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domenica 29 gennaio 2023
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I voti dei biancorossi

Gubbio-Rimini 1-2, le pagelle di Cesare Trevisani

di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 9 ott 2022 20:12 ~ ultimo agg. 10 ott 14:24
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ZACCAGNO 7,5. Pomeriggio di gran lavoro perché il Gubbio ha preso subito due schiaffoni ma resta sempre vivo. Stoppa Mbakogu, si prende fallo sul gol annullato, è prodigioso su Bonini nel finale di tempo. Ripresa sullo stesso tono, sempre sicuro, poi uno sgorbio su rinvio innesca la ripartenza del Gubbio che porta al gol del Gubbio. Sveglissimo coi piedi nel finale a sbrogliare un retropassaggio ardito di Tofanari. Bravo!

LAVERONE 6,5. Molta sostanza in ogni frangente, chiusure a tempo e la tendenza ad accentrarsi per aiutare in mezzo. Meno del solito in proiezione offensiva, anche perché il Gubbio carica sempre a testa bassa.

PIETRANGELI 7. Mbakogu è grosso e si muove parecchio; il nigeriano è un cliente complicato che per mezz’ora merita attenzione assoluta. Poi il granatiere biancorosso lo soverchia e lo toglie dal campo, quindi si dedica a coprire molto fronte difensivo con chiusure sempre tempestive. Prova a metterci una pezza sul gol del Gubbio, ma infila la sua porta. Altra prestazione da copertina.

PANELLI 7,5. Deve gestire un giallo severo preso in avvio e allora risparmia le uscite dalla linea per occupare la posizione. Anche per lui un pomeriggio gran lusso. Non sbaglia mai e ringhia generosamente in tutta l’area.

REGINI 6,5. Arena è un problema, anche perché da quella parte i piccoletti rossoblu sono tanti, vanno tutti veloci e cascano spesso. Soffre a lungo, ma senza aprire falle. Nella ripresa sembra aver domato tutti e invece alla fine ricominciano le sofferenze, dalle quali esce sempre.

DELCARRO 6,5. Ruba la palla che origina il vantaggio riminese e mantiene sempre un livello alto nell’interdizione e nelle ripartenze. Finché resta in campo il Rimini riesce a difendere alto ed è soprattutto un suo merito. Nel cuore della ripresa lascia a Rossetti.

PASA 6,5. Mestiere e solidità per un’ora da gran cerimoniere. L’arbitro gli perdona un ‘mani’ un po’ dubbio. Poi stoppa Vazquez nel cuore dell’area e vale un gol. L’arrivo in campo di Tanasa dovrebbe liberarlo un po’, ma non riesce a venirne fuori troppo spesso.

TONELLI 7. Una mezzala ruba e l’altra conclude, la partenza shock del Rimini è in questo atteggiamento e lui è puntuale nello schiodare il punteggio subito all’inizio. Poi la gara diventa una battaglia e cerca di mettere ordine. Ci riesce quasi sempre.

GABBIANELLI 6,5. Origina il vantaggio aspettando l’inserimento di Tonelli, poi progetta e sigla il raddoppio, buttandosi a sinistra per la superiorità numerica e chiudendo col suo sinistro. Si perde un po’ nella rumba che si scatena in campo, ma il più l’aveva fatto. Lascia quando il livello fisico diventa complicato.

VANO 6. Ritmi e spazi della gara lo tagliano fuori dalla manovra quando il Rimini è costretto dietro dalla rabbia rossoblu. Poco presente sui tanti angoli eugubini. Dovrebbe attenuare un po’ la sua fallosità, ma va detto che l’arbitro ce l’ha nel mirino e non gli perdona niente. Lascia a dieci dalla fine dopo mille botte, date e prese.

SANTINI 6,5. Il doppio vantaggio immediato isola un po’ gli attaccanti. Allora si dedica al lavoro sporco e lo trovi in tutte le mischie e anche a dar manforte dietro. Quando agisce da centravanti aumenta il suo fatturato nella vittoria biancorossa con una gestione di palla più efficace.

TANASA 6. Si piazza davanti alla difesa e costringe l’arrembaggio avversario a prendere strade larghe sulle fasce.

ROSSETTI 6. Porta tutta la sostanza che serve in un momento della partita nella quale pur sul doppio vantaggio sembra servire un niente per rimettere tutto in equilibrio.

PISCITELLA 6. La sofferenza chiede ripartenze per essere lenita, ma non arrivano per demeriti di squadra e un po’ suoi.

TOFANARI SV. Entra per chiudere gli spifferi sul fianco destro. Un brivido quel retropassaggio che mette a rischio il risultato.

GIGLI SV. Impatta bene sulla partita e si sente il suo apporto. È attento nelle sfide con palla a terra perché la sensazione è che basti niente al Gubbio per cascare e all’arbitro per fischiare.

Cesare Trevisani

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