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Il sindaco: adeguare organici

Indice criminalità: Rimini seconda in Italia ma calano i reati denunciati

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
lun 3 ott 2022 12:24 ~ ultimo agg. 18:09
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La provincia di Rimini resta sul podio nella classifica nazionale relativa all’indice della criminalità redatto dal Sole 24 Ore. Anzi scala un posto. Con 5.502,3 denunce ogni 100mila abitanti è infatti seconda dietro a Milano e davanti a Torino. I numeri però evidenziano un calo dei reati: sono 18.536 quelli denunciati nel 2021, il numero più basso (a parte l’anno della pandemia, il 2020)  dal 1996. Rispetto al 2019 si registra una diminuzione del 7,3% mentre rispetto a 10 anni fa il calo è addirittura del 25%. Più denunce, evidenzia lo stesso Sole 24 Ore, non significa però meno sicurezza, ma propensione a denunciare e fiducia nelle forze dell’ordine. Il quotidiano parla poi anche dell’effetto dei flussi turistici con territori che diventano spesso bersaglio della micro-criminalità.

Nel dettaglio Rimini è prima per rapine (oltre 131 per 100mila abitanti, 444 denunce in totale), seconda per furti (2.702 ogni 100mila abitanti e 9.106 complessive) e furti con destrezza(444 ogni 100mila e 1497 totali), terza per furti con strappo (41,9 ogni 100mila abitanti e 141 complessive), quarta per furti in esercizi commerciali (186 denunce ogni 100mila abitanti e 629 totali) e per violenze sessuali (16 denunce per 100mila abitanti, 54 complessive). Da sottolineare anche le 73 denunce per estorsione (21,7 ogni 100mila) che portano la provincia al 12esimo posto in Italia. Non figurano invece denunce per associazione di tipo mafioso.

. la classifica completa


I numeri – commenta il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad testimoniano il grande lavoro fatto, ‘in casa’ e con pochi aiuti esterni, dal territorio sul fronte della sicurezza in un arco ultraventennale (si passa dai quasi 30mila reati del 1997 ai 18.538 del 2021) e allo stesso tempo segnalano la singolarità del nostro territorio, come rileva lo stesso ‘Sole 24 Ore’ in una nota specifica. Citando proprio l’esempio del territorio riminese, il quotidiano di Confindustria scrive: “Più denunce, però, non significa meno sicurezza. Innanzitutto perché la sicurezza urbana è influenzata anche dalla percezione stessa che ne hanno i cittadini. Ma anche perché i dati sulle denunce riflettono la propensione dei cittadini a presentarle, legata a diversi fattori: la differente ‘soglia del dolore’ della cittadinanza verso il crimine; il grado di fiducia nelle forze dell’ordine; la più o meno efficace presenza delle istituzioni sul territorio. A cui si aggiungono i flussi turistici: l’elevato passaggio di persone su un territorio diventa spesso bersaglio della micro-criminalità, ad esempio di borseggiatori attirati in loco dalla possibilità di ‘fare cassa’”.

Analisi corretta che incrocia peraltro le analoghe ricerche, pubblicate nel tempo dallo stesso organo d’informazione, in ordine ai flussi turistici consistenti che alterano il valore statistico reale. Nel 2019, il Sole 24 Ore aveva introdotto il calcolo della componente turistica. Rimini si trova nella parte virtuosa di questa classifica ponderata (insieme a Venezia, Aosta, Trento e Bolzano), tra le province più sicure del Paese, e ribaltando la solita graduatoria assoluta, ma il ragionamento da fare non è semplicemente statistico. I territori e le città ad alta concentrazione turistica e di ospitalità sono ancora di più diventati attrattori per la capacità di creare ricchezza, anche e soprattutto in periodi di estrema difficoltà, sociale e economica.

In questo senso restano alti i dati relativi alla microcriminalità predatoria a cui, da un anno a questa parte, va aggiunto il nuovo fenomeno delle cosiddette baby gang. Anch’esso con modalità simili a quelle della ‘cavalletta’ e legato evidentemente a territori ad alta intensità turistica.

Lasciando da parte le cifre, nella sostanza resta un grande tema: l’adeguamento permanente degli organici di Polizia a beneficio di una provincia come la nostra che ha caratteristiche uniche nel panorama italiano. Dal 1996, primo anno del rilievo statistico con conseguente (e poi ciclicamente ripetitivo) dibattito politico, ogni anno i Comuni riminesi sono costretti a pregare l’invio di rinforzi solo estivi, che in Riviera restano poco più di un mese. Un fatto che credo squalifichi prima di tutto lo Stato italiano, ‘colpevole’ di non valutare le peculiarità territoriali e provvedere ad esse. Una volta che sarà operativo il nuovo Governo chiederò, anche attraverso l’aiuto dei 5 parlamentari eletti nell’area riminese, un incontro con il nuovo Ministero dell’Interno e la sua dirigenza per avere certezze e prospettive non solo sulla Cittadella della Sicurezza, ma sul rafforzamento permanente delle forze di Polizia sul territorio. Il passaggio cruciale è questo e per questo è auspicabile finalmente l’armonia tra le istituzioni e i parlamentari eletti. In passato, infatti, non è accaduto raramente che il ruolo di rappresentante a Roma fosse vissuto come esponente di questo o quel partito, più interessato dunque a penalizzare mediaticamente, specie sul fronte della sicurezza, il Comune dal diverso orientamento politico amministrativo. Con il risultato paradossale che Comuni confinanti vedevano sui banchi dell’accusa alternativamente quella che era minoranza da una parte e maggioranza da questa e viceversa. Ora, se il tema della sicurezza è, a detta di tutti, una priorità, allora bisogna lavorare collegialmente per una soluzione prioritaria. Di questo ne trarrebbe beneficio, come segnala con acume il Sole 24 Ore, perfino il rapporto tra sicurezza reale e sicurezza percepita, spesso squilibrato ‘da campagne mediatiche che abbiano a oggetto il degrado e/o la criminalità esistente in un determinato territorio’. In ultimo, desidero ringraziare le forze dell’ordine di stanza sul territorio della provincia di Rimini perché a loro si deve gran parte di quell’attività preziosa che, anche quest’anno, ci ha permesso di migliorare le performance e l’ordine pubblico durante la stagione estiva“.

Tabella reati denunciati in provincia di Rimini 1996/2021 

ANNO TOTALE DELITTI DENUNCIATI

PROVINCIA DI RIMINI

1996 28.688
1997 29.657
1998 26.319
1999 19.421
2000 19.433
2001 19.277
2002 19.888
2003 23.507
2004 22.729
2005 23.032
2006 24.126
2007 26.521
2008 22.438
2009 22.500
2010 20.235
2011* 23.054
2012 24.681
2013 26.741
2014 26.631
2015 26.136
2016 24.261
2017 23.448
2018 21.799
2019 19.994
2020 (anno lockdown Covid) 15.642
2021 18.538

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