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aggressione in stazione

Massacra di botte la compagna e la sfregia con un taglierino, arrestato 30enne

In foto: la Polizia in zona stazione
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 13 apr 2022 11:19 ~ ultimo agg. 14 apr 10:57
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Aveva i vestiti ancora intrisi di sangue, una vistosa ferita da taglio alla testa di circa 7 centimetri, il volto tumefatto dalle botte ricevute e altre ferite da taglio al mento e al collo. E’ così che si presentava la vittima, una donna italiana di 30 anni, al suo arrivo al pronto soccorsi dell’Infermi di Rimini la mattina di lunedì 11 aprile. Quando gli uomini della Squadra Mobile le hanno chiesto chi l’avesse ridotta in quello stato, lei non ha avuto dubbi: “E’ stato il mio compagno”.

Una volta dimessa con una prognosi di 25 giorni, ha accompagnato gli investigatori della polizia di Stato dove era incominciato il massacro: un vagone abbandonato su un binario ‘morto’ della stazione ferroviaria di Rimini. Era lì che aveva ricavato un giaciglio di fortuna dove dormiva con il suo compagno, un coetaneo tunisino, che sarebbe più appropriato definire il suo aguzzino visto che, come lei stessa ha raccontato, la minacciava di morte, vessava e picchiava da ormai sette mesi. Altre tre volte negli ultimi cinque mesi si era recata al pronto soccorso per farsi medicare le ferite e curare le fratture causate dal magrebino, ma in nessuna di quelle occasioni aveva trovato la forza di raccontare la verità. Troppo grande, infatti, il timore che lui potesse vendicarsi con ancora più forza.

L’ultima aggressione, però, l’ha spinta a dire basta, a denunciare tutto. Quella domenica notte il tunisino, sotto l’effetto del crack, dopo aver discusso con la donna l’aveva scaraventata a terra per poi colpirla con un calcio all’altezza della zigomo. Lei si era rialzata ed era corsa via, lui però l’aveva raggiunta, afferrata e colpita al mento e al collo con un taglierino. Ma non era ancora abbastanza. Così il 30enne si era accanito ancora su di lei e sempre a colpi di taglierino, questa volta alla tempia. Provvidenziale l’intervento di un’amica, che grazie al suo Amstaff era riuscita a mettere in fuga l’aggressore.

Fuga durata poche ore, dal momento che gli uomini della Squadra Mobile di Rimini, diretta dal vice questore aggiunto Mattia Falso, l’hanno fermato nel parcheggio della stazione. Il pubblico ministero Davide Ercolani, considerati i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga, ha disposto per il tunisino l’arresto e il successivo trasferimento in carcere. Assistito dall’avvocato Ninfa Renzini, l’indagato dovrà rispondere di maltrattamenti e lesioni permanenti ai danni della compagna.