi altissimi anche a scapito delle percentuali al tiro e delle palle perse. La reazione toscana non ha però tardato e ha portato nella seconda frazione fino al controsorpasso suggellato dalle bombe di Burchielli e Pieroni. Un vantaggio che la formazione di coach Corbinelli ha poi saputo tenersi stretto anche in un terzo quarto in cui si è segnato con il contagocce e i biancorossi hanno a loro volta toccato le nove lunghezze di vantaggio, respingendo ogni tentativo di rimonta dei piemontesi e lavorando bene sotto le plance d’attacco. Anche sul -9, a meno di dieci minuti dalla fine, sotto i colpi di un ispirato Meini, la squadra guidata da Adriana Coraluzzo non ha mai gettato la spugna ed è stata premiata, perché la Toscana, proprio nel momento chiave, ha nuovamente smarrito la via del canestro, mentre il Piemonte ha ritrovato il miglior Cavagna, che assieme a Stellari e Stuardi, ha segnato i punti valsi il successo piemontese.

MARCHE-FRIULI VENEZIA GIULIA 78-86 dts (19-15; 35-37; 58-56; 75-75)

Marche: Zucconi 4, D’Astore, Amagliani 3, Ologbo 1, Gasparini 6, Baioni 11, Cinalli 23, Filonzi 2, Catozzo, Rossi 19, Carnevale 9, Bitocchi. All. Bartoli.

FVG: Baici 9, Wang 7, Bernardi 1, Gusparo 19, Grandene 2, Micalich, Cinat 4, Zuliani, Barel 17, Braida, Faelli Bernal 23, Stanojevic 4. All. Crosetta.

Quante emozioni al PalaItis e alla fine a festeggiare è stata la formazione in maglia blù, quella del Friuli Venezia Giulia. Le Marche, che avevano sostituito due atleti persi ieri per infortunio, non hanno demeritato, ma hanno sciupato troppe occasioni e dovranno spostarsi domani a Lizzano, per la finale 7°-8° posto. Primi venti minuti decisamente equilibrati: partiva leggermente meglio il Friuli Venezia Giulia, ma, al massimo, con un possesso di vantaggio, poi Baioni e compagni prendevano l’inerzia chiudendo la prima frazione sul +4 (19-15) e mantenendo la testa fino alle ultimissime curve del secondo quarto (31-26 al 18’). I ragazzi di coach Crosetta, però. erano cinici nel punire qualche errore di troppo delle Marche e riuscivano, grazie ad una tripla di Wang, dall’angolo, allo scadere, ad andare al riposo in vantaggio (35-37). Terzo periodo praticamente fotocopia del primo, con minimi vantaggi da una parte e dall’altra. Poi, l’incredibile: parziale di 0-13 con Faelli Bernal in evidenza e 58-69 dopo duecento secondi dell’ultimo quarto. Time out Marche e la situazione si rovesciava con un controbreak di 12 a 0 (70-69, canestro di Rossi). Da batticuore gli ultimi secondi, con Faelli Bernal che falliva due tiri liberi e la tripla della vittoria del play Baioni che veniva sputata dal ferro. L’occasione persa bloccava i ragazzi di Pentucci che non segnavano per quattro lunghissimi minuti e così, il FVG, con nove punti consecutivi, metteva la partita in cassaforte.

LOMBARDIA-VENETO 108-107 (34-16; 59-46; 88-77)

Lombardia: Montrasio 10, Chiapparini 11, Santonastasi, Ratti 18, Iovino 5, Scimia 27, Pagnoncelli 8, Croce 16, Sylla 4, Bianchetti 3, Taverna 2, Conti 4. All. Semoventa.

Veneto: Petrelli 8, Vettorello 2, Ruggiero 30, Pizzato 12, Zattoni 14, Eguasa 20, Cortese 2, Folegotto, Tosetto 5, Vettori 2, Bacchin 12, Zanotti. All. Salvato.

La Lombardia piega il Veneto 108-107 in un match che resterà scolpito negli annali del Trofeo della Patrona e prenota un posto nella finale di domani. A mettere la firma su questa vittoria ci ha pensato Lionel Scimia, autore di 27 punti, ma soprattutto della tripla che, a 7” dalla fine, ha tolto le castagne dal fuoco e gelato un Veneto che era stato capace di rimontare dal -25 e spingersi fino al +5 ad una manciata di secondi dalla fine, prima di dilapidare tutto. Ai ragazzi di coach Salvato, alla fine non sono bastati i 30 punti di Ruggiero e i 20 di Augustine Eguasa. Grazie a una difesa tentacolare e a una perfetta conduzione del contropiede, la Lombardia ha subito preso in mano le chiavi del match e spinto sul pedale dell’acceleratore arrivando persino a toccare il +20 (34-14), prima del suono della prima sirena (34-16 al primo mini-intervallo). Montasio ha poi fatto il resto e propiziato l’altra mini-spallata che, in avvio di seconda frazione, ha spinto la selezione di coach Semoventa addirittura sul +25 (52-27). L’ingresso in campo di Augustine Eguasa e la crescita di Ruggiero hanno, però, improvvisamente cambiato il volto del match: grazie a un 15-1 di parziale, infatti, il Veneto è riuscito a rimettersi in carreggiata tornando anche in singola cifra di svantaggio, prima di rientrare in spogliatoio sotto 59-46. Una forbice che non ha comunque smorzato la voglia di impresa dei ragazzi di Salvato che, anche al ritorno in campo, hanno continuato a tenere la scia della Lombardia, che a sua volta – nonostante uno Scimia decisamente ispirato – non è mai riuscita ad assestare il colpo del ko. Preludio ad un quarto finale in cui il Veneto è salito ulteriormente di colpi e – sempre sulle ali di Ruggiero ed Eguasa – è riuscito a coronare il suo inseguimento mettendo addirittura la testa avanti grazie a Tosetto. Sul 107-102 sembrava ad un passo dal materializzarsi un’impresa clamorosa, ma la Lombardia ha tirato fuori tutto il suo orgoglio, rispondendo con la tripla di Crotone e poi con quella decisiva di Scimia, arrivata dopo una palla persa sanguinosa su rimessa del Veneto e valsa il successo.

EMILIA ROMAGNA-LAZIO 90-77 (28-24; 47-48; 70-58)

Emilia-Romagna: Frignani (Vis 2008 Ferrara) 11, Rota (Reggiana), Secchiaroli (Virtus Bologna) 1, Ruggeri (I.B. Rimini) 6, Bragaglia (Virtus Bologna) 21, Longo (BasketReggio) 10, Fascetti (Virtus Bologna) 9, Zahora (Reggiana) 21, Dragotto (Vis
2008 Ferrara) ne, Vasini (Fulgor Fidenza) 9, Squadrani (I.B. Rimini), Tartari (Reggiana) 2. All. Catrambone.

Lazio: Marmari 10, Panella 3, Romeo 13, Tavone 8, Costantini 10, Lapietra 11, Volpe 4, Zampetta 4, Capanna 1, Natoli 6, Capaldo Corsi, Balletta 7. All. Fanciullo.

L’Emilia-Romagna conferma il suo percorso di crescita, superando con pieno merito il Lazio. Chiave della partita, probabilmente, la superiore atleticità dei ragazzi della nostra regione che, alla distanza hanno dominato una selezione che, soltanto 9 mesi fa, ci aveva schiacciato. Da segnalare le 4 triple di Zahora e la prestazione superlativa di Bragaglia, che ha sempre avuto una marcia in più sia davanti che dietro.

La cronaca: si partiva a ritmi forsennati, con minimi vantaggi da una parte e dall’altra. Bragaglia e Frignani, in attacco, si mettevano in evidenza, mentre il Lazio trovava linfa da più giocatori, con lo spauracchio Costantini ben limitato dalla difesa locale. Nella seconda frazione, l’Emilia-Romagna provava a scappare (32-26 al 12’), ma gli ospiti erano sempre bravi a reagire (Marmari e Romeo molto bene) ed operavano il sorpasso negli ultimi secondi, nonostante le tre triple realizzate da Zahora (47-48 al 20’). La svolta la dava Fascetti a metà del terzo periodo: cinque punti consecutivi ribaltavano la sfida e poi era Zahora a colpire dalla lunga distanza per il 66-58 del 29’, che si trasformava in 70-58 alla terza sirena. Erano i colpi del ko, perché il Lazio non riusciva a riprendersi, mentre i padroni di casa erano su tutti i palloni, chiudendo, virtualmente, la semifinale, sull’ennesima conclusione dai 6.75 di Zahora per l’84-67.

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