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Calcio Serie C

Rimini-Vis Pesaro, la vigilia di Marco Gaburro

In foto: Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.
Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura 7 min
Sab 15 Ott 2022 12:00 ~ ultimo agg. 29 Mag 23:15
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Il Rimini vuole continuare il suo ottimo momento, fatto di tre hurrà di fila tra campionato e Coppa Italia. Al “Romeo Neri” domenica arriva una rivale storica dei romagnoli: la Vis Pesaro, che in classifica ha 12 punti, uno in meno di Laverone e compagni, e che domenica scorsa ha superato 1-0 il San Donato Tavarnelle. Sarà “Giornata Biancorossa”, pertanto non saranno valide le tessere stagionali.

Calcio d’inizio alle ore 14:30 (diretta su Radio Icaro).

Il Rimini arriva alla sfida con la Vis forte di tre vittorie di fila. “Ci arriviamo bene perché stiamo facendo un percorso secondo me importante dal punto di vista della crescita di squadra e dell’identità – attacca l’allenatore del Rimini F.C., Marco Gaburro -. Vedo la squadra anche in settimana crescere costantemente. Poi il campo è sempre il frutto di quello che vai a fare. Poi, tra l’altro veniamo da risultati diversi, ottenuti anche in maniera diversa, quindi penso che questa cosa ci abbia allenato sia per quanto riguarda la fase difensiva, per quanto riguarda la capacità di saper resistere in momenti difficili, sia nella capacità di costruire e far gioco in altre situazioni e contro altri avversari. Quindi sono fiducioso da questo punto di vista, è chiaro che poi bisogna sempre confermarsi e siam qua per quello. È una partita in casa molto delicata perché l’avversario è un avversario che secondo me sta bene, è un avversario che gioca un buon calcio, è un avversario propositivo, è un avversario che ha delle idee chiare, a prescindere dal modulo che penso possa cambiare con una certa facilità, ha dei principi molto chiari. Questo su un campo come il nostro che è un campo veloce, un campo sintetico, porterà ad una partita molto vivace con molte situazioni nelle diverse aree”.

Squadra che vince e rivince (vista la conferma a Gubbio dell’undici schierato contro l’Alessandria) non si cambia? “Dire che squadra che vince non si cambia sarebbe mancanza di rispetto verso gli altri componenti della rosa, che sono molto molto validi e stanno lavorando nella stessa maniera con la quale sta lavorando chi ha avuto la fortuna di giocare tutte e due le partite. E quindi è dura durante la settimana perché è una gara a resistere da parte loro perché sanno che hanno degli antagonisti molto bravi, di conseguenza chi va in campo cerca di tenersi il posto stretto. Ma io non penso mai a situazioni di titolarità e riserve in questa maniera così drastica come la vedete voi. Poi ci sono anche dei momenti nel calcio, bisogna sempre cercare di sfruttare quando qualcuno sta meglio rispetto agli altri, ma anche nell’arco del medio periodo, non soltanto del lungo periodo, c’è bisogno di tanti giocatori, non soltanto di alcuni. Quindi vediamo se manterremo la stessa squadra o se la ritoccheremo un po’. L’unica cosa certa che io ho detto ai ragazzi, e l’ho detta stamattina, quindi in tempi non sospetti, è che comunque nelle prossime tre partite ci sarà bisogno di più di undici giocatori perché per me una rosa come la nostra deve anche spalmare quelle che sono le energie per poter essere sempre aggressiva e sempre vivace, non soltanto partecipare alle partite, ma anche giocare con una certa intensità. Quindi, al di là di chi partirà o non partirà domani e di chi entrerà, di sicuro elle prossime tre partite parteciperanno dall’inizio e durante molti più giocatori di undici, questo è sicuro”.

Ci sarà qualche cambiamento già dalla prima delle tre gare in otto giorni? “La prima no, sarà eventualmente un turnover rispetto alla prima, a prescindere da chi giochi nella prima. Poi non mi piace neanche chiamarlo turnover. In ogni caso quelle sono cose che si vanno a valutare molto in base a come si esce dalla prima partita sia individualmente sia come prestazione. Quindi se si rinforza molto la squadra che gioca la prima partita nella seconda poi tante volte c’è da cambiare nella terza, se si cambia molto nella seconda poi la terza…, si va un po’ in lettura”.

Chi non ci sarà domani? “Gli stessi che mancavano domenica scorsa: Sereni, che non è ancora rientrato, Allievi, che sta accelerando ma non è ancora rientrato, Mencagli, che dovrebbe riaggregarsi la prossima settimana, e Lo Duca”.

Le ultime due vittorie cambiano le prospettive? Avete lanciato segnali al campionato? “Segnali secondo me importanti, soprattutto a noi stessi oltre che all’esterno. Però obiettivi no, gli obiettivi sono chiari da parte della società e da parte nostra: noi dobbiamo cercare di fare il meglio possibile e avvicinarci il prima possibile a quella che può essere una permanenza in categoria, possibilmente rimanendo sempre nella parte sinistra della classifica. Il resto poi si prende volentieri, non è che non si prenda. Però gli obiettivi non è che si cambino ogni settimana perché se no dopo due settimane li vai a cambiare di nuovo. Non è una cosa che funziona così. Io penso si lavori guardando avanti: siamo contenti di quello che è il nostro rendimento fino a questo momento, però io penso che questa squadra abbia dei margini ancora importanti. Quindi sono anche fiducioso che si possa crescere ancora parecchio. Poi che cosa significhi questo crescere non lo possiamo sapere adesso perché sono sempre gli avversari che devono cercare di metterti in difficoltà e di tirar fuori quelle che sono eventualmente i tuoi limiti. Noi finora abbiamo visto che abbiamo fatto punti, abbiamo visto che in alcune partite siamo andati in difficoltà, e quindi dobbiamo intanto pensare a crescere noi, poi il resto lo vedremo strada facendo”.

Ci sono margini dal punto di vista tattico o anche fisico? “La condizione viene giocando, quindi quella è normale che ci sia come margine, ma ce l’hanno tutti, anche gli avversari. Come conoscenza dobbiamo crescere. Abbiamo vissuto partite dove non in tutti i momenti della partita siamo stati in grado di essere all’altezza di quello che le situazioni chiedevano, abbiamo fatto tanta esperienza, ci siamo confrontati tanto, mi dà l’idea che la squadra stia crescendo su questo punto, però dobbiamo verificarlo un po’ in campo perché, ripeto, il margine secondo me c’è ed è tanto, però intanto lavoriamo sul presente e dobbiamo cercare di andare a fare un’ottima partita domani, anche perché solo con un’ottima partita si può battere la Vis Pesaro, che è una squadra che, ripeto, gioca anche un calcio diverso rispetto alle altre squadre di questo girone, è una squadra che ha un’ottima idea di costruzione dal basso, è una squadra che attacca la profondità con giocatori molto veloci. E quindi è una squadra da prendere con le pinze, lo dico spesso però in questo caso sono pinze diverse rispetto a quelle che sono servite in altre partite”.

Come a Lucca, il Rimini si confronta con un avversario, almeno sulla carta, della sua stessa fascia. “È chiaro che è una squadra completamente diversa dalla Lucchese. Fortunatamente giochiamo qui, che è un campo che conosciamo molto meglio di quello di Lucca, che era un campo molto al limite. Da questo punto di vista è un test importante, si potrebbe dire di maturità, ma secondo me non è la parola giusta perché la maturità la vai a cercare strada facendo, continuamente, cercando di crescere continuamente, e non sei mai di fatto del tutto maturo. Diciamo che è uno step importante, soprattutto per le partite che stiamo giocando in casa e che giocheremo in casa, per dimostrare soprattutto a noi stessi che abbiamo intrapreso un cammino deciso e importante”.

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