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domenica 29 gennaio 2023
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Amarcord biancorosso

Rimini-Torres del gennaio '89... e quel gran gol di Mosconi

di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 9 nov 2022 21:13 ~ ultimo agg. 10 nov 13:56
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Un Rimini-Torres che ricordo con piacere è quello di metà gennaio del 1989. Campionato disgraziato di serie C: ultimo posto con 15 punti in tutto un campionato. In panchina cominciò Osvaldo Jaconi, poi ci provò Loris Pesaresi e infine chiuse di nuovo Jaconi, ma non ci fu niente da fare. Ultimi e retrocessi in un campionato che vide tre isolane nelle prime quattro, col Cagliari promosso, davanti al Foggia, poi Palermo e Torres. Appunto.

Si cominciò proprio da Sassari e subito un ko: 3 a 0. Seguirono quattro pareggi e poi il 3 a 0 al Francavilla. Ci si illuse un po’. Per la seconda vittoria bisognò attendere quasi Pasqua: 3 a 1 alla Salernitana. La squadra, un po’ così: Fabio Fabbri in porta (Finucci a far da secondo) l’illusione che Balesini scuola Milan potesse farci qualcosa, Osmani che collezionava convocazioni nelle nazionali giovanili e un misto di giocatori che sì, potevano fare di più.

Ricordo l’eleganza di Cristian Polidori, ma non segnava mai. Il Rimini-Torres che ricordo, in un campionato disgraziato, fu giocato in un freddo porco, con la nebbiolina invernale che ti assaliva e dal campo arrivavano sempre bastonate. Anche quel giorno. 4 a 0 per la Torres. Perché ricordare una sconfitta e un campionato fallimentare? Per un paradosso: quel Rimini-Torres propose uno dei più bei gol che siano mai stati segnati al Romeo Neri. Discesa di Gianfranco Zola sotto la tribunetta ora inagibile e marchiata Phonola, cross di sinistro morbido e calibrato, al centro dell’area l’attendeva Mauro Mosconi, il nostro stopper. Mauro non aveva piedi raffinati, era uno da battaglia e, se gli davi un centravanti da seguire ovunque, lui lo marcava e se non ci riusciva arrivava anche pesante sulle gambe. Un guerriero di quelli tosti. E allora cosa c’entrava un cross così perfetto dedicato a Mauro Mosconi? Niente. Appunto.

Invece Mauro Mosconi, che una manciata di giorni prima aveva compiuto 27 anni, caricò il destro e come un gancio d’incontro tirò una botta terrificante. Coordinato, potente, stilisticamente ineccepibile. La palla finì dove la nonna nasconde la marmellata ai nipotini. Fabio Fabbri rimase di sale. Il pubblico, abituato alle sconfitte di un campionato maledetto, ammutolì. Qualcuno, più di qualcuno, applaudì ironicamente. Io di gol così al Neri non ne ho più visti.

Cesare Trevisani

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