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domenica 5 febbraio 2023
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Calcio Promozione

S. Ermete, il portiere Barbanti crede nella forza del gruppo

di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 15 nov 2022 20:03 ~ ultimo agg. 20:04
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In un campionato dove si soffre in silenzio ci sono quelli che facilmente si mettono in vetrina a suon di gol e quelli che rimangono dietro sventando pericoli da ogni parte, anche se in certe maledette domeniche occorre alzare a malincuore bandiera bianca. I riflettori di questo S. Ermete si concentrano sulla maturità e sulla crescita della squadra. Nell’ultimo turno, allo “Stadium” non è arrivata la vittoria ma la compagine di Mancini ha raggiunto il quinto risultato utile di fila. È vero, i pareggi sono stati cinque, la classifica si muove a piccoli passi, le inseguitrici ora si avvicinano, mentre i vicini che fino a ieri vivevano sullo stesso pianerottolo provano ad allontanarsi.

Di sicuro ci sarà da lottare e il S. Ermete di questa stagione vive e passa anche attraverso i guantoni del suo portiere Giacomo Barbanti. Il classe 94’ cresciuto nel settore giovanile del Rimini si è diviso tra Eccellenza e Promozione Romagna facendo tappa anche nella Promozione Marchigiana, esattamente tra le fila del Valfoglia. Giacomo raggiunto telefonicamente si alimenta con un semplice click. Parla come un fiume in piena dimostrando piacevole disinvoltura e autorevolezza quasi a guidare in cabina di regia la linea difensiva, in questo caso, l’intervista. La sua esperienza vissuta e passata lo aiutano a guardare con estrema fiducia il presente tanto che è lui stesso a prendere da subito la parola: “Il nostro è un momento particolare. All’inizio dovevamo conoscerci, ora sappiamo chi siamo. La squadra gioca con maggiore sicurezza, ha un approccio certamente diverso alla partita e sbaglia pochissimo. Le scuse potevano valere per il primo mese di campionato, ora il tempo ha permesso di conoscerci, di guardare e credere nelle nostre capacità La squadra non è assolutamente da zona play out semmai da play off. Le parole non contano, servono fatti e per riuscire nell’intento innanzitutto dobbiamo crederci e infine lavorare duramente per raggiungere il nostro obiettivo”.

Barbanti ha le idee molto chiare ma è sicurissimo sulla forza del gruppo: “La nostra è una squadra valida. I miei compagni conoscono il mio pensiero, spesso parlo con loro proprio di questo. La classifica è molto corta, bastano due vittorie per stravolgere la nostra posizione e puntare a una svolta importante. Possiamo entrare nei play off oppure arrivare a ridosso perché è questo che noi tutti possiamo fare. Arrivo dalla bellissima esperienza vissuta nel precedente torneo con il Torconca. Dopo le prime quattro giornate di campionato, lo scorso anno eravamo ultimi a quota zero punti. Nessuno avrebbe puntano un gettone su di noi, eppure siamo arrivati secondi e abbiamo perso la finale play off con il Gambettola, non a caso la squadra più forte di questo torneo come lo sono anche Sampierana e Novafeltria. Dietro, a vedere oggi la classifica, vige un enorme equilibrio”.

La partita col Misano ha messo in mostra una squadra che è migliorata nelle fasi elencate da Barbanti, ma la “pareggite” non aiuta. Una partita certamente non bella da vedersi con entrambe le compagini che si sono studiate cercando la vittoria con la prodezza o la giocata del singolo: “I punti muovono la classifica. In questo momento siamo una squadra che ha dimostrato di potersela giocare con chiunque dando del filo da torcere alle prime due della classe che hanno vinto contro di noi soffrendo. I miei compagni sanno il mio pensiero. Io credo che per vincere le partite occorra essere più cattivi in zona offensiva ma soprattutto tirare in porta. Ecco, credo che è qui che noi dobbiamo ancora migliorare. In determinate situazioni del match occorre il coraggio, quello che ti permetta di prendere palla e provare la conclusione anche dalla distanza perché cosi facendo inizia a prevalere l’autostima che successivamente porta a credere nelle proprie capacità”.

Barbanti ha militato anche in un torneo diverso come quello di Promozione Marche, dove a Rio Salso, la squadra era trascinata da un grande pubblico e le responsabilità si sentivano maggiormente: “L’esperienza nelle Marche mi ha portato a trovare un equilibrio interno. In alcune piazze è facile passare da campione a bidone, ricordo ancora oggi che in occasione di un rigore parato in una partita decisiva divenni una sorta d’idolo per il paese. Il pubblico aiuta ma l’importanza vera è propria è sentirsi bene nell’ambiente dove si lavora. Io sono stato in tante società e non ho rimpianti, sono stato bene dappertutto. Cito le mie ultime due esperienze, quella di Torconca e ora questa di S. Ermete. Il pubblico non è stato e non è quello di piazze maggiori ma a fare la differenza sono i club. In queste due società ci sono dirigenti che ti mettono nelle condizioni di giocare tranquillamente facendoti divertire e stare bene. Per questo credo che il. S. Ermete, può e deve provare a risalire la china perché qui ci sono le condizioni per fare calcio e raggiungere determinati obiettivi”.

Un portiere in grado di guardare al futuro: “Io credo che il calcio moderno ti permetta di essere più partecipe al gioco. Dalla porta è possibile leggere la partita, fare una disamina precisa capendo le difficoltà della squadra. L’approccio e l’attenzione e soprattutto la mentalità sono cambiati. Lavorando e credendo in noi possiamo farcela perché siamo un gruppo unito che ha compreso solo parzialmente la propria forza ma se dovesse arrivare una vittoria, sono sicuro che potremo finalmente e definitivamente sbloccarci”.

L’appuntamento con i tre punti è solo rimandato e l’attesa aiuta a gustare il momento per poi prendere l’abitudine.