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domenica 3 luglio 2022
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Calcio Serie D

Rimini-Lentigione, la vigilia di Gaburro, che parla anche del suo futuro

In foto: Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 7 minuti
sab 21 mag 2022 12:20 ~ ultimo agg. 22 mag 13:08
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Rimini-Lentigione chiuderà domani (domenica) la regular season dei ragazzi di Gaburro. Una partita che avrebbe potuto suscitare ben altro pathos se Tanasa e compagni non avessero già la matematica certezza del primo posto. Un confronto comunque tra due squadre che insieme hanno fatto 167 punti in 74 partite giocate, 37 a testa (87 i romagnoli, 80 gli emiliani, con una media punti vertiginosa per entrambe). Per i tifosi biancorossi sarà l’occasione per festeggiare la promozione in Serie C e mostrare a tutt’Italia (la gara sarà trasmessa in diretta su Sportitalia) il ritrovato amore della città nei confronti del club del presidente Rota. E per favorire l’afflusso di pubblico la società propone biglietti a un euro in tutti i settori tranne centrale e centralissima (per i quali il costo è di 5 euro). I giocatori biancorossi riceveranno anche la Coppa per la vittoria del campionato.

All'”Immergas Green Arena” di Sorbolo il 23 gennaio scorso il Rimini si impose 2-0 grazie all’uno-due dal dischetto di Gabbianelli e Piscitella in sei minuti, tra il 16′ ed il 22 della ripresa.

“Avevo detto ai ragazzi che l’obiettivo nostro era che il campionato durasse 37 giornate e non 38 – attacca l’allenatore del Rimini F.C., Marco Gaburroperché sia che il Lentigione fosse coinvolto direttamente nella promozione sia che quella partita fosse decisiva ai fini di un eventuale aggancio del Ravenna sarebbe stata comunque una partita molto difficile dal punto di vista tecnico, e quindi dovevamo far di tutto per chiudere il campionato alla penultima, e così siamo riusciti a fare. In un campionato dove tre squadre superano gli 80 punti non è affatto scontato che questo possa succedere. Sicuramente abbiamo tenuto una media punti altissima e abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Questa è l’ultima partita, che però alla fine poi rimane, cioè non fa parte della coda del campionato, come può essere considerata la Poule Scudetto, ma è una partita come tutte le altre. E alla fine chi segna domani avrà qualche gol in più nella classifica dei cannonieri e se tu fai tre punti chiudi a 90, ci sono tanti motivi per cui dobbiamo cercare di far bene”.

Che partita si aspetta? “Io penso molto aperta perché sia noi sia il Lentigione daremo spazio giocatori che hanno giocato di meno. E questa cosa dovrebbe favorire ancor di più quella che può essere una dinamicità di partita, anche perché già la posta in palio comunque non esiste per nessuno dei due, perché per loro il terzo posto è quello e per noi il primo posto è quello. Però il fatto che giochino giocatori che hanno giocato un po’ di meno possono avere ancor di più la motivazione per spingere il più possibile. Quindi io immagino una partita piacevole”.

Il Rimini vuole chiudere bene per non pregiudicare alcune statistiche. “I numeri che abbiamo tirato fuori sono citabili, quindi sia i punti in classifica, sia i gol fatti e i gol subiti, sia l’imbattibilità casalinga. Abbiamo tanti motivi, insomma, per cercare di fare bene in questa partita. È evidente che la squadra si è rilassata questa settimana, è evidente che non è stato semplice allenarsi. Direi una cavolata se dicessi il contrario. Però è anche evidente secondo me che poi, quando metti la maglia e scendi in campo, arriva l’arbitro e inizi la partita, gli stimoli, specialmente in questo momento, specialmente quando scendi in campo al “Romeo Neri”, sono talmente tanti che penso che il fatto che tu abbia fatto una settimana un po’ ballerina sul piano dell’allenamento inciderà zero su quella che può essere poi la partita che effettivamente andrai a fare”.

Sul popolo biancorosso. “Io penso che nell’ultimo periodo il pubblico si sia sempre più appassionato. Forse c’è stata titubanza all’inizio, forse c’è stata un po’ di perplessità durante l’anno perché si voleva capire se effettivamente si poteva riuscire a tagliare questo tipo di traguardo. Però una volta che la gente ha capito che si poteva farcela secondo me ha cambiato proprio atteggiamento nei confronti del Rimini e della squadra. E quindi io credo che in questo momento ci sarà un “Romeo Neri” non soltanto più numeroso, ma anche più caldo”.

Come avete fatto a riavvicinare una piazza che si era un po’ raffreddata, complici le vicissitudini degli ultimi anni? “Io credo che c’era un modo solo per poterlo fare, che era fare risultato. Non penso che ci fossero altri modi per poter far rinnamorare la gente, o magari è sempre stata innamorata, magari riappassionare nell’immediato su quello che poteva essere il percorso del Rimini. L’unico modo era quello di vincere il campionato perché penso che tutti a Rimini sapessero e sanno che la serie D è una categoria di passaggio e di prestito per questa società, che deve stare tra i professionisti, però lo abbiamo sempre pensato, ma un conto è pensarlo e un conto è farlo. E credo che in questo momento aver fatto questo passo significa permettere a chi aveva in questo momento la voglia di urlare quelli che potevano essere i propri desideri di poterlo anche fare”.

Come giudica il calcio prodotto dal suo Rimini? “Io sono abbastanza critico nei confronti di me stesso e del calcio che andiamo a proporre. Penso che non abbiamo giocato sempre benissimo. Penso che abbiamo giocato bene molte partite, e penso che tu vinci il campionato di D quando vinci le partite che non giochi bene. Quindi io credo che noi abbiamo vinto anche delle partite che non abbiamo giocato benissimo. Penso che la cosa che abbia inciso di più sia stato nell’ultimo mese e mezzo il peso crescente del dover chiudere il risultato, che per forza di cose ti porta a giocare in maniera un po’ diversa. Però penso che per un bel po’ di mesi abbiamo espresso un buon calcio per quella che è la serie D e per quello che si può fare in serie D, considerando anche i campi che si incontrano, soprattutto in casa perché sul nostro campo si può giocare anche un calcio veloce e dinamico. La soddisfazione da questo punto di vista è tanta. Sul fatto che si possa migliorare secondo me si può migliorare, si può giocare anche meglio di così”.

Visto che sarà l’ultima, e che sarà ininfluente ai fini della classifica, per una volta ci può svelare la formazione? “Non posso dirvi la formazione, posso dirvi che gioca Piretro, questo è sicuro, perché è un ragazzo che io ho ringraziato pubblicamente davanti allo spogliatoio quando siamo rientrati giovedì, perché è l’unico ragazzo che non è mai sceso in campo di tutta la rosa, è un ragazzo che si è allenato in maniera incredibile durante tutto l’anno, sempre come fosse titolare la domenica, e soprattutto per un ragazzo così giovane non è semplice. E quindi è stato da esempio per tutti quanti i compagni. L’unica scelta che faccio per riconoscenza è questa, le altre sono scelte che faccio in base a come li sto vedendo in questo momento. È chiaro che qualcuno che ha tirato più la carretta questa settimana era più stanco e qualcuno magari era più motivato”.

Ha già parlato con la società della sua conferma per il prossimo campionato? “No, io avevo un accordo con la società quando ho firmato di rinnovo automatico in caso di vittoria. Lo avevate scritto anche voi, quindi si sapeva, non è una cosa segreta. Quindi io in questo momento sto pensando a questo aspetto, mi appoggio a questo aspetto. Se la domanda è se rimango volentieri a Rimini, sicuramente sì. Però se io dico: rimango a Rimini, dico una cosa sbagliata perché mi devo incontrare prima con la società. Diciamo che informalmente il sentore è che si possa continuare questo matrimonio, però ci sono delle tappe nel calcio giustamente da rispettare. Penso che prima di tutto ci sarà da valutare quella che è la situazione del direttore sportivo e della dirigenza in generale, poi di conseguenza si parlerà anche della mia posizione, che è secondaria in questo momento”.

Complice il risultato della squadra, qualche società ha già bussato alla sua porta? “Che ci sia stato l’interessamento di qualcuno non dico che è evidente, però dico sì, che io abbia parlato con qualcuno no, nel senso che non sono andato oltre al piacere di aver ricevuto qualche telefonata, perché io ho sempre detto a tutti che avevo un accordo col Rimini opzionale e che avrei parlato prima di tutto col Rimini. Poi, se col Rimini va come spero io non serve che rifaccia nessun tipo di altro numero di telefono”.

Quanto dovrà cambiare secondo lei il Rimini per affrontare la serie C? “Penso che sia una domanda da fare più al direttore sportivo perché io mi fido molto delle persone, non soltanto perché sono persone con le quali mi sono trovato molto bene, ma perché penso abbiano una competenza tecnica elevata. Non ho la presunzione che magari forse può sembrare io possa avere in serie D nella conoscenza della categoria, però in serie D ho fatto 15 campionati e qualcosina ho visto, la C l’ho fatta, però l’ho fatta poco, quindi ho meno la possibilità di esprimermi su quella che può essere un’effettiva differenza di categoria. Sul fatto che ci sia una differenza di categoria penso siamo d’accordo tutti, nelle modalità del tipo di differenza la persona più adatta a rispondere secondo me è il direttore”.

E come atteggiamento tattico? “Io penso che quest’anno dal punto di vista della fase di costruzione siamo stati già anche abbastanza elastici, penso questa elasticità faccia parte un po’ del calcio di oggi. Penso che le squadre debbano essere dinamiche, debbano essere fluide, se vi piace come termine. Penso che la differenza più grossa sarà invece in fase difensiva perché noi in fase difensiva quest’anno siamo stati monotematici, cioè siamo sempre andati sopra a qualunque avversario perché eravamo la squadra più forte, quindi lo potevamo fare. Penso che sopra questa cosa cambierà un po’, nel senso che può essere che durante le partite ci siano più momenti nei quali l’avversario riesca a tenere più il pallino del gioco, o possono esserci partite in cui effettivamente l’avversario possa avere questo tipo di superiorità. Però questo noi lo possiamo dire solo dopo che abbiamo visto la squadra che farà il Rimini, adesso come adesso sono discorsi abbastanza generali, di sicuro mi aspetto che serva di più saper cambiare atteggiamento anche in fase difensiva. E quindi che la squadra si sappia alzare o abbassare a seconda dei momenti, cosa che quest’anno sicuramente non è stata allenata”.

Ha delle richieste da fare al club? “Io non ho richieste, ho detto prima: mi fido delle persone. La mia garanzia è se ci sono le figure tecniche che hanno lavorato quest’anno, se c’è il direttore Maniero, se c’è Cherubini. Sono quelle le mie figure di riferimento. Io non sono nella posizione di fare delle richieste tecniche, io sono nella posizione di mettermi a disposizione della società. Loro sanno come sono fatto, come lavoro, e cercare, se sarà così, di ottenere il massimo utilizzando il mio modo di vedere il calcio e di lavorare”.

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