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PRESENTAZIONE IL 31 LUGLIO

Fortezza di San Leo, rinnovato il percorso comunicativo. E c'è una nuova mostra

In foto: Fortezza San Leo
Fortezza San Leo
di
Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
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Venerdì 31 luglio 2026 alle 17:30 vengono ufficialmente presentati i nuovi apparati comunicativi che, a partire da una nuova identità visiva, riformulano il percorso di visita della Fortezza di San Leo, orientato a una piena accessibilità cognitiva e pensato per invitare il visitatore ad esplorare la complessità del monumento. È questo il primo risultato di un più ampio progetto di valorizzazione promosso dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, e realizzato in collaborazione con il Comune di San Leo e FrameLAB – Multimedia & Digital Storytelling, laboratorio di ricerca del Dipartimento di Beni Culturali Università di Bologna.

«Con il nuovo progetto museografico la Fortezza di San Leo compie un importante passo nel proprio percorso di valorizzazione - commenta Luigi Gallo, Direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza capace di accompagnare il pubblico attraverso i momenti più significativi della storia del monumento e del territorio, offrendo strumenti di orientamento e di lettura che rendano più accessibile, dal punto di vista cultuale e cognitivo, un patrimonio di straordinaria ricchezza. La Fortezza è uno dei complessi monumentali più visitati dell’Emilia-Romagna, con oltre 66 mila ingressi nel 2025, ma la sua storia si è stratificata nel tempo senza un sistema unitario di racconto"

Il sistema di comunicazione, bilingue, è caratterizzato da testi sintetici e narrativi, mappe di orientamento e QR code che permettono di accedere ad approfondimenti sulla storia della Fortezza e che, nelle successive fasi del progetto, sono destinati ad arricchirsi progressivamente con contenuti multimediali (video, ricostruzioni 3D, audionarrazioni, gallerie di immagini, ecc.). Per rendere ancora più accessibile la visita, l’intero percorso è stato organizzato attraverso un sistema cromatico che consente di strutturare le informazioni nei pannelli in tre grandi ambiti tematici: Paesaggio e territorioStoria e architettura e Personaggi.

Il racconto della monumentale e stratigrafica rete di tradizioni, informazioni e memorie culturali si articola attraverso le tre piazze d’armi e il conseguente passaggio ai piani superiori. Dal paesaggio visibile dalla prima piazza d’armi - primo dei cinque punti di osservazione in cui, attraverso il paesaggio la geografia diventa occasione di conoscenza storica - si passa alla seconda piazza da cui si accede ai due torrioni, l’uno dedicato a Federico da Montefeltro e alle novità introdotte da Francesco di Giorgio Martini nell’architettura e nell’arte della guerra, il secondo alla fragilità della rupe e alla ricostruzione della parte di fortezza crollata grazie all’intervento di Giuseppe Valadier a fine Settecento. Il passaggio alla terza piazza, conduce al grande edificio su più livelli, il palatium che, trasformandosi nel tempo, ha ospitato vescovi e imperatori, i signori delle corti dal ‘300 al ‘500, e infine i castellani e i prigionieri dello stato pontificio. Al suo interno, al primo livello, si ritrova il breve percorso, realizzato negli anni Novanta del secolo scorso, dedicato a streghe, torture e inquisizioni, rivisitato nei contenuti in questa occasione.

A seguire, si sale ai livelli superiori accedendo al MusLeo dove, con contenuti multimediali, si ripercorrono le vicende del monumento e dei personaggi che lo hanno abitato. Passando per le celle papaline, si arriva all’ultimo piano, dove è possibile vedere la collezione di armi antiche e la restituzione storica e iconografica della presa di San Leo da parte dello Stato Pontificio con un esercito guidato dalla famiglia de’ Medici. Al medesimo piano si trova la sezione dedicata a Cagliostro - il più celebre tra i detenuti della Fortezza - e un’ultima sala con installazioni sonore dedicata ai “Suoni e voci di San Leo”. Si ridiscende infine sino alla cella di Cagliostro e a quella di Felice Orsini, accendendo così un focus sul Risorgimento.

Due sale della Fortezza sono destinate a ospitare mostre temporanee dedicate all’arte contemporanea e ai temi legati al territorio, rendendo il museo uno spazio dinamico e aperto a nuove progettualità. La prima di queste esposizioni, che coincide felicemente con la presentazione del nuovo percorso, sarà la mostra Sguardi sul paesaggio, che verrà presentata lo stesso 31 luglio. La mostra nasce dall’omonimo contest fotografico promosso nell’ambito delle attività per l’adeguamento del Piano Paesaggistico Regionale e raccoglie una selezione di sessanta immagini, scelte tra le oltre 2000 partecipanti, che raccontano la straordinaria varietà dei paesaggi tutelati emiliano-romagnoli, dalle montagne appenniniche alle aree costiere, dai borghi storici ai luoghi modellati nei secoli dall'interazione tra uomo e natura. 

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